Consulenza – Dentro e Fuori di Te 29

Consulenza

Lettere a Dr. Giuliana Proietti

Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti, psicoterapeuta sessuologa

DENTRO E FUORI DI TE
Archivio Storico  2012-2018
Pagina n. 29

 

Relazione priva di intimità
#1 10-22-2015, 02:29 PM

La relazione con mio marito dura da 5 anni, 4 dei quali di convivenza…. il nostro rapporto di coppia è per entrambi molto molto appagante…c’è sincerità, rispetto, amore, onestà, attenzione e cura dell’altro…e tutto quanto ci rende uniti come il primo giorno…
Il nostro problema è la sfera sessuale, che al momento è praticamente inesistente….questa situazione di “stallo” dura da anni…passano lunghi periodi senza che facciamo l’amore, quindi ne parliamo e ci confrontiamo…e dopo averne parlato riprendiamo i rapporti (1/2 volte) e poi si ricade nell’assenza più totale…
Visto che non riusciamo ad uscire da questo enpasse, nonostante entrambi lo vorremmo, ci siamo dati un ultimo mese di tempo, oltre il quale ci rivolgeremo ad un terapista per farci aiutare.
Come mai, seppur lo vogliamo, non riusciamo a trovare un equilibrio soddisfacente sessualmente?
In caso andremo da un terapista, come funziona la terapia di coppia in tal senso?

Gentilissima,

La vostra relazione è talmente giovane che è difficile pensare che siate già stanchi e oppressi dalla routine. Molto più probabilmente c’è qualcosa che non va (credenze, stile di vita, paure, interessi diversi, ecc.), che potrete sicuramente scoprire e affrontare durante la terapia di coppia.

Per saperne di più sulla terapia di coppia e la terapia sessuale le suggerisco di visitare il sito http://www.clinicadellacoppia.it.

Saluti cordiali e auguri.

La terapia del narcisista
#1 10-20-2015, 02:54 AM

Buonasera, vi ringrazio per la possibilità di avere un confronto diretto con dei professionisti su argomenti così delicati come quelli che riguardano la psiche e le relazioni umane.
La mia domanda riguarda la terapia di una personalità narcisistica e alcuni relativi effetti. Mi chiedo in particolare se queste persone, nella migliore delle ipotesi di ottenere con la terapia una “guarigione”, possano effettivamente provare stati di partecipazione emotiva con gli altri, di rammarico per le loro azioni sbagliate, di dispiacere non solo per le conseguenze ma anche per il dolore che creano nell’altro… Quello che ho percepito leggendo alcune pubblicazioni è che la terapia aiuti nel costruire un nuovo profilo personale soprattutto attraverso la sfera cognitiva, e renda la persona più incline a farsi delle domande sugli altri e sulle conseguenze delle proprie azioni , ma quasi come una sorta di automatismo vuoto di emozioni , che non garantisce insomma l’edificazione ex novo dell’empatia che spesso è mancante o carente. Vale la pena per una persona coinvolta sentimentalmente accompagnare da “partner amoroso” una persona in un processo terapeutico come questo, se escludiamo la convenienza sociale/personale di matrimoni da salvare,figli, ecc . ? o ci si deve rassegnare ad ottenere al massimo una persona che sa che deve chiedersi qualcosa in più su ciò che fa, su come si relaziona, ma che di fatto non è comunque in grado di sentire realmente in sè l’altro,nemmeno quando è causa esplicita del suo malessere?
Ovviamente ho semplificato e ho omesso le considerazioni sulla mia vicenda personale e sulle possibili interpretazioni, per rendere più fluido il mio pensiero e più accessibile il mio dubbio ora…La ringrazio e saluto cordialmente.

Gentilissima,

Lei parla molto in generale e dunque anche io, non potendo entrare nel merito, devo darle una risposta generale: la psicoterapia migliora sempre le condizioni del paziente, ma non garantisce alcuna sicurezza di guarigione, perché a questo concorrono vari fattori, come la competenza del terapeuta, la motivazione del paziente, la frequenza degli incontri, la gravità dei sintomi, ecc.

Quanto alla sua domanda, se conviene aspettare un paziente narcisista in terapia o lasciarlo andare al suo destino, purtroppo non ho una risposta certa da darle e dunque le suggerisco di chiedersi quanto lo ama per quello che oggi realmente è e non per quello che potrebbe (forse) diventare dopo la terapia.

Cordialmente,

Io sono ancora vergine ma lei no
#1 10-28-2015, 05:09 PM

Cara dottoressa le scrivo perché ho un dubbio che mi attanaglia ormai da mesi. Circa 7 mesi fa ho conosciuto una ragazza di un anno più piccola di me (io 23 anni, lei 22). Ci siamo piaciuti a vicenda già dal primo momento. Anzi specifico: lei ha iniziato “l’approccio” facendomi sapere che le piacevo un sacco. Conoscendoci meglio dopo mesi che ci sentivamo ci siamo innamorati perché siamo entrambi perfetti l’uno per l’altra e circa un mese fa ci siamo messi insieme. Conoscendola sono venuto a sapere che lei ha avuto molte esperienze sessuali e questo mi crea un problema perché io ancora non ne ho avuta nessuna. Non perché non sono mai stato con una ragazza, ma perché fino ad un anno fa circa sono stato con una ragazza che non voleva avere rapporti se non dopo il matrimonio e perché ho preferito aspettare la ragazza giusta, una ragazza che amo e che mi ricambia piuttosto che la prima che capita. Comunque, non ho ancora detto a lei di essere vergine (le ho solo detto di non avere molta esperienza) perché ho paura che rimanga delusa da me, che non mi voglia più, di non essere alla sua altezza e che preferisca stare con un ragazzo con più esperienza…o che mi tradisca andando con un altro ragazzo senza che io lo sappia (dato che viviamo distanti). Vorrei dirglielo perché odio tenere segreti con lei e anche perché comunque durante il rapporto, si accorgerà della mia inesperienza. Cosa dovrei fare? Secondo lei potrebbe rimanere delusa? Restare con me ma cercando “esperienze” con altri ragazzi? O magari accettare la cosa? Ci tengo molto a questa ragazza e non vorrei perderla per un problema del genere

Gentilissimo,

Direi che lei dovrebbe imparare a non farsi un problema della sua verginità: anche la persona più esperta del mondo può infatti trovarsi in difficoltà se incontra una partner dal comportamento inusuale, o quanto meno per lui sconosciuto.

Aver perso la verginità significa per lei essere andati con almeno una donna, ma le donne non sono affatto tutte uguali e non è assolutamente detto che questa prima esperienza sia sempre sufficiente per togliere l’ansia da prestazione.

Il suggerimento dunque è in primis quello di non farsi un problema della propria verginità, che peraltro è visibile solo nella sua testa e nei suoi pensieri. La inviterei inoltre a riflettere che i ruoli di genere sono ormai cambiati: non a caso è stata la ragazza a fare la prima mossa… Questo significa che ormai non esiste più il mito del maschio dominante,che sceglie la sua donna e che deve essere per forza il più esperto dei due.

Le ragazze inoltre maturano sessualmente prima dei maschi (alcune hanno il menarca a soli 10 anni!) e dunque è normale che sentano il bisogno di relazionarsi, affettivamente e sessualmente, prima dei maschi.

Infine, quando si stabilisce un rapporto serio, il fatto di avere avuto scarse esperienze può essere un elemento apprezzabile, perché denota non necessariamente timidezza e scarsa propensione ai rapporti sociali, ma anche capacità di tenere a freno gli impulsi e di volere per sé rapporti di qualità.

Spero di averle dato qualche strumento di riflessione per rivalutare un po’ la sua posizione nei confronti di questa ragazza: la sua “verginità” non è poi così disprezzabile come lei pensa e teme.

In bocca al lupo!

Confusione
#1 11-04-2015, 01:55 AM

Innanzitutto un pio di informazioni, sono uomo, 20 anni, vergine e organo di padre da quando avevo 4 anni.
Negli ultimi tempi sono molto confuso riguardo alla mia sessualità. Mi spiego meglio: ho enormi difficoltà nel relazionarmi con il genere femminile, tanto da non aver mai avuto neanche amiche donne. Non che da l’altra parte mi sia andata meglio ma qualche notevole miglioramento l’ho fatto. Non ho mai avuto fantasie sessuali in senso stretto, mai fantasticato sull’auto insomma, cosa che anzi mi dà anche un po’ fastidio (sia etero che omo). Le mie fantasie infatti riguardano la lotta o meglio la parte perdente in essa. Mi piace essere sopraffatto fisicamente (cosa che rimane una fantasia non essendosi mai concretizzata) e umiliato. Fantasia che tra l’altro mi dà sempre meno soddisfazione e piacere… Nessun desiderio invece riguardo al sesso in se.
E nelle fantasie si materializzano sia donne che con più frequenza uomini. Proprio questo fatto mi dà da pensare, temo di essere omosessuale, e non perché ci sia nulla di male, ma sarebbe una situazione assai complicata e la temo.
E tale preoccupazione mi assilla in alcuni periodi e altri no. E guarda caso proprio bei periodo in cui ho timore mi capita qualche flash omo (immagini mi compaiono nella mente). Ma so, e correggetemi se sbaglio che non è raro che ciò sia risultato di pensieri ossessivi sull’argomento. Onestamente non so che pesci pigliare e probabilmente sarebbe opportuna una terapia. Non so forse in tutto questo guazzabuglio vi è qualche cosa di sensato… Vi ringrazio dell’aiuto.
Altra cosa che mi viene in mente è che tendo a stringere amicizie molto forti e quando qualcuna si rompe è un colpo al cuore, per ogni amico farei di tutto.

Gentilissimo,

Non è assolutamente una buona idea introdursi nel mondo della sessualità con una sorta di biglietto da visita prestampato, su cui si specifica se si è gay, bisex, omosessuali ecc.

Credo che la cosa migliore da fare sia mettersi in gioco e sperimentare le relazioni, per capire cosa si desidera (naturalmente non è necessario sperimentare tutto se si è soddisfatti di ciò che si è trovato).

Quanto alle fantasie, esse non debbono essere prese in considerazione per determinare il proprio orientamento sessuale: le fantasie sono una cosa, la realtà è un’altra. Ci sono, ad esempio, persone assillate da un pensiero ossessivo che le porta a temere di poter fare del male a qualcuno, ma che poi nella vita sono le persone più tranquille e pacifiche del mondo. Questo avviene anche per le fantasie sessuali: non è assolutamente detto che mettere in pratica la fantasia di sottomissione la soddisfi realmente come ha fin qui immaginato.

Credo dunque che lei debba uscire dalla riflessione su quello che lei potrebbe effettivamente essere, per capire quello che invece realmente è.

Le dò 3 suggerimenti: 1. smettere di guardare la pornografia, se la guarda, come mi pare di capire; 2. affrontare i propri problemi di timidezza e 3. imparare le competenze relazionali, che le permetteranno dapprima di farsi delle amiche e poi di trovare una ragazza.

Credo che un buono psicologo potrà aiutarla in tutto questo.
Saluti.

Calo del desiderio
#1 11-22-2015, 01:03 AM

Buongiorno, ho 18 anni. Da 4 anni sto con il mio attuale ragazzo con la quale ho vissuto la mia prima e unica intimità. È sempre andato tutto molto bene sia a livello intimo che nella vita di tutti i giorni ma da qualche mese sento un forte senso di respingerlo. Sono fredda con lui, non cerco baci, carezze, quando lui prova ad avere un approccio con me io lo respingo in maniera molto brusca e se insiste mi arrabbio inventando scuse senza senso. Mi sto rendendo conto giorno dopo giorno di amarlo e molto ma se il mio comportamento continua così rischio di perderlo perché sento che ogni volta lui sta male e mi fa mille domande per capire ma io dico sempre che non è colpa sua… Ed è vero è un problema mio che non capisco come può una ragazza nel fiore della sua sessualità respingerla di punto in bianco? Potrebbe aiutarmi a capire… Grazie!

Gentilissima,

La sessualità, come tutti i comportamenti umani, porta assuefazione. E’ come la cioccolata. Se lei scopre una nuova marca che le piace moltissimo e la mangia tutti i giorni, la soddisfazione percepita non sarà sempre la stessa: all’inizio sarà elevatissima, poi le sarà quasi indifferente ed infine potrà arrivare a non desiderarla più.

Questo dipende dal fatto che la nostra intelligenza, la nostra curiosità, ci portano a cercare sempre nuovi stimoli e a reagire ad essi, nella misura in cui ci appassionano e creano in noi emozioni positive.

Se ora lei lasciasse il suo ragazzo e si mettesse con un altro, sentirebbe tornare fortissimo il desiderio sessuale, per poi ritrovarsi, fra 4 anni o forse meno, allo stesso stadio in cui si trova oggi.

Ci sono due correttivi per questa situazione:

1. Quando arriva la noia, chiudere il rapporto e cercare un’altra persona (a oltranza);
2. Cercare di lavorare su se stessi e sulla relazione per creare le condizioni giuste in cui il desiderio possa essere provocato. In altre parole: non aspettarsi che il desiderio venga dal cielo, come nei primi tempi del rapporto, ma coltivarlo con creatività, impegno, dedizione, per la buona riuscita complessiva del proprio rapporto di coppia.

Ora sta a lei decidere come muoversi: normalmente le ragazze della sua età scelgono la prima opzione, mentre la seconda è scelta soprattutto da persone con un rapporto di coppia stabile che si è, o si sta trasformando, in famiglia.

Buona vita!

Sono bisessuale o gay?
#1 11-16-2015, 06:57 PM

Salve, ho 28 anni e Le scrivo in merito ad una questione che mi sta portando via il sonno e la ragione. Sono stata fidanzata per 4 anni con un uomo, di cui mi son sempre detta innamorata, pur provando fortissime pulsioni sessuali per donne di passaggio con cui, però, non ho mai concretizzato nulla anche a causa dell’età delle suddette (tutte over 40, per la maggior parte madri di famiglia, eterosessuali). Le mie inclinazioni verso lo stesso sesso sono nate insieme a me, si può dire, ma non ho mai trovato il coraggio di viverle e lasciarle fluire fino a questa estate. In primavera ho conosciuto una bellissima donna di 50 anni ed è stato colpo di fulmine: stavo bene solo quando sapevo che l’avrei vista e se qualcosa o qualcuno mi impediva di farlo diventavo una furia. Ho buttato all’aria il mio rapporto, il mio rendimento lavorativo è calato di punto in bianco, la masturbazione è diventato un ricordo lontano e il sesso pure. Purtroppo, da parte di lei non ho ricevuto nessun segnale di avvicinamento. Durante le ferie, lontana da lei, ho conosciuto una ragazza dolcissima e molto affascinante con cui ho avuto la mia prima esperienza, che mi è piaciuta molto, ma con questa ragazza non ho potuto né voluto far progetti per una relazione. L’ho allontanata e sono ritornata con il mio fidanzato: adesso il sesso con lui è anche meglio di prima, ma ogni volta che vedo questa donna (cosa che capita spesso, per ragioni lavorative) ripiombo nella confusione e ora che so effettivamente come potrebbe essere, mi tormenta il pensiero.
La trovo di una bellezza irresistibile e il suo fascino mi confonde e mi getta nello sconforto perché mi sento invisibile ai suoi occhi e perché so che molto probabilmente non succederà mai nulla. Sono pronta a qualunque cosa per averla, ma credo di amare il mio ragazzo. Comincio a chiedermi se non vi sia sotto sotto qualche altra questione psicologica irrisolta, dovuta magari al rapporto conflittuale con mia madre, che però mi adora e a cui io sono molto legata o un qualche altro disturbo più serio e grave di cui dovrei occuparmi prima di ferire me e chi mi sta intorno.
So che da una veloce e-mail è abbastanza difficile diagnosticare un granché, ma se riuscisse a darmi almeno un indizio su quello su cui dovrei lavorare sarebbe un grande passo avanti.
Mi scuso per la, probabilmente, noiosa verbosità del testo e La ringrazio in anticipo per la cortese attenzione.

Gentilissima,

E’ proprio necessario darsi un’etichetta? Lei è semplicemente la persona che ha descritto, con le sue tante complessità e sfumature. Non esiste nei rapporti umani il bianco e il nero, il giusto e lo sbagliato, il bisessuale o il gay: in alcuni momenti, pur rimanendo sempre la stessa persona, ci si può orientare in un modo, in altri in altro modo. Da che dipende? Anzitutto da come si sta dentro, da quanto si è soddisfatti di sé, della propria vita, delle proprie relazioni, ma dipende anche, come ha visto, dalle persone che si incontrano, dal fascino che esse possono esercitare su di noi.

Finora l’unica cosa che possiamo dire è che lei non è completamente eterosessuale (ma quante persone lo sono in senso assoluto?), anche se ha un ottimo rapporto di coppia e vuole bene al suo ragazzo. Per quello che riguarda il rapporto con sua madre credo che esso conti e molto, soprattutto perché lei mi sembra particolarmente attratta da persone mature… Questo lascia pensare, ma occorrerebbe saperne molte di più per provare a fare qualche ipotesi ragionevole.

Sicuramente, se lei ne avesse la possibilità, sarebbe consigliabile intraprendere una psicoterapia, per fare maggiore chiarezza dentro di sé o, quanto meno, per imparare a convivere con queste parti di lei, finora sconosciute, eppure presenti, come lei dice, da tanto tempo…

Molti auguri e buone cose.

Non ho stimolo nel vivere
#1 11-18-2015, 03:57 AM

Salve, intanto vi ringrazio per questa opportunità gratuita di poter chiedere consiglio, dunque vi spiego perche sto scrivendo.
Mi chiamo Danilo, ho 24 anni e sono nato a Palermo.. e mi ritrovo a passare le giornate senza assolutamente uno scopo. Per capire come sia arrivato a questo punto bisogna che vi spieghi il mio trascorso ovviamente. Sono sempre stato un sognatore e un ragazzo di cuore buono nonostante la vita si sia davvero messa di impegno per farsi odiare, mio fratello é caduto in depressione tentando il suicidio quando avevo 15 anni, mia madre da allora é diventata più aggressiva del solito, anche se da sempre non ha mai mostrato grande sensibilità, fin da piccolo quando capitava che facessi il monello mi diceva frasi del tipo “dovevo morire quando ti ho fatto” o “sei la mia morte”, oltre a rendermi presente il fatto che non fossi previsto come figlio (io sono l’ultimo di 4 maschi), quindi diciamo che il rapporto con mia madre é piu che pessimo, io in controbattuta alle sue frasi terribili reagivo con parole di odio, mio padre invece una persona inesistente, non cattivo peró, oltre a portare il cibo a casa con il suo lavoro, non esisteva. Nonostante tutto sono sempre stato un ragazzo abbastanza bravo negli studi, sempre il primo della classe.. anche se sbagliai assolutamente liceo per un incompresione del piano di studi. Comunque, durante tutta l’adolescenza sono stato un ragazzo molto timido e riservato, molto appassionato di videogame ed era proprio questo a cui volevo dedicare la mia vita perché lo avevo promesso al mio amico di infanzia. I miei unici amici erano mio fratello (il terzo) e i suoi amici. A scuola avevo stretto pochissime amicizie. Al quinto anno di liceo quando mi accorsi della mia enorme timidezza con le ragazze decisi di fare un cambiamento, cominciai ad andare in palestra e in un anno ero già fisicato e di atteggiamento molto più estroverso.Nello stesso periodo ho conosciuto una persona, uno psicologo con cui ho cominciato a legare molto, lui era l unica persona con cui riuscivo a esprimermi pienamente ma era un persona con una fortissima componente negativa e depressiva. Nonostante questo gli stavo sempre accanto per cercare di aiutarlo, in cambio lui col tempo ha cominciato a giudicarmi sempre di più, perché facevo discorsi di pace e amore che a lui davano fastidio, era persona piena di rancore verso tutti senza alcun motivo e le volte cercavo di fargli capire che sbagliasse mi assaliva. Comunque nonostante tutto continuavo a rimanergli vicino, fino a quando il mio primo giorno di università offese pesantamente gli ideali che mi spingevano e che a lui avevo intimamente confidato. A questo punto ho deciso di allontanarlo, era la prima volta che allontanavo un amico e ne ho sofferto moltissimo. A quel punto inoltre mi ero reso conto di aver assorbito tante sue paranoie insane..

Gentilissimo,

Credo che la sua mail sia incompleta e dunque non so a quale domanda specifica dovrei rispondere. Parlando in generale comunque, da ciò che racconta e dal titolo che ha dato a questo post, mi sembra che lei sia al momento privo di rapporti sociali e familiari significativi, capaci di darle uno stimolo per vivere a pieno la sua vita e per fare progetti di miglioramento.

Ritengo che avere allontanato l’amico psicologo sia stata la scelta giusta, perché una lettura così pessimistica e cinica della realtà, seppure in certi casi possa essere in fondo la più giusta, rispetto a tante ingiustizie della vita, non sia minimamente di aiuto, né per sé, né per gli altri.

Personalmente sono del parere che, di fronte al disagio interiore e alla mancanza di stimoli, sia assolutamente saggio cercare, attraverso l’impegno e perfino l’auto-inganno, delle cose in cui credere e degli obiettivi da raggiungere.

Il gioco della vita può piacere o non piacere, ma visto che ormai siamo tutti seduti al tavolo da gioco, non ha senso trascorrere tutto il (poco) tempo che ci è dato a criticare la propria esistenza, a rimproverare gli altri per le proprie manchevolezze, o se stessi per i propri limiti.

Bene ha fatto dunque, visto che era portato per gli studi, ad iniziare l’università e mi auguro che a questo punto lei si sia laureato o sia prossimo alla laurea magistrale.

Adesso viene il bello: è il momento di mettersi davvero in gioco, un gioco complicatissimo e difficilissimo, visto il momento critico che stiamo vivendo. Le suggerisco di viverlo come una sfida, lavorando su se stesso per non farsi abbattere, per rialzare sempre la testa dopo ogni caduta (ce ne possono sempre essere…) e di vivere la sua vita arricchendola di amicizia, di amore e di significato.

Con molti auguri.

Paura del sesso?
#1 12-21-2015, 12:48 PM

Salve
sono un uomo di 52 anni e sto vivendo un momento di difficoltà riguardo ai rapporti sessuali. Purtroppo sono arrivato fino a pochi mesi fa avendo avuto verso i 20 anni una sola fidanzata in modo platonico durata pochissimo, ero timidissimo, non riuscivo ad approcciare una ragazza e se buffamente capitava non riuscivo ad andare avanti. Purtroppo il mio impulso sessuale è stato soddisfatto con diverse prostitute, non erano bei rapporti e mi lasciavano sempre insoddisfatto. A mano a mano che passavano gli anni questi deludenti incontri sono diminuiti fino a esaurirsi circa 7 anni fà. Un anno fà ho iniziato a freguentare una donna separata mia coetanea. Subito non mi aveva colpito granchè ma piano piano mi ha coinvolto e ha incominciato a piacermi moltissimo, ci freguentiamo assiduamente e sento di amarla veramente, tra noi funziona veramente bene sia io che lei ci sentiamo felici e sereni ma aimè l’ unico problema è la mia ansia da prestazione. Lei insiste che il non non avere avuto rapporti da tanto tempo mi ha condizionato, io mi sento attratto da lei, mi eccito fino ad arrivare all’ erezione ma come mi avvicino per iniziare la penetrazione si afloscia. La cosa mi rattrista, lei è una donna splendida, non mi fà pressioni ma io ci stò malissimo. Forse penso troppo a ciò che è stata la mia vita di cui mi vergogno tantissimo? Le ho parlato di qualche rapporto con queste professioniste, non le ho detto di tutte per paura di deludelrla. Ho paura di perdere questa donna meravigliosa con cui ho fatto e continuo a fare tanti progetti, spero in una indicazione per risolvere il problema.
Grazie
Saluti

Gentilissimo,

Il sesso e la relazione stabile con una donna non è stato “un” problema nella sua vita, ma probabilmente “il” problema più grande: come può pensare che tutti i suoi tormenti e le sue ansie si dissolvano all’improvviso, come neve al sole?

Questo suo problema si risolverà sicuramente con il tempo: man mano che lei prenderà confidenza con questa persona, che peraltro è così comprensiva e ben disposta nei suoi confronti.

Il consiglio è quello di non centrare il rapporto sul coito pene-vagina, ma rendere il rapporto ricco di tanti altri atti sessuali e preliminari, in modo che ciò che le mette tanta ansia sia solo una delle tante cose sessuali da fare insieme e non quella più importante.

A differenza delle prostitute, le donne “normali” apprezzano moltissimo la tenerezza e le coccole, prima durante e dopo l’atto sessuale.

Molti auguri e buona vita.

Cerco un consiglio.
#1 12-18-2015, 07:07 PM

Buonasera. Ho 25 anni e sono stabilmente fidanzata da 6, con la persona con cui vorrei passare il resto della mia vita. Fino ai 20 anni ho frequentato di nascosto un ragazzo con cui c’è sempre stata una fortissima attrazione sessuale, ma niente altro, infatti ci vedevamo solo per divertirci senza impegno anche se non abbiamo mai avuto un rapporto sessuale completo. Tre anni fa ci siamo rivisti e ci siamo baciati, cosa di cui mi sono così pentita che ho passato un periodo di depressione da cui sono fortunatamente uscita, il tutto dovuto al senso di colpa per quanto successo. Ho deciso di tenere la cosa per me e di andare avanti con la mia storia, decisa a non fare più un simile errore. La mia storia andava bene ma pochi mesi fa questo ragazzo si è rifatto vivo chiedendomi di vederci (ora è fidanzato anche lui) e non sono riuscita a troncare subito, così abbiamo ripreso a sentirci anche se ancora non ci siamo visti. Ci desideriamo entrambi tanto e vorremmo vederci per l’ultima volta nella nostra vita, per farlo “come si deve” e non cercarci mai più, perché da quando ci conosciamo (12 anni) siamo sempre finiti a rivederci. Ora sono dilaniata dal desiderio che ho per lui, di vederci per l’ultima volta, e dall’amore per il mio ragazzo e dal non volerlo ferire, dalla mia moralità, dalla paura di non passarla liscia di nuovo, di deprimermi ancora, dalla paura del fatto che “la ruota gira per tutti”, della reputazione che mi creerei, che la mia famiglia mi rinnegherebbe se lo facessi. Eppure mi rendo conto che non ho mai smesso di pensare completamente a questo ragazzo anche se ci lega solo attrazione fisica. A volte penso che dovrei lasciare il mio ragazzo perché si trovi una che lo ami del tutto, ma poi penso che anche io lo amo veramente!! È che la mia più grande (e forse unica) debolezza è quest’altra persona, con cui vorrei potermi rivedere un’ultima volta 🙁 purtroppo, con il mio ragazzo l’attrazione fisica c’è sì, ma non è alle stelle com’era e com’è con l’altro e a letto io raggiungo raramente l’orgasmo. Forse sta tutto qui il mio cruccio… mi dico sempre che devo finirla con l’altro prima che diventi come una droga, ma quando lo sento, tutti i miei propositi svaniscono. Sono confusa e mi odio, mi odio perché desidero tanto un altro, sempre il solito ragazzo, e perché non posso vederlo senza conseguenze e per la mia moralità e questa società che mi porta a schifare il tradimento. Grazie dello sfogo, non so proprio cosa fare.

Buona sera.

Il consiglio non potrà, ovviamente, riguardare l’opportunità di andare o non andare con questo ragazzo che tanto le piace, visto che si tratta di una decisione non facile e con tantissime implicazioni.

Il suggerimento più utile che sento di darle è di non accontentarsi, con il suo ragazzo, di una sessualità che non la soddisfa e non le fa raggiungere nemmeno il piacere. Provi a parlarne con lui, per cercare di trovare una possibile soluzione.

Quanto all’altro, provare attrazione sessuale verso una persona diversa dal proprio partner può succedere e probabilmente le succederà ancora per altre persone, se lei resta insieme al suo ragazzo. La fedeltà non è affatto una cosa naturale: è una scelta.

La saluto, sperando che lei riesca a prendere la decisione migliore.

Amica che considero ormai un amico
#1 11-17-2015, 11:07 AM

Salve dottoressa e mi scusi se la disturbo…la contatto perché ho avuto modo di leggere il suo articolo online su donna moderna: diventare maschi, avere un pene, dopo aver digitato su internet parole tipo diventare uomo ecc..le scrivo perché ho una mia cara amica (che io considero ormai amico) che sta affrontando un periodo orribile dove non si riconosce ed è ormai apatica a tutto e tutti, senza stimoli ne interessi, anzi prova disgusto per il suo corpo dal mento in giù e non ha emozioni. Più di una volta è andata a qualche appuntamento dallo psicologo poi psichiatra ecc sia a Bologna che qui da noi, nella nostra città. Lei si starà chiedendo io cosa voglio ora…vorrei un aiuto, un consiglio. Ha tanta rabbia e sofferenza che non riesce a metabolizzare e concretizzare per poi sbottare…come si fa? Lei mi può mettere in contatto con donne che hanno o hanno avuto lo stesso percorso e che son diventate uomini a tutti gli effetti?
Io la ringrazio comunque e mi scuso per il tempo che le ho rubato, ma ci tengo davvero tanto. La saluto M.

Gentilissima,
Il consiglio che le do è quello di privilegiare l’ascolto, anziché la parola. In questi casi sentirsi ascoltati e compresi vale più che ricevere mille consigli. Quanto alle donne che sono diventate uomo, su Internet vi sono associazioni che potrebbero essere d’aiuto, ma credo sia più opportuno che ci pensi direttamente la persona interessata.
Saluti e auguri.

La mia storia è questa…
#1 11-19-2015, 02:28 PM

Salve dott.ssa. le scrivo perché vorrei un consiglio. La mia storia è questa. Tre anni fa mi fidanzai con una ragazza tre anni più piccola di me. Per me era la prima ma io per lei ero il secondo. A me non importava questo. La osservai per un po di tempo poi ci conoscemmo tramite amici in comune. Le dissi che avrei voluto conoscerla e frequentarla ma lei mi disse che era fidanzata. A quel punto mi tira indietro. Dopo due mesi mi ricontatto’ dicendomi che voleva lasciare il suo ex. Io le diedi molte rassicurazioni. Dopodiché lascio il suo ex ed iniziammo a frequentarci. Per me era bellissimo perché vedevo lei soltanto al mondo. Ma pian piano inizio a paragonarmi all’ex in ogni cosa. Dicendo che l’ex sapeva parlare e camminare più di me, che sapeva organizzare le cose più di me. Anche alla mia e nostra prima volta insieme mi paragono’ all’ex e comunque mi diceva ” ti amo “. Io sprofondavo sempre più giù. Vedevo l’ex cone l’essere perfetto ed io non potevo essere come l’ex. Continuai. Molta rabbia mi trasmesse ma anche insicurezza. Le donavo l’anima. In ogni senso. Mi disse, vantandosi, che lei aveva più esperienza di me a livello sessuale e che aveva amato l’ex con tutta se stessa e non poteva amare di nuovo in quel modo. A quelle parole andai ancora più giù. Sottoterra. Volevo scomparire. Mi nacque la gelosia retroattiva cosa che prima non mi importava. Non mi portava che aveva avuto un’altro ragazzo prima di me. Due anni in cui ho accumulato molta insicurezza e molta delusione. Mi trattava come l’ultimo arrivato, dicendomi che dovevo pagare gli errori del suo ex. Diceva che per me non avrebbe fatto nulla. Mentre io per lei facevo di tutto. Io stavo malissimo. Quasi non capivo più nulla. Mi disse anche che quando vedeva un ragazzo doveva ripetersi 100 volte in testa che era fidanzata. Mi disse che mi faceva ingelosire apposta per vedere la mia reazione. Mi sentivo frustrato. La lasciai un anno fa e lei non ebbe alcuna reazione. NESSUNA reazione. Iniziai a star male ancora di più. Non capivo nulla. Poi dopo 4 mesi iniziai lentamente a riprendermi. Fine aprile è tornata, come se non fosse mai successo nulla. Le chiesi spiegazioni. Mi disse che non era matura per avere una relazione seria per questo mi offendeva sempre. Che era una bambina e che aveva capito che mi amava. Il dolore mi ha cambiato. Non ero e non sono più lo stesso anche se il sentimento era quello originale. Le diedi una seconda possibilità. Un giorno mi disse che la trattavo male e che le ho dato una seconda possibilità perché nessuna ” me l’ha data “, questo mi fece ancora male. In agosto la zia le disse che doveva stare attenta perché gridavo per strada ( cosa assolutamente non vera perché sono riservatissimo e timido). Sprofondai ancora nel giudizio ed inconsapevolmente iniziai a dirle cose che non pensavo. Ma solo per sfogarmi e per i due anni precedenti e per i continui giudizi a cui ero sottoposto. Tre settimane fa mi ha lasciato. Non capendo il mio sfogo nonostante le dicevo che mi stavo solo sfogando. Le chiedo consigli perché sono sottoterra. Mi ha dato solo insicurezza e diffidenza verso le persone.

Gentilissimo,

Credo che essere stato lasciato da questa persona sia la cosa migliore che le potesse capitare: per il suo benessere, per la sua salute, per la stima di se stesso. Essendo la seconda volta che succede, e non la prima, spero lei faccia ora tesoro di quanto ha appreso. Gli errori del resto servono per migliorarci.

indecisioni
#1 12-14-2015, 06:47 PM

Salve, sono una ragazza di 20 anni.
Volevo parlarle di un quesito che da un po’ mi turba. Probabilmente, solo due settimane fa, le avrei parlato dei miei problemi alimentari e apparente depressione ma ciò che ora si è aggiunto è qualcosa di molto più concreto e tangibile e che riguarda il mio futuro.
Ho iniziato l’università quest’anno con un anno di ritardo perché ho vissuto un esperienza di 8 mesi all’estero. Un esperienza che mi ha cambiata tantissimo, non posso dire sia stata sempre bene, al contrario ho incontrato molte difficoltà. Sono stata costretta a rivolgermi presso uno psicanalista sempre per i miei problemi legati all’alimentazione. Mi è servito ma un po’ per la breve durata un po’ per la lingua non è stata completamente efficace. Ciononostante ho deciso di tornare in Italia per varie ragioni; dopo 8 mesi mi mancava casa, anche se il motivo per cui ero partita era proprio potere prendere le distanze da tutto e , inoltre, c’era un ragazzo che mi aspettava in patria. Questo ragazzo si era dichiarato il giorno prima della partenza, provava sentimenti sinceri e, ad oggi, ricordo quel giorno come il più bello dopo tantissimi anni. Per motivi legati soprattutto alla mia incapacità di vivere i sentimenti (non potevo credere possibile che un ragazzo carino e intelligente come lui potesse provare qualcosa per me) ci siamo presi una pausa a neanche un mese dalla partenza. Solo che 8 mesi sono lunghi e lui sembrava essersi dimenticato di me, lo vedevo sai social con altre ragazze. Infine però mi ha cercata nuovamente, mi ha contattata e ci siamo accordati di vederci al mio ritorno. Ho vissuto gli ultimi tre mesi con il suo peso nel cuore e penso che ciò mi abbia fermata nel considerare di studiare all’estero. Non vorrei però che la cosa fosse fraintesa, se avessi avuto delle opportunità non lr avrei lasciate sfuggire, solo che a questo si era aggiunta la nostalgia di casa, la volontà di ritornare a studiare vicino a casa perché lo riteneo più semplice per me e per i miei.

L’università mi soddisfa a metà, a volte parlo con la.mia famiglia e mi confidano che avrebbero voluto vedermi a studiare all’estero. Io penso continuamente a viaggiare, facendo volontariato o altro, mi emoziona il pensiero di partire.. Ma non so se questo ripensamento sia dovuto a dei motivi reali o che sia nuovamente la voglia di fuggire a parlare. Non so se dovrei continuare a studiare qui o cercare la mia fortuna altrove.

Gentilissima,

Quando ci si allontana da casa a venti anni può accadere di provare nostalgia per ciò che ci si è lasciati alle spalle o, come nel suo caso, per una storia d’amore promettente, che non è stata vissuta pienamente.

Penso che studiare all’estero non debba essere un vezzo o una moda, ma un progetto di vita: lei dovrebbe studiare all’estero non perché lo fanno le sue amiche o perché lo desidera la sua famiglia, ma perché nei suoi progetti di vita e di lavoro un periodo all’estero potrebbe essere effettivamente più produttivo rispetto allo studiare in Italia. Valuti dunque attentamente quali sono i pro e i contro di entrambe le alternative e poi, una volta presa la sua meditata decisione, la porti fino in fondo, anche per il rispetto che deve alla sua persona.

Buona vita.

Come iniziare a fare giochi erotici
#1 12-16-2015, 11:44 AM

Buon giorno sono un ragazzo di 32 anni sposato da tre e convivo da 9 anni ……..il rapporti sessuali con mia moglie sono sempre stati buoni e spesso…..da un po sono diminuiti…premetto che sono un uomo.molto fantasioso e un po di fantasia ce l ho messa come legarla,massaggi erotici ,sorprese di vario tipo ,ma adesso vorrei sperimentare di piu e lei sarebbe anche daccordo ma non la vedo veramente interessata….la domanda e come posso iniziare una discussione vera e propia per capire le sue fantasie nascoste che non mi dice mai ???e non credo che non me abbia perche penso che tutte le donne le abbiano….e sopratutto con cosa iniziare e come tirare fuori da lei la sua porcaggime??? Scusi il termine ma non ho mai scritto su un forum spero che riesca a darmi qualche consigio…grazie cordiali saluti

Gentilissimo,

Non capisco la domanda: lei è un uomo fantasioso, da sempre fate giochi erotici, sua moglie gradisce, si mostra disponibile a farne di nuovi… Cosa c’è che non va? Cosa le impedisce di provare giochi nuovi o più hard? Probabilmente ciò che manca è solo, come lei la definisce, la “porcaggine” di sua moglie.

Se lei fosse un appassionato di pornografia, desideroso di mettere in pratica con sua moglie quello che vede nei porno, dovrebbe riflettere sul fatto che la “porcaggine” delle pornostar è in realtà una recita e che le donne “normali” in genere non recitano quando stanno insieme al marito…

Del resto, la pornografia è una cosa, la realtà coniugale è un’altra, le pornostar sono una cosa, le mogli un’altra, così come i mariti difficilmente somigliano al Principe Azzurro sognato dalle bambine nelle fiabe.

Il consiglio è quello di apprezzare e valorizzare quello che già ha: non tutte le mogli gradirebbero essere legate o ricevere le sue “sorprese” di vario tipo… Perché guastare tutto per il semplice desiderio di avere di più?

Buone cose.

È possibile/giusto riconquistare la propria ex?
#1 01-01-2016, 01:54 PM

Salve,
come tanti sono stato lasciato dalla mia ex da circa due mesi e mezzo…
Nel frattempo ho intrapreso un percorso di crescita personale (ho iniziato palestra e ballo) e mi sento meglio con me stesso ma continuo a pensare a lei e vorrei che tornasse al mio fianco. Ho ottenuto buoni risultati fisici (sono dimagrito e sono più attivo) ma mentalmente non riesco ad acquisire quella sicurezza che mi fa stare tranquillo.
Lei è fidanzata con un altro, che è stata una delle cause della nostra rottura…
La storia è stata lunga, un paio di anni, ma vissuta di nascosto per la mia paura della nostra differenza di età (io 35, lei 23). Lei era molto presa da me e voleva rendere tutto pubblico.
Nell’ultimo periodo mi sono affezionato davvero tanto a lei ma come io mi sono avvicinato lei ha iniziato ad allontanarsi ed ha conosciuto questo tipo che ci provava di continuo. Dopo un po’ anche io volevo rendere tutto pubblico, ma il suo interesse per me è svanito nel nulla e mi ha lasciato. Dopo pochi giorni già frequentava l’altro, con cui è attualmente fidanzata.
È possibile e/o giusto provare a riconquistarla?
E (domanda da un milione di dollari) come?
Purtroppo non sono molto spigliato con le donne e trovo difficoltà a relazionarmi con loro.
Tendenzialmente sono un tipo insicuro, come posso acquisire autostima ed essere sicuro di me in ogni situazione, soprattutto nelle interazioni con le donne?

Grazie della vostra disponibilità.

Gentilissimo,

Ha fatto molto bene a cercare di rafforzare la sua autostima attraverso la cura di sé, ma ballo e dieta non possono bastare per sentirsi più sicuri, soprattutto nei rapporti con l’altro sesso. Potrebbe sicuramente esserle utile anche qualche seduta da un terapeuta sessuologo, così come la frequentazione di donne come amiche.

Per imparare a relazionarsi con le donne c’è un unico metodo che funziona: l’esperienza, cioè sapere cosa dire, cosa fare, quale atteggiamento assumere in ogni occasione. Più donne si conoscono e più il proprio comportamento diventa sciolto e disinibito.

Per quanto riguarda la sua storia passata credo che, per il suo benessere, sarebbe più opportuno trovare una compagna della sua età, con la quale stabilire un rapporto paritario, con regole di comportamento condivise.

Una ragazza tanto più giovane sarà per forza una persona molto diversa da lei, con la quale potrebbe essere difficile relazionarsi, anche a causa della “concorrenza” giovanile, che ha altri modi di fare e di pensare rispetto ai suoi. Gestire una relazione con una partner più giovane non è facile neanche per un consumato latin lover, perché vuole farlo lei, che si sente così incompetente in materia? Eventualmente prima faccia esperienza e poi si ponga la domanda se è possibile o opportuno tentare di riconquistare la propria ex.

Saluti e auguri.

Papà in difficoltà
#1 01-19-2016, 12:42 PM

Buongiorno dottoressa. Ho un pensiero che mi toglie serenità.
Premetto che ho la mente aperta a tutti gli orientamenti sessuali e non avrei assolutamente nulla in contrario all’omosessualità di mia figlia.
Le spiego: ho una figlia di 15 anni che sta frequentando una ragazza di 18 anni che a nostro avviso (papà e mamma) è lesbica.
Passa tutta la giornata insieme a questa amica e non si sta vivendo la vita che una della sua età dovrebbe fare. Prima che la frequentasse sono certo che aveva un “ragazzino”, usciva con i suoi compagni di scuola, andava alle feste, ecc. … ora più niente.
Ieri mi ha chiesto di sistemarle il cellulare e cancellare i file inutili che avrei trovato, mentre facevo questo, ho letto delle conversazioni tra mia figlia e la sua amica ed ascoltato alcuni file audio inviati con whatsapp, questi erano pieni di ti amo, senza di te la mia vita non avrebbe un senso, ecc. (però niente di sessualmente esplicito).
Di questo non le nascondo che mi sento un poco in colpa, nel senso che non è mia abitudine controllare il telefono di mia figlia.
La cosa che mi preme sapere è … parlo per assoluta ignoranza … se sia possibile che la ragazza influenzi le attitudini sessuali di mia figlia.
Ribadisco che, se fosse lesbica, non avrei assolutamente nulla in contrario … è mia figlia (la mia vita) … la cosa che mi preoccupa è se fosse in qualche modo condizionata (non vorrei usare il termine plagiata).
Di certo questa frequentazione le sta precludendo tutte le tappe che una quindicenne dovrebbe percorrere. Non so come comportarmi … vietarle di frequentarla mi sembra una cosa troppo forzata … assecondarla senza dire nulla mi sembra lasciarla allo sbando. Ho l’impressione che ogni cosa che penso di fare sia sbagliata.
Qualche tempo fa, agli esordi di questa conoscenza, avendo avuto il sospetto che questa ragazza fosse lesbica, ho detto le stesse cose che dico a lei a mia figlia, di risposta ha negato categoricamente, asserendo che entrambe erano etero.
Alla luce di quanto letto ed ascoltato, non so se parlarle nuovamente; anche se mi vergogno del fatto di aver letto e sentito cose sue personali.
Magari sto esagerando ed enfatizzando, magari la cosa è più normale di quanto io pensi.
Spero che la sua risposta arrivi in tempi brevissimi … giusto per non logorarmi ancor di più l’anima.
Naturalmente la ringrazio in anticipo e le porgo i miei complimenti per l’aiuto che date.
Saluti, un papà.

Gentilissimo,

Lei si sente in colpa per aver letto ed ascoltato alcuni messaggi che erano nel cellulare di sua figlia, ma potremmo anche dire che, se sua figlia non avesse voluto che lei li leggesse, o se anche non avesse voluto correre il rischio che lei li leggesse, avrebbe potuto tranquillamente eliminare i file inutili da sola, operazione di sicuro non complessa e comunque alla portata di una ragazza di 18 anni…

Mi chiedo dunque se non vi sia, da parte di sua figlia, una richiesta di interessamento per la sua vita.

Forse la cosa migliore è parlarne, ma senza entrare subito nell’argomento della omosessualità (o della bisessualità). Ad esempio si potrebbe cominciare il discorso parlando in generale dell’amicizia, del perché questa amica è importante per sua figlia, quali sono i lati del suo carattere che le somigliano, quali quelli che la differenziano, che stimoli le dà, se hanno fatto progetti comuni, ad esempio per l’università, ecc.

Insomma, cerchi di non toccare subito “quel” tasto, come mi sembra abbia fatto in precedenza. A mio avviso lei dovrebbe dare segnali di disponibilità al discorso, ma senza iniziarlo per primo.

Complimenti per il modo in cui svolge il difficile mestiere del papà.

Pornodipedenza?
#1 12-17-2015, 05:19 PM

Buongiorno,

Mi chiamo Luca ho 33 anni.

Le scrivo per parlarle, di credo un problema di cui sto prendendo coscienza in quest’ultimo periodo.

Praticare masturbazione su internet su video porno.

Ho iniziato a praticarla come un po tutti i maschi all’età di circa 14 anni con la mia sola fantasia crescendo negli anni ho sempre avuto una vita sessuale attiva ed una partner.

Attualmente sono fidanzato e convivo da 9 anni e non ho problemi in nessun frangente con la mia compagna. Però è da un paio di anni (cosi a memoria circa 4/5 anni) che pratico attività masturbatoria in solitario (e fin qua non ci trovo personalmente nulla di strano) l’unica cosa è che lo faccio con l’ausilio di videoporno su internet. La durata media di questa attività varia dalla mezz’ora minimo ad arrivare anche a 2 ore, alla ricerca del miglior video disponibile. Negli ultimi anni cercando e guardando pure materiale Gay/Trans pur essendo nella vita normale di tutti i giorni etero e che non abbia attrazione verso uomini.

Quando ho iniziato a pormi dei dubbi su cio che facevo in queste ultime settimane ho navigato un po su internet notando che esistono veri e propri siti e movimenti contro la pornodipendenza, Articoli di dottori/psicologi di come puo danneggiare il cervello al pari di una droga. Di come puo provocare anche danni fisici (disfunzioni erettili).

Quindi mi ha fatto sorgere il dubbio di avere un problema piu grosso di quel che potevo pensare. Anche se, a differenza di tanti casi che ho letto, non mi ci sono mai ritrovato.

Perchè principalmente conduco una vita sessuale attiva, un vita lavorativa piena che mi coinvolgere sia mentalmente che fisicamente, socialmente non ho nessun tipo di problema e fisicamente è tutto ben funzionante sia in solitaria che in coppia. Quindi di contro non riscontro nessuno dei “malus” che ho letto nella dipendenza dalla pornografia. (Malessere fisico, problemi nelle relazioni con il partner, problemi lavorativi, problemi sociali).

Mi sono sempre sentito bene, non mi sono mai posto il dubbio che quello che facevo potesse essere sbagliato, fino a quando appunto non me lo sono chiesto e ho navigato un po su internet aprendomi cosi davanti ad un porta che non pensavo esistesse.

Quindi la mia domanda, dopo questa lunga descrizione è, ho un problema? Ho fatto bene a rendermene conto e mi sto facendo veramente male?

Perchè leggendo in giro, c’e chi dice che sia “gravissimo” chi minimizza, chi dice l’esatto opposto. Cosi, c’e troppa confusione e quindi ho preferito chiederle direttamente a lei un suo parere.

Si ho anche pensato a rivolgermi ad uno specialista del suo settore ma sia per mancanza di tempo che denaro (Lavoro solo io per mantenere casa+partner+figlio) non potrei farlo anche solo per un consulto.

La ringrazio anticipatamente scusandomi se nel caso sia stato poco chiaro nella mia descrizione.

Gentilissimo,

Partiamo dal fatto che questa cosa per lei non è un problema in quanto è una cosa tutta sua, della quale non si sente giudicato e non si sente in colpa. Oltre tutto, mi pare di capire, la sua partner non lo sa. Se, ad esempio, ne venisse a conoscenza e cadesse in depressione per il fatto di sentirsi tradita e umiliata da questi suoi comportamenti (come capita a moltissime donne), la cosa potrebbe sicuramente diventare un problema per lei, così come se improvvisamente notasse un calo del desiderio nei confronti della sua partner. Non è ancora successo, ma potrebbe (e sottolineo “potrebbe”) capitare.

Lei parla di “sedute” che vanno dalla mezz’ora alle due ore, ma non dice quante volte al giorno/alla settimana/al mese lo fa… Se, ad esempio, lo facesse tutti i giorni, direi che il suo problema sarebbe abbastanza preoccupante, se fosse una volta alla settimana lo sarebbe molto meno, e così via.

La dipendenza infatti viene dal fatto che il tempo trascorso sui porno tende ad aumentare con la pratica, anche per l’esigenza di trovare filmati sempre nuovi e stimolanti, dal momento che la pornografia causa assuefazione. Tutto quello che inizialmente era molto eccitante col tempo diventa noioso e ripetitivo. Ecco perché sta ora guardando i porno con gli omosessuali e i trans (pur essendo eterosessuale)… Fino a che non si stancherà anche di questo e dovrà trascorrere sempre più tempo online per cercare qualcosa di più eccitante.

Se non si trattasse di lei, ma di una persona che le è cara, cosa penserebbe? Se fosse ad esempio la sua partner o un suo figlio a comportarsi così, lo riterrebbe normale o preoccupante?

Probabilmente guardare a questa abitudine con maggiore distacco e obiettività potrebbe aiutarla a prendere maggiore consapevolezza della dipendenza che si sta creando: senza avere consapevolezza del problema non è possibile cercare eventuali soluzioni e neanche prendere in considerazione l’idea che gli psicologi servono per curare le persone e non si limitano a prendere loro dei soldi 😉

Saluti e auguri.

Mi piace un altro ?
#1  01-14-2016, 01:01 AM

Salve, sono una ragazza di 16 anni fidanzata da 3 con un ragazzo di due anni più grande; è un ragazzo buono , ma molto solo. Nessun vero amico e situazione famigliare un po’ travagliata. Nonostante tutto ciò, mai ha provato a parlarmi dei suoi problemi e delle sue paure al fine di non coinvolgermi in situazioni tristi. Mi è sempre dispiaciuto molto questo lato del suo carattere, mi sono sempre sentita “una bimba” nei suoi confronti in quanto si aprisse con me.
In tre anni tra noi si è creato un muro.
Da qualche tempo rifletto su questo aspetto, non siamo arrivati a toccare l’intimità mentale l’uno dell’altra; non ci conosciamo realmente, ci vergogniamo l’uno dell’altro.
Sono ancora giovane, è vero, ma anche nell’intimità sessuale ci sentiamo ancora a disagio. Noi abbiamo mai avuto un rapporto.
Sono ormai un po’ di mesi che sono più lontana sentimentalmente da lui, mille dubbi e incertezze. Lui se ne è accorto, non me ne ha parlato ma vedo tutto quello che fa per me ora.
I miei sentimenti per lui sono sempre più deboli, e l’aver rincontrato un amico di vecchia data non mi aiuta. Provo forti sentimenti per quest’altro ragazzo,è una persona molto espansiva e se ci troviamo alla stessa festa parliamo per ore di ogni argomento senza inibizioni, cosa che non mi è mai capitata con il mio attuale ragazzo. Siamo solo amici,ma rappresenta per me un confidente, ed è ciò che mi manca.
Provo a ripetermi che sia normale che dopo 3 anni le “palpitazioni” da primo innamoramento si affievoliscano, dando spazio ad un amore più “adulto”, ma è normale a 16 anni ?
Non riesco a parlargliene poichè sono consapevole di rappresentare uno dei pochi punti fermi della sua vita.
Sono in piena crisi adolescenziale. Cosa fare ?
Grazie.

Gentilissima,

Tre anni sono pochissimi quando si è più adulti, ma sono un’infinità di tempo quando si è molto giovani. Quando ti sei messa con questo ragazzo eri poco più di una bambina e dunque avevi pensieri, desideri, ambizioni personali di una persona ancora molto giovane e immatura. Ora non è che sei un’adulta, ma sicuramente tre anni di vita ti hanno trasformato: sei cresciuta, sei più consapevole dei tuoi bisogni e delle tue propensioni ed è abbastanza normale che tu veda le cose in modo diverso da come le vedevi tre anni fa.

E’ possibile dunque che, per la persona che eri, questo tuo ragazzo rappresentava tutto ciò che potevi allora desiderare; ora però stanno facendosi largo esigenze diverse, come ad esempio quella di avere un confronto più aperto, una maggiore confidenza, con il proprio ragazzo.

Ciò significa che questo tuo amico potrebbe essere oggi per te un ragazzo molto più adeguato di quanto lo sia il tuo attuale fidanzato, ben sapendo però che a 19 anni potresti un’altra volta sentirti completamente diversa dalla sedicenne che eri…

In conclusione, durante l’adolescenza occorre pensare che si sta vivendo un periodo unico nella vita, in cui tutto cambia repentinamente (ad esempio, la fase dell’invecchiamento è molto più lenta, ci vogliono decenni per sentirsi realmente cambiati!) e dunque non bisogna colpevolizzarsi se quello che andava bene in un periodo precedente improvvisamente non va più bene: questa è l’adolescenza, questo è quello che tutti gli adulti hanno attraversato.

Il suggerimento dunque è quello di non drammatizzare troppo per le storie che finiscono e di accettare il periodo che stai vivendo per quello che è: un periodo di cambiamenti.

Ciao, buona vita.

Riconquistare Ex Compagna con una figlia assieme
#1 02-09-2016, 12:06 PM

Salve,
Cercherò di essere il più breve possibile…
Sono un ragazzo di 24 e 4 anni fa la mia attuale ex compagna che ha meno di me…si fece avanti lasciando il suo ragazzo per me.
Passiamo il primo anno in maniera fantastica condividendo tutto, superando anche momenti non poco difficili assieme e nel frattempo arriva la sorpresa dell’arrivo di nostra figlia. La notizia, per la nostra giovane età, non è stata presa in maniera molto serena un po’ da tutti ma eravamo convinti di poter farcela nonostante le difficoltà e le pressioni che l’arrivo di nostra figlia potesse portare. I 9 mesi li abbiamo passati felicemente assieme, nei quali le sono stato sempre vicino dalla prime visite fino al parto senza mai lasciarla da sola perchè il mio unico obiettivo era quello di farla stare tranquilla e Felice.
Detto questo poco prima che nostra figlia compiesse un anno la sentivo un po’ distante, preferiva uscire molto di più con le amiche, fino ad arrivare ad un giorno in cui mi chiede un periodo di pausa ed io accettai. Passano 2 mesi nei quali ci vedevamo raramente ma ogni volta che ci vedevamo non potevamo non essere indifferenti e finivamo con il fare l’amore ma il giorno dopo lei tornava ad essere distante. Fino ad arrivare ad un giorno in cui lei volle tornare con me perchè aveva capito che stava sbagliando. Torniamo assieme e ripassiamo mesi dove eravamo felici, tranquilli passando momenti felici con nostra figlia, dove lei era gelosa di qualunque donna mi si avvicinava o scriveva per messaggio, dove mi scriveva di mancargli quando non c’ero, dove mi diceva di amarmi ma non era la tipa che dimostrava ecc.
Fino ad arrivare ad un periodo simile a quello vissuto in precedenza dove preferiva uscire con le amiche, era distante, distaccata e non aveva voglia di avere rapporti. Discutiamo spesso per questi motivi e un giorno, dopo un periodo di distacco, mi dice di non voler stare piu con me…senza alcun motivo. Passano pochi giorni e chiedo spiegazioni in merito rispondendomi che non voleva stare più con me perchè non mi amava più…
Ora è passato poco più di un mese…dice alle amiche che sono un ragazzo speciale che non le ha fatto mai mancare nulla, trattandola come una principessa e dicendo anche che con me era felice.
Sto soffrendo per la prima volta per una donna e sto soffrendo tanto perchè le emozioni e le paure condivise assieme con l’arrivo di nostra figlia sono per me uniche e speciali, in più sono per il valore della famiglia che deve essere mantenuta combattendo, come l’amore verso il compagno ancora di più quando c’è di mezzo una figlia. Lei ha sofferto tanto quando era piccola per il divorzio dei genitori e ancora adesso per la non presenza del padre.
Io vorrei recuperare l’amore perduto nei miei confronti e riconquistarla anche se so di non aver fatto nulla per meritare questo
Grazie…
Spero in un vostro aiuto che mi possa far capire e dare chiarezza
Saluti

Gentilissimo,

Probabilmente è stato troppo breve… Fatto sta che personalmente non ho capito benissimo la storia. In particolare non ho capito se lavorate, se avete i mezzi per mantenere la piccola, quale è il ruolo dei nonni, se avete vissuto nella stessa casa o ognuno a casa sua, ecc.

Mi piacerebbe insomma capire meglio se questa freddezza e questo distacco della ragazza dipendono da problemi oggettivi, che lei nella lettera non descrive, oppure dalla sua immaturità.

Infatti, se ci fossero problemi oggettivi (lavoro, abitazione, tempo libero, ecc.) si potrebbe cercare di risolverli, riconquistando la sua ex; se invece il problema fosse il carattere frivolo e immaturo della sua ragazza non ci sarebbe altro da fare che aspettare, nella speranza che il tempo e la crescita della bambina possano dare a questa ragazza un maggiore senso di responsabilità.

In ogni caso, molti auguri.

La figlia del mio compagno
#1 02-16-2016, 04:59 PM

Buonasera, allora io sono una ragazza di 34 anni con un figlio di 6 anni divorziata. Sto con il mio compagno che ha 51 anni, da sette anni due dei quali stavamo insieme di nascosto in quanto anche lui era sposato. Lui ha una figlia oggi maggiorenne . Con lei ho provato ad avere un rapporto ma senza alcun risultato nonostante abbiamo anche fatto delle vacanze insieme lei si comporta sempre in maniera maleducata. Lei quando ci sono io sta attaccata morbosamente al padre e io avverto che e’ una cosa fatta apposta solo per creare disagio in lui, che quando c’e’ lei non mi calcola completamente. Io ho avuto tantissima pazienza solo da quest’anno io frequento casa sua in estate quando la figlia e’ li perché prima non mi potevo neanche avvicinare anzi addirittura mi faceva aspettare fuori dalla porta…cmq oltre queste tante altre cose ho letto anche dei messaggi dove la madre mi insulta e insulta anche il padre in maniera pesante e dove dice alla figlia come comportarsi. la cosa che piu’ mi fa incavolare è che lui consapevole di tutte queste cose e si è anche reso conto di determinati atteggiamenti suoi la giustifica sempre anzi mi accusa di convincerlo a non frequentare più sua figlia, ma io non voglio assolutamente questo. Io gli ho chiesto solamente che quando capita di essere insieme di non trattarmi come un estranea ma di darmi la giusta importanza cosa che lui nn fa perché sa che la figlia e’ gelosa e non vuole turbare la sua sensibilità. Ma la mia sensibilità non interessa a nessuno… sua figlia quando ha bisogno di un favore allora mi chiama se non ha bisogno di niente neanche mi parla . io non so più che devo fare sono sempre nervosa e faccio sempre discussioni con lui ormai non tollero più niente…. come posso fare per fregarmene???

Gentilissima,

Lungi da me volerle fare la morale, però mi sembra che lei non tenga sufficientemente in conto il fatto che lei, lasciando suo marito e mettendosi con il nuovo compagno, ha fatto una scelta, mentre la figlia del suo compagno ha semplicemente subito la disgregazione della sua famiglia e l’allontanamento del padre per una nuova compagna.

Credo dunque che i sentimenti provati dalla figlia meritino maggiore attenzione e rispetto da parte sua e non un atteggiamento troppo spavaldo nei suoi confronti. Lei, come persona adulta e consapevole, dovrebbe avere l’atteggiamento di chi sa di aver causato scompiglio in famiglia, ma anche di chi desidera farsi accettare ed è pronto anche a mettersi da parte, se la situazione lo richiede.

Tutto questo non dovrebbe naturalmente durare per sempre: solo il tempo necessario per costruire un rapporto di fiducia con la ragazza, la quale non è obbligata ad accettarla senza discutere, ma che potrebbe sicuramente rivedere le sue convinzioni se lei riuscirà, con garbo e gentilezza, a mostrarsi a lei come una persona tranquilla, seria e stimabile.

Ci vorrebbe insomma maggiore empatia e maggiore pazienza da parte sua…

Cordialmente,

GP

 

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