Alfred Kinsey

Alfred Kinsey

Alfred Kinsey

Alfred Charles Kinsey nacque a Hoboken, New Jersey, nel 1894 da Alfred Seguine Kinsey e Sarah Anne Kinsey. Nel 1904, la famiglia Kinsey (composta anche da due fratelli minori), si trasferì nella città di South Orange, sempre nel New Jersey. La madre era una donna molto devota ed il padre un pastore metodista (che occasionalmente predicava la domenica), particolarmente sessuofobo.

L’infanzia di Alfred non fu molto felice: malattie e diagnosi errate su problemi cardiaci tennero il bambino lontano dallo sport e dai giochi; amava però la natura e per questo entrò nei Boy Scouts, dove rimase anche da adulto, come consulente.  Il padre voleva che Alfred studiasse ingegneria a Stevens e così il ragazzo fece per due anni ma senza piacere, né interesse. Il giovane Kinsey infatti era appassionato di biologia, che studiava addirittura di nascosto ed il suo eroe era Charles Darwin. Questa sua passione gli consentì di ottenere una borsa di studio al Bowdoin College, Maine, in biologia e psicologia (1916), il che provocò la rottura con il padre. Seguì poi una laurea in tassonomia ad Harvard (1919, magna cum laude).

Fu chiamato dalla Indiana University nel 1920 per coprire la carica di Assistant Professor della cattedra di zoologia, dove si fece una solida reputazione accademica attraverso la ricerca sulle vespe delle galle (insetti piccolissimi dal nome latino Hymenoptera Cynipidae),e attraverso i suoi libri di biologia per la scuola superiore.

La sua specialità era la tassonomia, cioè la classificazione delle specie e lo studio delle variazioni individuali. Nell’Indiana conobbe Clara Brachen McMillen, brillante studentessa di chimica, che poi sposerà nel 1921. Avevano in comune l’amore per la musica e la campagna. Inizialmente ebbero qualche difficoltà sessuale, ma poi misero al mondo quattro figli, anche se il maggiore morì di diabete prima di compiere i quattro anni.

Nel 1930 Kinsey era considerato il massimo esperto mondiale nello studio delle vespe delle galle ed un affermato genetista.

Nel 1938 la vita di Kinsey, che aveva allora 44 anni, cambiò radicalmente. Accadde infatti che l’associazione studentesca femminile si fece promotrice della proposta di inserire presso l’Università dell’Indiana, un Corso sul matrimonio chiamato ‘Marriage and Family’.

Kinsey fu invitato a coordinare questo Corso, che fu sempre affollatissimo, e da lì iniziò il suo interesse per lo studio dei rapporti sessuali, cominciato dalla raccolta di storie ed esperienze raccontategli dai suoi stessi studenti. Cominciò così una lunga ricerca sull’attività sessuale che lo portò ad esplorare circa 18.000 casi.

Nel 1940 Kinsey fu messo di fronte ad una scelta: i suoi studi sulla sessualità umana infatti, non erano graditi alla società americana, soprattutto alla frangia più puritana, per cui o sceglieva di dedicarsi esclusivamente ai Corsi di preparazione al matrimonio, o sceglieva di tornare alla sua ricerca biologica. Scelse la ricerca sulla sessualità.

Nel 1941 il lavoro pionieristico di Kinsey aveva trovato anche cospicui finanziamenti, grazie ad Alan Gregg del National Research Council (facente capo alla Fondazione Rockefeller). Con questi fondi fu possibile assumere altri ricercatori: il primo, nel 1941, fu Clyde Martin (si è molto insinuato sull’omosessualità, mai apertamente dichiarata, di Kinsey e sulle attenzioni particolari da lui avute verso il giovane Martin), cui seguì, nel 1943, Wardell Pomeroy.

Nel 1947 l’Istituto universitario che faceva studi sulla sessualità, l’Institute for Sex Research, divenne un’associazione no profit affiliata all’Università dell’Indiana ed in quello stesso anno al gruppo di ricerca si aggiunse anche Paul Gebhard. Con i primi due ricercatori (Martin era laureato in economia e si occupava di gestire le prime analisi statistiche del team; Pomeroy era uno psicologo), Alfred Kinsey scrisse il primo libro, quello sul comportamento sessuale maschile, dal titolo originario Sexual Behavior in the Human Male, meglio conosciuto come ‘Il rapporto Kinsey’.

Risultato: 200.000 copie vendute nei primi mesi, con traduzioni in otto lingue. Kinsey divenne così una persona conosciuta ovunque come “colui che entrava nel letto degli americani”. Ma cosa si diceva di nuovo in questo rapporto? Che i maschi, specialmente i ragazzi, si masturbavano con grande frequenza, senza per questo diventare pazzi, che il sesso prematrimoniale ed extraconiugale era molto comune e che un terzo degli uomini aveva avuto un rapporto omosessuale… Facile immaginare come, nell’America puritana degli anni quaranta, tutto questo provocò un grande scandalo.

A Kinsey veniva riconosciuta l’abilità di non far sentire i suoi pazienti sotto esame, o giudicati per il loro comportamento sessuale: le loro confidenze sarebbero rimaste tali, in un clima di estrema fiducia. E così fu.

Cinque anni più tardi arrivò il corrispondente volume riguardante gli studi sulla femminilità femminile, Sexual Behavior in the Human Female, conosciuto come il ‘secondo Rapporto Kinsey’. All’uscitadel libro sul comportamento sessuale della donna, nel 1953,  l’America, stava entrando nella Guerra Fredda e l’accoglienza fu piuttosto tiepida. I rubinetti dei suoi finanziatori si asciugarono e, per continuare le ricerche, Kinsey accettò di intervenire in conferenze sulla sessualità in Europa e nel resto del mondo. Non chiedeva retribuzioni, ma la possibilità di raccogliere altri dati attraverso questionari; soprattutto era interessato ad avere i dati completi di piccole comunità.

Nel 1949 si unì al gruppo anche un fotografo, William Dellenback, che doveva documentare la sessualità negli animali. L’opinione pubblica ed alcuni gruppi religiosi accusarono Kinsey di fare pornografia nel modo più subdolo possibile, per aggirare le norme condivise sul buon costume, chiamando queste produzioni oscene ‘scienza’. In particolare erano messe sotto accusa le sue ‘ricerche fisiche’ in cui le persone compivano atti sessuali, che venivano osservati, analizzati e registrati a livello statistico in tutti i loro particolari.

Oltre tutto, si diceva, Kinsey era un omosessuale, un pervertito. Da come lo descrive James Jones, un collaboratore del gruppo di Bloomington, nella sua biografia, egli aveva anche tendenze sadomasochiste ed esibizionistiche. A detta di Jones, Kinsey aveva ‘una metodologia ed un modo di raccogliere casi che garantiva all’autore di trovare esattamente ciò che voleva trovare’. Kinsey veniva accusato di essere preda delle sue compulsioni sessuali nel fare ricerca, poiché spesso partecipava direttamente alle riprese (nudo dal collo in giù) e filmava addirittura sua moglie mentre si masturbava (si dice contro il volere di lei).

Kinsey, si diceva, era ossessionato dai comportamenti omosessuali e per questo passava ore ed ore ad osservare documenti pornografici e rapporti sessuali, girati nelle zone malfamate di Chicago e New York, nei carceri e nelle case di appuntamento. Che tipo di idee poteva farsi, con questi esempi, sulla sessualità degli americani ? Questo dicono ancora di lui i suoi detrattori.

L’accusa più infamante però fu quella di favoreggiamento della pedofilia, nel campo degli studi sulla ‘sessualità infantile’. Sono in molti a ritenere che Kinsey non fece nulla per prevenire certi abusi e che anzi li incoraggiò, per poterli documentare.

I giornalisti cominciarono a chiamarlo ‘Doctor Sex’ e la U. S. Customs cominciò una battaglia legale contro il gruppo guidato da Kinsey, per cui il sessuologo fu costretto a comprare materiale di studio relativo alla sessualità all’estero. L’avvocato Harriet Pilpel insieme ad altri due legali difese l’istituto, che alla fine vinse la causa, nel 1957, presso la Federal District Court.

Uno dei costrutti teorici più importanti di Kinsey fu la “Heterosexual/ Homosexual Rating Scale,” una scala a sette punti, dove si misura la sessualità e le eventuali tendenze omosessuali di un soggetto. Questa scala era contenuta nel rapporto dedicato alla sessualità maschile, ma viene ancora considerata di attualità e ristampata.

Kinsey era nel giardino della sua casa, quando ebbe un attacco di cuore e morì, nell’agosto del 1956, a 62 anni. I suoi allievi continuarono a portare avanti la ricerca fino al 1963, pubblicando altri tre volumi sull’argomento, fra cui Male and Female, tradotto in molte lingue.

Probabilmente gli studi di Kinsey non furono tutti interamente dettati da curiosità ‘scientifiche’, forse i suoi metodi di lavoro furono discutibili, il suo senso morale quanto meno poco rispettoso delle tradizioni e della morale pubblica, ma non si può dimenticare che egli fu comunque il padre della rivoluzione sessuale americana e di quel movimento libertario che portò a riconsiderare la sessualità femminile e la stessa posizione della donna nella società, l’introduzione dell’educazione sessuale nelle scuole e la nascita stessa della scienza sessuologica.

Nel 1984 l’Istituto dell’Università dell’Indiana fondato da Kinsey divenne il ‘Kinsey Institute for Research in Sex, Gender, and Reproduction’. Nel Novembre 2004 è uscito un film, Kinsey, sulla vita del pioniere del sesso, con l’attore Liam Neeson, diretto da Bill Condo, un attivista gay.

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Dr. Giuliana Proietti
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Psicoterapeuta Sessuologa
ANCONA FABRIANO CIVITANOVA MARCHE
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