Amare è… Celebrare le buone notizie!

Amare è… Celebrare le buone notizie

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Con la Dott.ssa Giuliana Proietti
psicoterapeuta e sessuologa

Gli studi sulla tenuta delle relazioni affettive si sono concentrati per decenni su ciò che mina l’equilibrio di coppia: difficoltà economiche, stress lavorativo, differenze nella gestione dei figli, infedeltà, delusioni e conflitti quotidiani. Eppure, una nuova prospettiva psicologica suggerisce che la vera chiave per la longevità della coppia non risiede tanto nella gestione delle crisi, quanto nella capacità di condividere e celebrare le buone notizie.

La qualità di una relazione dipende più da come i partner reagiscono alle esperienze positive dell’altro che non dalle modalità con cui affrontano le cose negative della vita. In altre parole, le coppie felici non si distinguono solo per la capacità di “sopravvivere” alle difficoltà, ma soprattutto per la prontezza con cui valorizzano i momenti di successo, gioia o soddisfazione reciproca.

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Questo meccanismo è stato definito in letteratura come capitalizzazione (Gable, Gonzaga & Strachman, 2006), ossia la tendenza a condividere con il/la partner un evento positivo e a trarne beneficio emotivo e relazionale attraverso la risposta ricevuta. Quando una persona racconta al/la partner una buona notizia, come una promozione, un traguardo personale o anche un semplice momento di piacere,  e questa/o reagisce con entusiasmo, orgoglio e partecipazione, il benessere psicologico di entrambi aumenta. La condivisione diventa così un rinforzo positivo della relazione, una sorta di collante emotivo che consolida fiducia e intimità.

Al contrario, una risposta passiva o indifferente a una buona notizia può avere effetti deleteri. Commenti sbrigativi (“Ah, bene”) o atteggiamenti distratti comunicano mancanza di interesse e riconoscimento. Nel tempo, questi micro-episodi contribuiscono a un senso di disconnessione emotiva, erodendo lentamente la soddisfazione relazionale. È come se, a fronte di un evento positivo, l’assenza di una reazione empatica interrompesse il circuito della reciprocità affettiva.

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I dati empirici mostrano che la responsività positiva attiva, cioè una risposta caratterizzata da entusiasmo e sostegno emotivo,  è associata a livelli più alti di intimità, fiducia e impegno di coppia (Gable et al., 2004). In altre parole, celebrare insieme le buone notizie alimenta il senso di “noi” e funge da risorsa preventiva contro il logoramento del legame.

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Curiosamente, la ricerca suggerisce anche che gli eventi positivi, nelle relazioni stabili, sono statisticamente più numerosi di quelli negativi, con un rapporto stimato di circa quattro a uno (Gottman, 1999). Tuttavia, il cervello umano tende a dare maggiore peso agli stimoli negativi, un fenomeno noto come negativity bias, portando molte coppie a dedicare più attenzione ai conflitti e alle tensioni che ai momenti di gioia condivisa.

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Dr. Giuliana Proietti

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Invertire questa tendenza non significa ignorare i problemi, ma bilanciare l’attenzione affettiva, riservando uno spazio consapevole alla celebrazione del positivo. Può trattarsi di piccoli gesti quotidiani: congratularsi sinceramente per un successo, condividere un sorriso, fermarsi a riconoscere un momento felice.

In sintesi, la scienza delle relazioni ci invita a un cambio di paradigma: non basta evitare le cattive notizie, bisogna imparare a festeggiare le buone. Celebrare il positivo non è solo un atto di gentilezza, ma un vero e proprio investimento nella salute psicologica della coppia.

Dr. Giuliana Proietti

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