figli

Quanto capiscono i figli delle liti dei genitori?

Ovviamente, l’elaborazione cognitiva di tali eventi dipende anzitutto dalla maturità dei figli, ovvero dallo stadio di sviluppo da essi raggiunto sia a livello cognitivo che affettivo. Il bambino infatti osserva sin da piccolissimo la relazione esistente tra i suoi genitori e la elabora secondo le possibilità che ha di percepire e di comprendere, oltre che dalle esperienze pregresse.

Le liti genitoriali hanno conseguenze sui figli?

Quando i genitori litigano, i loro figli potrebbero esserne sconvolti e mostrarsi preoccupati o ansiosi. In altri casi possono invece reagire mettendo in atto comportamenti aggressivi o devianti, sviluppando problemi comportamentali a casa e a scuola. I figli possono anche essere interessati a disturbi del sonno o altri problemi di salute, come frequenti mal di testa e mal di stomaco. Lo stress accumulato nel vedere litigare i genitori può inoltre interferire con la loro capacità di prestare attenzione e creare problemi di apprendimento e di rendimento scolastico, oltre che problemi di relazione con i coetanei.

Cosa accade fra fratelli?

Anche le relazioni tra fratelli possono esserne influenzate negativamente in quanto possono diventare troppo coinvolgenti e reciprocamente iperprotettive, così come indifferenti, lontane, disimpegnate.

Quali tipi di liti sono maggiormente dannose per i figli?

E’ ovvio che se il conflitto diventa un appuntamento fisso nella giornata del bambino, se si manifesta con un’intensità ogni volta crescente, nella quale sono compresi atti di violenza o espressioni verbali particolarmente forti, lancio di oggetti, minacce con armi o coltelli, questo conflitto fra genitori diventa fonte di grave insicurezza nel bambino, che reagisce con sintomatologie patologiche più o meno accentuate

Meglio non litigare e tenersi tutto dentro?

No, non è una soluzione. I figli infatti comprendono, anche se non ci sono aperti litigi, che i genitori nutrono un reciproco senso di ostilità. Inoltre, in questo modo non riescono neanche a capire cosa stia succedendo, perché i genitori appaiono strani e sono poco disponibili,  fra loro e con i figli. Inoltre, capire che c’è finzione nei modi di fare dei genitori non è affatto rassicurante.

I genitori devono sempre evitare di litigare davanti ai figli?

Assolutamente no: la lite è anche una ricerca di soluzioni a dei problemi e quindi se si riesce ad essere moderati nei termini e nei modi, il figlio può comprendere che, anche quando c’è un conflitto, è possibile comunque mantenere inalterato il sostegno reciproco, si può arrivare a dei compromessi e a delle riappacificazioni positive. Questo non fa che migliorare le abilità sociali e l’autostima dei figli, che così possono godere di maggiore sicurezza emotiva e sviluppare migliori relazioni con i genitori e con i coetanei. Il conflitto costruttivo dà sempre degli ottimi risultati nel tempo.

Perché alcuni figli mostrano di non avere problemi, nonostante le frequenti liti?

Se gli eventi, pur vissuti  in modo negativo, non generano nei figli preoccupazioni eccessive, ciò accade perché essi tendono a rimuovere la loro attenzione dai conflitti, preferendo non accorgersi di quanto lo circonda. Anche se non subiscono in prima persona delle lesioni fisiche infatti, l’essere esposti ad un clima emotivo terrorizzante li porta o a responsabilizzarsi, sentendosi ad esempio irragionevolmente in colpa per ciò che accade fra i genitori (o per il fatto di non saper trovare una soluzione a questo problema), oppure a mostrarsi del tutto disinteressati. Questo non significa dunque che essi siano indifferenti al problema: essi registrano in realtà con precisione ogni piccola mossa nell’ambiente e cominciano a farsi delle idee personali, attribuendo la responsabilità di quanto avviene all’uno o all’altro genitore.

Da che parte stanno, in genere, i figli?

Essi sono orientati a difendere sempre il genitore che appare più sofferente e a vedere nell’altro il ‘carnefice’, il responsabile degli eventi negativi che accadono in famiglia.

Perché litigano i genitori?

I primi problemi derivano da una mancanza di comunicazione, che diventa cronica quando i due partners hanno poco tempo per stare insieme, per spiegarsi, per comprendersi ed anche riappacificarsi. Inoltre ci sono i problemi pratici: chi fa cosa, tempi e modalità di azioni comuni come cucinare, dormire, divertirsi, lavorare, pulire la casa, fare la spesa, ecc. Le questioni più spinose riguardano tuttavia la gestione dei soldi, dei suoceri, degli amici, dei valori, dell’educazione dei figli.

Suggerimenti per risolvere i conflitti in modo positivo

1. Uso dell’empatia: “Capisco che sei molto stanco/a in questo periodo…”
2. Dare sempre il beneficio del dubbio: “sono sicuro/a che non era tua intenzione offendermi…”
3. Ricordarsi sempre che, essendo parte della stessa famiglia, si è alleati e non nemici;
4. Affrontare i problemi con sincerità, mettendo tutte le carte sul tavolo, senza segreti;
5. Accettare le critiche costruttive;
6. Tutto ciò che deve essere detto può essere detto con gentilezza: basta starci attenti!

Walter La Gatta

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Dr. Walter La Gatta
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Libero professionista ad Ancona ,Terni , Fabriano e Civitanova Marche

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Psicoterapie individuali e di coppia
Terapie Sessuali (Delegato Regionale del Centro Italiano di Sessuologia per le Regioni Marche e Umbria) 
Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

Riceve ad Ancona,Terni , Fabriano, Civitanova Marche e via Skype, su appuntamento.

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Co-fondatore dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

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