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Donne e sesso non convenzionale

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Donne e sesso non convenzionale

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Il sesso non convenzionale riguarda anche le donne?

I comportamenti sessuali non convenzionali, come ad esempio le pratiche bondage (definiti “kink” in lingua inglese) sono stati oggetto di indagine da parte del mondo accademico solo quando riguardano casi clinici e/o penali ed hanno riguardato in particolare soggetti di sesso maschile (Ernulf & Innala, 1995; Hugh-Jones, Gogh, e Littlewood, 2005; Weiderman , come citato da Kelly, Bimbi, Nanin, Izienicki, e Parsona, 2009; Richters, Grulich, de Visser, Smith, e Rissel, 2003; Taylor & Ussher, 2001; Weinberg, Williams, e Calhan, 1995).

Nel 1886, Richard von Krafft-Ebing pubblicò i dettagli di più di 200 casi clinici relativi a comportamenti sessuali non convenzionali, nella sua enciclopedia delle perversioni sessuali, denominata Psychopathia Sexualis. Questo autorevole libro fu scritto in un momento e in un luogo in cui la società e gli scienziati ritenevano che l’unico scopo del sesso fosse la riproduzione; la sessualità “sana” era dunque considerata quella che riguardava il rapporto pene / vagina, nel coito. Per citare von Krafft-Ebing (1906): “ogni espressione dell’istinto sessuale che non corrisponde con lo scopo di natura, cioè la riproduzione, deve essere considerato perverso”. Questo pregiudizio nella letteratura scientifica ha portato a pensare che anche forme lievi di variazioni sessuali potessero essere associate con la malattia mentale o la criminalità (Ernulf & Innala, 1995).

Von Krafft-Ebing (1906) ha documentato tutti casi maschili, tranne due casi di sadismo e due casi di masochismo femminile, ammettendo di non essere “finora riuscito a trovare documentazione sufficiente per quanto riguarda il feticismo patologico nelle donne”. I primi sessuologi, come von Krafft-Ebing e Freud, sostenevano che il masochismo fosse lo stato naturale per le donne; quindi era impossibile studiare il masochismo sessuale femminile (von Krafft-Ebing, 1906). Hanno inoltre ipotizzato che il sadismo e il feticismo fossero esagerazioni di desideri maschili e quindi rari nelle donne (Freud, 1905; Kinsey, Pomeroy, Martin, e Gebhard, 1953; von Krafft-Ebing, 1906).

Dal 1970, le preferenze erotiche (come il sadomasochismo) sono state studiate dal punto di vista scientifico, anche fuori dai contesti clinici e penali (Queen, 1996). In particolare, i ricercatori hanno cercato di indagare i comportamenti effettuati da membri della comunità “kink”, cioè coloro che anno sesso “strano” (Breslow, Evans, e Langley, 1986; Ernulf & Innala, 1995; Moser & Kleinplatz, 2006;. Weinberg et al, 1984).

Non sempre tuttavia è stato facile reperire partecipanti di sesso femminile (Moser & Levitt, 1987; Sandnabba, Santtila, e Nordling, 1999) per questi studi: la scarsa partecipazione delle donne a questi campioni ha fatto ipotizzare che le donne non fossero interessate a questo tipo di sessualità e che coloro che lo facevano agivano per compiacere la richiesta di un partner maschile, o a scopo di lucro (Breslow et al, 1985;. Spengler, come citato da Moser & Levitt, 1987).

Un recentissimo studio, condotto da una giovane ricercatrice (JE Rehor, 2015),  ha riguardato solo partecipanti di sesso femminile in un campione non clinico basato sulla comunità kink, per esplorare e descrivere le preferenze sessuali e la diversità nei comportamenti sessuali ed erotici.

Come più sopra specificato un comportamento “kink” si riferisce a comportamenti sessuali non convenzionali, come i comportamenti BDSM e correlati (stimoli fisici e psicologici, tra cui bondage, disciplina, dominio, sottomissione, sadismo e masochismo), comportamenti esibizionistici (eccitazione nell’essere osservato da altri), comportamenti voyeuristici (eccitazione nell’osservare altre persone), comportamenti feticistici (eccitazione derivante da oggetti), e altri. Molti di questi comportamenti possono essere descritti nella ricerca clinica come parafilie (Fedoroff, Fishell, e Fedoroff, 1999). Tuttavia, alcuni di questi termini usati dai ricercatori possono non coincidere esattamente con l’uso che ne fanno gli interessati. Non esiste una definizione condivisa dell’ uso non clinico di questi termini, né vi è accordo riguardo ai comportamenti che queste etichette definiscono.

Lo studio della Rehor ha indagato il comportamento di 1580 donne della comunità kink. Gli studi precedenti hanno volutamente escluso dall’indagine le prostitute (Breslow et al, 1985; Levitt et al., 1994). Così non è stato per lo studio che presentiamo, il che sembra alla Rehor una scelta coerente, visto che i risultati dello studio mostrano che molte professioniste dell’industria del sesso provano piacere sessuale nella loro attività professionale. Infatti, molte delle partecipanti che hanno indicato di essere state pagate per i servizi erotici (indicando anche il prezzo pattuito), hanno anche affermato che il loro lavoro soddisfaceva i propri desideri erotici, e che erano disponibili a partecipare a queste attività anche senza lo scopo del guadagno. Alcune delle professioni indicate nelle risposte delle partecipanti riguardano le seguenti attività: modelle fetish, modelle bondage, dominatrici professionali, sottomesse professionali, lavoratrici del sesso, proprietarie di siti web per adulti, attrici nel campo della pornografia e modelle di webcam. Queste donne sono tutte parte della comunità kink: più del 97% di queste persone ha dichiarato di partecipare a comportamenti kink per altri motivi, oltre che per i soldi.

La Rohar osserva inoltre che il numero di donne che hanno risposto alle domande, il numero di attività in cui ogni rispondente era coinvolta, e la gamma di attività cui queste donne hanno partecipato, insieme alla volontà di comunicare i dettagli delle loro pratiche sessuali mostra che le percezioni accademiche della realtà di questo mondo debbano essere considerate superate.

Lo studio è stato condotto tra giugno 2010 e maggio 2011. Il numero totale delle partecipanti è stato di 1580 soggetti (n = 1580) di età superiore ai 18 anni L’età media era di 34 anni; la fascia di età era compresa tra i 19 e i 72 anni.
L’80% delle partecipanti provenivano dagli Stati Uniti (hanno risposto donne provenienti da 49 stati americani, con la percentuale più elevata data dalla California), e circa il 20% provenienti da altri Paesi, come: Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada , Repubblica Ceca, Ecuador, Inghilterra, Finlandia, Francia, Germania, India, Irlanda, Giappone, Messico, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Scozia, Svizzera e Galles.

Circa la metà delle donne nel campione (55.31%) ha detto di vivere un rapporto di coppia stabile, circa il 42% era single. Alle partecipanti è stato chiesto di indicare a quali, di 126 attività kink, avevano partecipato volentieri per il proprio piacere sessuale o erotico.

Le partecipanti sono stati reclutate durante una serie di eventi organizzati dalla comunità kink e tramite forum online.

Dei 126 stimoli erotici indicati in questo sondaggio, le donne di questo campione hanno detto di aver partecipato volentieri ad una media di 57.72 attività, con una deviazione standard di 22,47.

BDSM

La maggior parte delle partecipanti ha detto di aver apprezzato molti tipi di sensazioni tattili, come il toccare (carezze, coccole, massaggi, solletico), baciare / leccare / succhiare, pettinare, applicare qualcosa (body paint, cioccolato, olio, cibo, ecc), gioco del ghiaccio, gioco della cera di candela, gioco con le piume / pelliccia. Le due attività che hanno avuto il più alto tasso di risposta per il piacere erotico e sensuale dall’intero sondaggio sono state toccare e baciare. Come evidenziato da questi risultati, la categoria di “sensazione di gioco senza la necessità di provare dolore” è un fenomeno comune fra queste partecipanti.

E’ stato osservato in precedenti ricerche che i comportamenti che possono causare dolore, ma sono relativamente sicuri, tendono ad essere più comuni rispetto ai comportamenti più estremi o pericolosi (descritti da Moser e Levitt come “maggiori probabilità di causare problemi di salute”) (Breslow et . al, 1985; Moser & Levitt, 1987). Alcuni dei più comuni tra questi comportamenti riguardano pratiche come dare e ricevere sculacciate, tirate di capelli, morsi, graffi. Più della metà (e in alcuni casi quasi tutte) delle partecipanti ha riferito di aver partecipato alle seguenti attività (che potrebbero essere definite “sadomasochismo”): giochi con il seno (schiaffi, mollette, ecc), giochi genitali (schiaffi, calci, mollette, ecc), pizzicotti, uso di mollette / morsetti, fruste.

Alcune delle attività più estreme (cioè quelle che possono provocare dolore o causare danno fisico o psicologico), hanno visto poche partecipanti attive, ma piuttosto delle osservatrici, per provare piacere sensuale o erotico. E’ possibile dunque che le attività più pericolose siano apprezzate più a livello di fantasia che di pratica. Un’altra possibile spiegazione è che queste attività siano svolte da poche persone perché richiedono formazione, abilità, esperienza o apparecchiature non sempre disponibili.

La presente indagine ha esplorato anche le componenti psicologiche dei comportamenti BDSM, che comprendevano 12 attività che potrebbero adattarsi a questa descrizione. La maggior parte delle donne di questo campione ha indicato di aver partecipato ad almeno una delle seguenti attività per il proprio piacere sensuale o erotico: umiliazioni fisiche, privazioni, punizioni (fisiche), il gioco del respiro, l’obbedienza, l’abuso verbale o umiliazioni ottenute con altre attività forzate di servizio alla persona dominante.

Bondage

Il gioco bondage è una delle attività maggiormente preferite. Infatti, più dell’85% delle partecipanti ha indicato di aver utilizzato strumenti bondage per il piacere sensuale o erotico. Non vi è stata quasi nessuna differenza tra il numero di partecipanti al bondage leggero e moderato (ciascuno ha riguardato oltre l’80% delle donne del campione), che riguardano rispettivamente situazioni in cui si è “in grado di uscire quando lo si desidera” o “è impossibile uscire dal gioco, ma si mantiene la mobilità del corpo “. Più della metà delle partecipanti si è impegnata inoltre in comportamenti rigorosi di bondage estremo (con immobilizzazione).

Comportamenti esibizionistici e voyeuristici

Più della metà del campione di indagine (n = 887; 56,14%) ha indicato di aver partecipato ad almeno una delle categorie di comportamento esibizionistico (piacere erotico di essere osservati) elencate nel sondaggio. La maggior parte di questo sottocampione ha mostrato il seno nudo, ha fatto sesso in pubblico, ha messo in atto fantasie sessuali, ha mostrato i genitali. Più della metà delle partecipanti ha dichiarato di aver posato per immagini erotiche e / o ha condiviso immagini erotiche di se con altre persone per il proprio piacere sensuale o erotico. La maggior parte delle partecipanti (82.78%) ha indicato di aver creato o osservato almeno una delle seguenti forme di erotismo per il proprio piacere sensuale o erotico: letteratura erotica, pornografia, scene di nudo artistico, ecc.
Ricevere piacere dall’osservazione può essere dunque un fenomeno eccitante anche per le donne, a differenza di quanto si riteneva in passato.

Comportamenti feticisti

Un totale di 1192 (75,44%) donne ha indicato di aver ricevuto piacere da un oggetto in almeno una delle categorie di oggetti presentati nel sondaggio. Le categorie più selezionate di questo sottocampione sono state: capi di abbigliamento, parti specifiche del corpo.

Altri comportamenti sessuali

Sono state esaminate anche altre attività erotiche aggiuntive che non sono necessariamente definite come comportamenti BDSM. In particolare, in studi precedenti sono stati citati sesso orale genitale, sesso anale, sesso orale-anale.
Sulla base delle  1394 partecipanti che hanno risposto alla domanda sulle altre attività sessuali, i risultati hanno indicato che il sesso orale (cunnilingus e fellatio) e il sesso anale sono i comportamenti più comuni. In questo campione più comune ancora del sesso coitale (penetrazione pene-vagina)erano: sesso orale, tra cui cunnilingus e fellatio, stimolazione dei genitali con le mani / dita e sesso anale (stimolazione dell’ano con le dita o il pene).

Altre attività sessuali (tra il 40 e il 88%) includono lo stimolare la vagina con altri giocattoli del sesso, contatti genitali non penetrativi, ingestione di sperma, stimolazione dell’ano con i giocattoli del sesso, sfregamento di oggetto fallico o pene tra i seni, baciare, leccare, annusare una parte specifica del corpo, rimming (stimolazione dell’ano con la bocca), ingestione di liquido vaginale, stimolazione del pene con giocattoli sessuali (anelli, guaine, ecc), strap-on (sex toy a forma di pene) per penetrare la vagina o l’ano, fisting vaginale (introduzione della mano), stimolazione dei genitali con i piedi.

Quasi tutte le 1376 partecipanti che hanno risposto alla domanda sulle attività erotiche aggiuntive hanno affermato di praticare l’autoerotismo. I tassi di masturbazione in questo studio (86,01% dell’intero campione) sono risultati più elevati rispetto a partecipanti femminili in studi precedenti, tra cui lo studio Kinsey et al. (1953) che riportava il 62%, o il 73% dello studio condotto da Breslow et al. (1985) o il 59% riportato da Levitt et al. (1994). E’ difficile stabilire il motivo per cui esiste questa disparità. Probabilmente questo campione di donne si sente particolarmente a proprio agio nei comportamenti sessuali, inoltre il tabù della masturbazione è oggi meno diffuso rispetto al passato. La mutua masturbazione (con un partner) e il sesso telefonico erano ugualmente attività popolari in questo gruppo, seguite da sesso con oggetti inanimati, cyber sex (webcam), sesso di gruppo, sesso anonimo / sesso con sconosciuti, e scambio di coppia.

Comportamenti erotici specifici femminili

Le attività di indagine hanno compreso comportamenti specifici per le donne (non affrontati in precedenti studi quantitativi sui comportamenti kink). Tali attività comprendono: strapparsi i capelli, giocare con il seno, tortura del seno, mostrare i seni nudi, ingestione di liquido vaginale, passarsi il liquido vaginale da bocca a bocca, uso di uno strap-on (sex toy a forma di pene) per penetrare la vagina, stimolare la vagina con altri giocattoli del sesso, fisting vaginale (introduzione della mano), ecc. Ulteriori categorie riguardano il gioco dell’allattamento (bere o spruzzare latte materno), stimolare la vagina con il seno, il gioco del sangue, utilizzando il sangue mestruale, cunnilingus su donna mestruata, stimolazione del punto G, del clitoride, o dei capezzoli, doppia o tripla penetrazione (vaginale, anale, orale), ecc.

Risultati combinati

Complessivamente, considerando tutte le forme dei comportamenti sessuali elencati nello studio, le più comuni attività (in qualsiasi forma), sono state le seguenti (in ordine, dalla più comune alla meno comune): toccare, baciare / leccare / succhiare, dare e ricevere sculacciate, tirare i capelli, mordere, graffiare / lasciare segni o  abrasioni, utilizzo di giocattoli bondage, bondage moderato, autoerotismo, cunnilingus, bondage leggero, giocare con il seno, manipolazioni, frustate, fellatio, stimolazioni dell’ano con le dita o con il pene, giochi genitali, giochi con il ghiaccio.

Per concludere, va ricordato che il campione di donne esaminato non riguarda donne con una sessualità “normale” o, per meglio dire, “nella norma”: il campione riguarda donne che svolgono lavori legati alla prostituzione e alla pornografia o che frequentano club o associazioni in cui si pratica sesso non convenzionale. L’originalità di questo studio sta nel fatto che si è analizzato, per la prima volta, un campione composto da sole donne.

Dr. Giuliana Proietti

Fonte:
Rehor JE. Sensual, Erotic, and Sexual Behaviors of Women from the “Kink” Community. Archives of Sexual Behavior. 2015;44(4):825-836. doi:10.1007/s10508-015-0524-2.

Immagine:
Wikimedia

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Dr. Giuliana Proietti
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