Paul Popenoe, l’eugenetica e la terapia di coppia

Paul Popenoe

Paul Popenoe, l’eugenetica e la terapia di coppia

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Paul Bowman Popenoe, esperto di eugenetica, fu il fondatore del Counseling Matrimoniale che sotto, altre forme, ancora sopravvive nella cultura americana.

Nacque il 16 ottobre 1888 a Topeka, nel Kansas, figlio di Marion Bowman e Frederick O. Popenoe, un pioniere dell’industria dell’avocado.

Paul crebbe in California, studiò brevemente a Stanford, dove ebbe modo di entrare in contatto con il mondo dell’eugenetica.

Lasciati gli studi, nel 1908 partì per viaggi all’estero (Medio Oriente e Nord Africa) volti alla selezione dei migliori datteri del mondo. Tornò in America con sedicimila campioni di datteri e, nel 1913, pubblicò il suo primo libro “La coltivazione del dattero nel vecchio e nel nuovo mondo”.

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Subito dopo trovò impiego, come giornalista, per il  Journal of Heredity, diretta emanazione della Breeders Association (ora chiamata American Genetic Association), in cui restò fino al conflitto mondiale, che lo vide impegnato negli Army Sanitary Corps, nel dipartimento di igiene sociale (“controllo dei vizi e dei liquori”, il cui obiettivo era impedire ai soldati di indulgere in alcol e prostituzione).

Subito dopo la guerra, nel 1918, Popenoe pubblicò (con Roswell Hill Johnson ) un popolare libro di testo universitario sull’eugenetica ( Applied Eugenics), che delineava la sua visione di un programma di eugenetica basato principalmente sulla segregazione dell’ “umanità sprecata” presso istituzioni rurali, dove queste persone avrebbero potuto svolgere il loro lavoro manuale in modo gratuito, come forma di compenso per il costo della loro istituzionalizzazione.

Nel libro, Popenoe esprimeva il suo pensiero sui neri: “una conoscenza elementare della storia dell’Africa, o il più recente e molto citato esempio di Haiti, è sufficiente per dimostrare che il patrimonio sociale dei negri è ad un livello molto inferiore a quello dei bianchi, tra i quali vivono negli Stati Uniti… La razza negra è germinalmente priva degli sviluppi più elevati dell’intelligenza”.

Per un breve periodo fu a New York, dove lavorò per l‘American Social Hygiene Association, promuovendo l’astinenza prematrimoniale ed incontrò una giovane ballerina di nome Betty Stankovitch, con la quale si sposò nel 1920, dopo sei mesi di fidanzamento. Volendo sfuggire all’ambiente licenzioso della New York del dopoguerra, Popenoe e la moglie si trasferirono nella Coachella Valley, per coltivare datteri e cotone.

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Dopo sei anni difficili, abbandonarono il loro ranch nel deserto e si trasferirono a Pasadena, in California, dove Popenoe iniziò a lavorare per la Human Betterment Foundation, un’organizzazione che si occupava di sterilizzazione obbligatoria, fondata dall’eugenista e filantropo E.S. Gosney.

Negli anni ’20 Popenoe cominciò a interessarsi di matrimonio, riproduzione e familiare, pubblicando vari libri, fra cui Modern Marriage (1925), The Conservation of the Family (1926), Problems of Human Reproduction (1926), Sterilization for Human Betterment (1929), The Child’s Heredity (1929)The Practical Applications of Heredity(1930).

In questi libri l’autore osserva che la situazione demografica in America stava precipitando, a causa di un numero di celibi troppo elevato, di coppie non adeguate, di un numero eccessivo di divorzi, di famiglie senza figli, di mogli traditrici, di discordie coniugali, di perversioni, di delinquenza giovanile. La famiglia normale per lui era “quella in cui due adulti vivono insieme felicemente e danno alla luce un numero appropriato di bambini sani e intelligenti”. Questo era però vero solo per le famiglie di buon ceto sociale e di razza bianca: le famiglie di colore e immigrate avrebbero invece dovuto riprodursi il meno possibile.

Popenoe preferiva la sterilizzazione al controllo delle nascite, che considerava pericoloso: “La continua limitazione della prole nella razza bianca invita semplicemente le razze nere, marroni e gialle a finire il lavoro già iniziato dal controllo delle nascite, e ridurre i bianchi a una razza sottomessa, conservata solo per il bene della sua abilità tecnica, come erano i greci da parte dei romani”.

L’eugenista era profondamente disturbato dal disinteresse della maggior parte della cittadinanza americana sui temi da lui caldeggiati, così come dalla mancanza di una forte presa di posizione governativa su matrimoni, nascite e problematiche sessuali, appellandosi al “bene comune protoplasmatico”.

Nel 1930 dunque Popenoe decise di mettersi in proprio, con la sua prima “Marriage Clinic” di Los Angeles (grazie all’aiuto economico del filantropo E.S. Gosney) la quale poi cambiò nome, diventando l’American Institute of Family Relations.

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L’obiettivo era quello di aiutare le persone a scegliere il partner giusto e poi sostenere e promuovere il loro matrimonio, per evitare il divorzio. Così ne parlava il fondatore: “un laboratorio umano dove i problemi del matrimonio possano essere classificati, studiati e risolti”. 

Negli Stati Uniti Popenoe fu il primo ad adottare formalmente il termine “consulente matrimoniale” e solo in seguito ammise di aver preso in prestito il concetto dagli scienziati tedeschi che avevano iniziato a istruire le coppie negli anni ’20 sull’impatto eugenetico o disgenico delle loro unioni sulla nazione (Eheberatunsstellen).

Nei primi tre anni di attività il centro si occupò di 5.000 casi. Nessuna coppia che aveva fatto un corso prematrimoniale con Popenoe aveva divorziato, e questo dette credibilità alla sua istituzione, tanto che, a partire dal 1932, ogni mese l’Istituto apriva un nuovo centro.

I problemi identificati erano molto vari: andavano dal litigio per motivi caratteriali al litigio per problemi sessuali, la tendenza a spendere troppo nella ricerca del piacere, avventure extra-coniugali, infezioni veneree, allontanamenti, sfruttamento economico del coniuge, tristezza cronica, ecc. Tutti coloro che erano infelici per una qualche ragione avevano ora un luogo dove rivolgersi per trovare consigli e comprensione.

L’80 per cento dei casi venivano portati dalle mogli, anche se le mogli non venivano affatto sostenute dai consulenti matrimoniali. Si pensi al caso della ragazza istruita, che non amava cucinare e preparava il pranzo utilizzando scatolette. Popenoe le disse che “pochi uomini sono interessati ad ascoltare brani tratti da un corso di filosofia; la maggior parte degli uomini preferisce del buon cibo a un discorso di economia da una moglie cui è capitato di laurearsi in Arte”.

Secondo Popenoe una delle cause di divorzio era, infatti, la maggiore istruzione della moglie rispetto al marito: gli uomini vogliono essere dominanti nel rapporto, per cui già aver preso un diploma di scuola superiore metteva una donna a rischio di non essere adatta al matrimonio.

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In genere i consulenti dell’Istituto programmavano due o tre incontri con la coppia, massimo sei. A volte lavoravano sulla coppia anche vedendo un solo partner. Il fondatore dell’Istituto collaborava anche con gli psicologi, ma non voleva si pensasse che le sue cliniche fossero centri di psicologia: questo avrebbe automaticamente significato che i suoi clienti avevano delle tare mentali. A capo di ogni unità c’era dunque un ginecologo, anche se lo staff medico in realtà aveva poche richieste: il grosso della domanda era su come risolvere le crisi coniugali.

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Le coppie che cercavano counseling da Popenoe ricevevano una lunga lista di libri da leggere e dovevano patecipare a conferenze e discussioni sui seguenti argomenti:

– I valori personali sociali e eugenetici del matrimonio e della famiglia;

– La base biologica del matrimonio, le differenze fra i sessi e l’importanza di comprendere la differenza fisica mentale e emotiva per la promozione dell’accoppiamento di successo;

– La scelta del partner;

– Argomenti sulla famiglia in generale e in particolare la divisione del lavoro e dell’autorità, la gestione delle risorse economiche, l’uso del tempo libero le relazioni genitori-figli;

– Supposte alternative al matrimonio, comparate con la normale vita familiare, problemi psicologici nella relazione fra i partner prima del matrimonio;

– Cause delle difficoltà familiari e modi per evitarle.

Nella consulenza alle coppie, Popenoe sottolineava l’importanza del sesso, sottoscrivendo la convinzione che quasi “ogni caso di disarmonia coniugale” derivava da “disadattamento sessuale” e raccomandava ai mariti di determinare per tempo se la loro sposa era “frigida, normale o appassionata”

Il primo suggerimento rimaneva quello della prevenzione, della scelta del partner giusto: ad esempio,  suggeriva di non sposarsi con persone della costa del Pacifico, perché in quella zona il tasso dei divorzi era troppo elevato. Molto meglio scegliere una persona della media costa atlantica, dove le persone si mostravano più affidabili.

Nel servizio prematrimoniale offerto, venivano scoraggiati i fidanzati che  “non erano adatti al matrimonio”, anche attraverso l’uso di un test chiamato Johnson Temperament Analysis, ideato dal coautore di “Applied Eugenics” che consisteva in centottantadue domande, per valutare l’idoneità nuziale.

Nel 1934, Popenoe scrisse del libro di Hitler,  “Mein Kampf” lungamente e con ammirazione. “Lo stesso Hitler, sebbene scapolo, è stato a lungo un convinto sostenitore del miglioramento della razza attraverso misure eugenetiche”, osservava.

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Verso la metà degli anni ’40, l’entusiasmo nazista per l’eugenetica screditò completamente la disciplina. Popenoe non era più in grado di difendere direttamente i valori ereditari e i matrimoni eugenetici, per cui nascose le sue ideologie razziste dietro la facciata dei “valori familiari” e del miglioramento della vita di famiglia.

Negli anni ’50 Popenoe era ovunque. Fu ospite per oltre dieci anni nell’Art Linkletter’s TV show curò una rubrica che promuoveva il matrimonio e la vita familiare, Modern Marriage, un programma radiofonico, “Love and Marriage” e fu giudice in un programma televisivo,“Divorce Hearing”. Nei programmi televisivi, nelle conferenze, nei libri e  nei giornali, divulgò le sue vedute del mondo, che si basavano su temi razzisti, misogini, moralistici e pseudoscientifici.

Al culmine della sua carriera, co-fondò e diresse sulla rivista femminile Ladies’ Home Journal ‘ la colonna più popolare di tutti i tempi,  dal titolo: ‘Questo matrimonio può essere salvato?’ L’Istituto inoltre pubblicò per decenni un bollettino, “Family Life”, mensile o bimestrale.

Non resta difficile comprendere perché Poppenoe fu chiamato Mr. Marriage dal grande pubblico.

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Negli anni ’60,  il suo American Institute of Family Relations era cresciuto fino a diventare un’organizzazione gigantesca che formava centinaia di consulenti e forniva 15.000 consulenze all’anno. Era “il centro di consulenza matrimoniale più grande e conosciuto al mondo”, con uno staff di settanta persone.

Paul Popenoe si dimise da direttore dell’American Institute of Family Relations nel 1976 e morì tre anni dopo. Il figlio di Popenoe, David, rifiutò l’invito di suo padre a rilevare l’istituto. Negli anni Ottanta l’istituto fallì.

Dr. Giuliana Proietti

 

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