Giulio Borrelli

Intervista a Giulio Borrelli, di Giuliana Proietti

GP Quale è, secondo te, la motivazione che sta dietro la scelta di fare il giornalista? Fornisce maggiore gratificazione la possibilità di esplorare il mondo e soddisfare delle curiosità interiori o c’è il bisogno sociale di informare gli altri, per far loro sapere di cose che altrimenti non conoscerebbero e talvolta nemmeno immaginerebbero?

GB Alla base c’e’ una passione: esplorare il mondo e poterlo raccontare. E’un impegno, un mestiere, ma anche un privilegio, di cui rendere conto agli altri, al pubblico.

GP Quale è, fondamentalmente, la differenza fra il giornalista della carta stampata e il giornalista di un TG? Fanno, per così dire, lo stesso mestiere?

GB Solcano lo stesso mare con mezzi diversi. La parola scritta e’ più pensata e più fredda. Il racconto per suoni e immagini è più sintetico, e anche più superficiale, ma più vivo e coinvolgente.

GP Cosa ne pensi del così detto “giornalismo dal basso”, o citizen journalism?

GB Può essere un ottimo strumento per arricchire e completare l’informazione al servizio del cittadino.

GP Attualmente giornalisti professionisti e blogger ti sembrano più alleati o antagonisti?

GB Oggi sono antagonisti, ma – in questo mestiere – c’e’ spazio per tutti coloro che hanno qualcosa da dire.

GP Come viene scelto il conduttore di un TG? Che doti deve avere?

GB Buona presenza in video, dizione curata, e capacità di comunicare.

GP Perché c’è la corsa per la conduzione del TG, anche se professionalmente non dovrebbe essere entusiasmante, visto che non si fa altro che leggere le notizie che altri hanno scritto?

GB Un bravo conduttore non si limita a leggere le notizie scritte da altri. Deve essere anche un “rewriter”, deve saper riscrivere e adattare la versione, fornitagli da altri colleghi, alle esigenze di una comunicazione chiara e diretta.

GP E un direttore di Tg alla Rai, oltre che essere in qualche modo schierato (vista la notoria lottizzazione in Rai è difficile non pensarlo…), che altre qualità deve, in genere, avere?

GB Il vero problema oggi è che alla vecchia lottizzazione si è aggiunta e sovrapposta l’attività di fiduciari esterni, di lobby politico-editorial-giornalistiche che, come racconto nel libro “Le mani sul Tg1”, hanno peggiorato i vecchi vizi. Il lavoro di un direttore del Tg del servizio pubblico dovrebbe essere quello di mantenere una soglia di dignità collettiva, che permetta di mediare tra le proprie opinioni e l’interesse generale ad un’informazione il più possibile completa e pluralista.

GP Privatizzare la Rai potrebbe essere una soluzione per far uscire la politica dall’informazione libera?

GB Se le cose continuano così, la privatizzazione –che porta ad una diversa distribuzione delle risorse pubblicitarie – potrebbe essere la strada per superare quel duopolio Rai-Mediaset, che ormai è un quasi un monopolio. Ma questa è una scelta che spetta alla politica.

GP Quando arriva in redazione una notizia imbarazzante, è più facile ometterla o manipolarla?

GB Un vero professionista, che rispetti il pubblico, sa sempre come cavarsela anche in situazioni complicate.

GP Ora che voi uomini subite la concorrenza delle giornaliste Tv siete costretti a curare di più la vostra immagine? Ricordo ad esempio che tu per anni hai portato gli occhiali da vista e che poi questi sono scomparsi. E’ casuale o effettivamente comincia a porsi, in modo serio, anche per voi uomini, la questione dell’immagine?

GB La concorrenza delle donne in questo mestiere non è una cosa nuova. E’ ormai di vecchia data. Le giornaliste hanno contribuito a svecchiare e a dare maggior “appeal” ai vari Tg. E’ un fenomeno che è andato avanti di pari passo con lo sviluppo della società. Gli uomini curano di più la propria immagine anche nella politica e in tante attività produttive e non produttive.

GP Perché ultimamente tanti giornalisti si danno alla politica?

GB Anche questa non è una novità. Da Andrea Barbato ad Alberto Michelini, a Francesco Pionati è lunga la lista di giornalisti che, a destra e a sinistra, in epoche diverse, hanno scelto di candidarsi alle elezioni. Lo fanno, del resto, i magistrati, gli industriali…

GP Quale è, secondo te, il limite fra gossip e informazione? I politici in America possono opporsi alla divulgazione di notizie che riguardano la loro vita privata?

GB Negli ultimi tempi l’Italia si è americanizzata anche in questo: il privato è diventato pubblico. Resta, tuttavia, un limite tra il pettegolezzo, che riguarda aspetti privati e marginali della vita dei politici, e informazione, relativa anche a vicende private, che hanno rilevanza pubblica.

GP Tu sei da anni corrispondente dagli Stati Uniti: che cosa ti manca, professionalmente, dell’Italia e cosa sei contento di aver lasciato?

GB Sono contento di aver lasciato il chiacchiericcio quotidiano della inconcludente politica italiana; mi manca la possibilità di poter costantemente attingere, in modo diretto, ad alcune fonti di informazione.

GP Secondo te si vive meglio, a livello di classe media, negli USA o nella vecchia Europa?

GB La “middle class” vive meglio nella vecchia Europa perché gode di una serie di benefici e di tutele che in America non ci sono. Per un cittadino, è più facile e meno costoso – nel Vecchio Continente – curarsi o mandare i figli all’università.

GP Perché hai scritto “Le mani sul TG1”? Volevi toglierti qualche sassolino dalla scarpa o piuttosto informare le persone di quello che sta succedendo in TV, al di là dello schermo?

GB Ho scritto questo libro per ricostruire, innanzitutto, i momenti essenziali della mia biografia professionale, strapazzata troppo spesso da coloro che non mi perdonano di aver cercato di infrangere alcuni tabù in 40 anni di giornalismo in prima linea. Il racconto della mia storia, della mia esperienza – narrata senza veli e reticenze – permette al lettore di capire meglio i retroscena di un meccanismo che incide sulle sorti della nostra democrazia. E’ una storia personale che ha un valore ben più generale. E anche per questo dà fastidio.

Giuliana Proietti

Chi è Giulio Borrelli?

Giulio Sciorilli Borrelli nasce ad Atessa, in provincia di Chieti nel 1946. Dopo la laurea con lode in Giurisprudenza presso l’Università La Sapienza di Roma, comincia a lavorare all’Unità nel 1970 nella cronaca di Roma, seguendo sia la nera sia la bianca istituzionale. Nel 1974 diventa capocronista e nel 1978 viene assunto in Rai, prima al Gazzettino di Roma (L’attuale TGR), poi al Tg1. Nel massimo telegiornale italiano si occupa di cronaca italiana e di politica internazionale realizzando numerosi servizi ed interviste in esclusiva: dall’attentato al Papa alla vicenda Gelli-P2; dalle stragi al “processo Moro”; dai delitti di mafia alla cattura di Toto’ Riina; dalla caduta del comunismo nei Paesi dell’est europeo alla crisi messicana. Conduce per diversi anni il telegiornale della mezzasera e poi l’edizione delle 13.30. Nel 1994 diventa caporedattore del TG1 e dal 1995 al 1998 conduce l’edizione delle 20 dello stesso telegiornale. Da giugno 1998 a giugno 2000 è Direttore del TG1. Nel 2000 lascia la direzione del TG1 e diventa corrispondente e responsabile della sede Rai di New York. In qualità di corrispondente dal Nord America segue per la Rai la tragedia dell’undici settembre, le elezioni presidenziali statunitensi del 2000, del 2004 e del 2008, le guerre in Afghanistan e Iraq, compie viaggi in mezzo mondo, al seguito del Presidente americano George W. Bush, che tra l’altro intervista in esclusiva tre volte, faccia a faccia, alla Casa Bianca. (da Wikipedia)

Giulio Borrelli, Le mani sul TG1 Coniglio Editore

Il libro di Giulio Borrelli svela, per la prima volta, in modo documentato, meccanismi interni, retroscena, episodi sconosciuti o rimossi. Il lettore trova fondamentali elementi di analisi e di interpretazione per comprendere le logiche di funzionamento della testata ammiraglia, legate non solo alla politica. La chiave narrativa è assolutamente originale e mai nostalgica. «Non c’era un bel mondo che fu… ma oggi – scrive Borrelli la corretta informazione sta andando verso una deriva… Si è passati dai partiti ai salotti, alle lobby… (tratto dal sito Coniglio Editore).

Psicolinea.it © Ago 2010

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Author Profile

Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona Civitanova Marche, Fabriano
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

Scrive in un Blog sull'Huffington Post


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Per appuntamenti e collaborazioni professionali: 347 – 0375949 Ancona, Terni, Civitanova Marche Fabriano e via Skype
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