erotismo e pornografia

Una fra le tante differenze fra erotismo e pornografia sta nelle diverse fantasie che questo tipo di opere (fotografie, video, romanzi, commedie, ecc.) possono stimolare nel pubblico.

In genere si pensa che sia la pornografia, e non il semplice erotismo, a scatenare le fantasie sessuali più potenti. In realtà, se c’è qualcosa che ruba i sogni delle persone, cristallizzando il loro immaginario erotico e congelando qualsiasi estrosa fantasia, è proprio la pornografia, con le sue storie tutte uguali e quelle scene che, nel tempo, deludono sempre più spesso le aspettative delle persone, costringendole a cercare sempre nuove produzioni.

Ogni ‘nuova’ offerta di materiale pornografico dopo i primi cinque minuti è già ‘vecchia’: i protagonisti del porno si somigliano tutti, fanno tutti più o meno le stesse cose, i loro organi sessuali sembrano pezzi di carne esposti al mercato. Ed i sogni, le fantasie, l’emozione dell’incontro con l’altro ?

Tutto azzerato ai minimi termini, alla semplice raffigurazione esplicita di soggetti erotici o di fatti osceni, a scopo commerciale per chi produce, voluttuario per chi consuma. L’intento artistico in queste produzioni proprio non c’è.

‘Pornografia’ del resto è una parola che viene dal greco (‘porneia’- prostituzione e gràphein- scrivere) e rappresenta il sesso senza sentimenti, quello che si fa con le prostitute, in incontri occasionali, impersonali, spesso violenti. Tutto viene descritto nei particolari o mostrato allo zoom delle telecamere in maniera talmente iperrealistica da sconfinare nell’assurdo, come quando un pene (ma è così anche per gli altri ‘pezzi’ di organi sessuali) in primo piano occupa un intero schermo televisivo o, peggio, cinematografico, perdendo le sue reali caratteristiche e diventando una sorta di moderno totem. Neanche le tabelle ed i modellini medico-scientifici del corpo umano nelle sale di anatomia delle Università erano mai arrivati a tanta specificità di informazione… Ed in questa frammentazione sparsa di organi sessuali ingranditi migliaia di volte, il sesso non è più riconoscibile come dimensione umana.

La scrittrice Anais Nin, che per bisogno di denaro, si era costretta a scrivere di pornografia, racconta, ad esempio, che tale attività era diventata per lei una strada verso la santità, invece che verso la dissolutezza.

II sesso – diceva la Nin – perde ogni potere quando diventa esplicito, meccanico, ripetuto, quando diventa un’ossessione meccanicistica. Diventa una noia non mescolarlo all’emozione, all’appetito, al desiderio, alla lussuria, al caso, ai capricci, ai legami personali, a relazioni più profonde che ne cambiano il colore, il sapore, i ritmi, l’intensità. L’ esame al microscopio dell’attività sessuale, con l’esclusione degli aspetti che sono il carburante che la infiamma (componenti intellettuali, fantasiose, romantiche, emotive) tolgono al sesso la sua struttura sorprendente, le sue trasformazioni sottili, i suoi elementi afrodisiaci. Il mondo delle sensazioni in questo modo appassisce, muore di fame. La fonte del potere sessuale è la curiosità, la passione: il sesso non prospera nella monotonia. Senza sentimento, invenzioni, stati d’animo, non ci sono sorprese a letto. Il sesso deve essere innaffiato di lacrime, di risate, di parole, di promesse, di scenate, di gelosia, di tutte le spezie della paura, di viaggi all’estero, di facce nuove, di romanzi, di racconti, di sogni, di fantasia, di musica, di danza, di oppio, di vino…

E’ con la presenza di tutti o di alcuni di questi elementi che possiamo riavvicinarci alla dimensione umana dell’eros, così ricca di immagini simboliche, indirette o suggestive, alla ricerca del piacere e del bello, capace di affrancandosi dai limiti della sola forza istintuale, della sessualità intesa come pura genitalità. Nel genere umano infatti, le tensioni, le pulsioni, possono nascere anche da canali apparentemente estranei alla sfera sessuale, come dall’ascolto di una musica, dalla lettura di un libro, dalla contemplazione di un’opera d’arte; questo è ciò che chiamiamo ‘erotismo’.

Ma il confine fra erotismo e pornografia non può che essere negli occhi di chi guarda: risponde infatti solamente a valutazioni soggettive. Oggi la società è diventata molto tollerante verso la pornografia: immagini pornografiche si trovano su riviste serissime e, del tutto inopportunamente, in trasmissioni televisive per famiglie, oltre che su videogiochi ed in siti internet senza protezioni per i minori.

Il movimento femminista degli anni settanta invece, aveva duramente combattuto contro la pornografia, vista, non a torto, come uno degli strumenti dell’oppressione della donna nella società, per il suo ridurla a semplice oggetto sessuale, priva di capacità di pensiero e di desiderio, o meglio, con desideri che non sono propri delle donne, ma appartengono tutti all’immaginario maschile.

La pornografia è, non a caso, responsabile della diffusa convinzione, da parte degli uomini, che le donne siano sempre disponibili ad essere penetrate, insultate, schiaffeggiate, umiliate, violentate, per soddisfare i loro istinti. La vita reale però, i desideri veri delle donne, molto raramente corrispondono al falso mondo della pornografia e si avvicinano molto più alle atmosfere velatamente erotiche del romanzo rosa o della soap opera, anche se agli uomini non è facile crederlo.

Proibire la pornografia tuttavia è impensabile: un po’ perché, come tutti i movimenti proibizionisti ci insegnano, non ci sarebbe modo migliore per favorirne la diffusione, un po’ perché ciò che oggi può essere considerato ‘pornografico’ potrebbe, in altri momenti della storia, essere visto come arte sublime… Un esempio per tutti? I nudi michelangioleschi della Cappella Sistina. Quante volte i nostri antenati hanno pensato di distruggerli, perché ritenuti ‘osceni’?

C’è però una forma veramente ripugnante ed inaccettabile di pornografia ed è quella che coinvolge i minori, anche molto piccoli. Il materiale pedo-pornografico costituisce oggi un business enorme ed è sempre più diffuso e consumato anche da personaggi insospettabili, come sacerdoti, maestri educatori (in genere, bisogna dirlo, tutti di sesso maschile). Come mai questa esplosione di interesse verso questa forma di violenza che non ha assolutamente niente a che fare con l’erotismo, dato che si perpetra su persone immature, che non hanno neanche consapevolezza di quello che sono costrette a fare, oppure che subiscono tutto, per non meritare una sorte peggiore, anche se poi in certi casi, questa comunque arriva ?

Siamo ormai ben lontani dalle scandalose conigliette della rivista Playboy, nata negli anni ’50: dalla pornografia ‘soft’ siamo passati decisamente all’hard, in un crescendo senza fine, alla ricerca di sempre nuovi stimoli, che facciano uscire l’uomo senza ideali e senza problemi della nostra epoca, dalla depressione e dalla noia.

Giuliana Proietti

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Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona Civitanova Marche, Fabriano
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

Scrive in un Blog sull'Huffington Post


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