cani e anitra

Secondo un nuovo studio, pubblicato su Developmental Science, studiando le lingue si promuove nei bambini una migliore comprensione psicologica (e accettazione dell’altro).

Lo studio ha messo a confronto i risultati ottenuti da bambini di 5 e 6 anni che erano monolingui, oppure simultaneamente bilingui (cioè avevano imparato due lingue contemporaneamente), e bilingui sequenziali (avevano cioè imparato prima una lingua, poi l’altra). I ricercatori hanno raccontato ai ragazzi storie di bambini inglesi adottati da italiani e di anatre allevate dai cani. In seguito, i ricercatori hanno chiesto ai piccoli partecipanti allo studio se i bambini, crescendo, avrebbero parlato inglese o italiano e se le anatre avessero poi continuato a starnazzare o avessero cominciato ad abbaiare.

Krista Byers-Heinlein, autrice principale dello studio e membro del Centro per la Ricerca e lo Sviluppo Umano a Montreal, ha dichiarato in un comunicato stampa che lo studio è nato dall’ipotesi che l’esperienza personale dei bilingui sequenziali avrebbe aiutato i bambini a rendersi conto che il linguaggio umano è appreso, mentre i suoni, ad esempio le vocalizzazioni animali, sono innate. Mentre la prima parte della sua ipotesi si è dimostrata vera – i bambini bilingui sequenziali credono che i bambini inglesi allevati in famiglie italiane parlano italiano – questo è vero anche per le anatre: i bambini pensano infatti che anche le anatre cominciano ad abbaiare e smettono di volare. (Ma a questo non possono aver contribuito i tanti cartoni animati antropomorfi, che parlano e si muovono come gli uomini, anche se non lo sono?)

Nonostante questo, i bilingui hanno dimostrato di avere un vantaggio. La Byers-Heinlein ha infatti precisato:

“Entrambi i monolingui e gli studenti di una seconda lingua hanno mostrato alcuni errori nel loro pensiero, ma ogni gruppo ha effettuato in realtà diversi tipi di errori. I monolingui sono più propensi a pensare che tutto sia innato, mentre i bilingui sono più propensi a pensare che tutto si impari.

In questo senso l’apprendimento delle lingue, che “può alterare le convinzioni dei bambini in molti ambiti”, può contribuire a ridurre i pregiudizi essenzialisti dei bambini.” L’essenzialismo è l’atteggiamento di chi guarda persone e animali, come se avessero un’identità universale e caratteristica, indipendente dal contesto. Quindi, per dirla in altro modo: un’ educazione bilingue può ridurre i pregiudizi essenzialisti dei bambini.

Questa particolare scoperta, hanno spiegato i ricercatori, ha implicazioni sociali per adulti con forti convinzioni essenzialiste: a quanto pare, più sono forti queste credenze, più è probabile che ci si senta portati ad approvare gli stereotipi e i pregiudizi.

“La nostra scoperta che il bilinguismo riduce le credenze essenzialiste mostra che l’educazione della seconda lingua potrebbe essere utilizzata per promuovere l’accettazione della diversità sociale e fisica fra gli esseri umani”.

Nella speranza dunque che questa scoperta venga largamente utilizzata per combattere tutti i pregiudizi che condizionano negativamente le relazioni umane, vale la pena ricordare anche i risultati di un altro studio, pubblicato sul Journal of Bilingualism,  che ha mostrato che i bambini che imparano presto un’altra lingua hanno un migliore pensiero creativo, mentre gli anziani che parlano due lingue ritardano l’insorgenza della demenza ed eseguono meglio i compiti cognitivi.

Dunque, tutti a scuola! Non è mai troppo tardi 😉

Fonte:

Learning A New Language Helps Kids Better Understand Psychology, Diversity, Medical Daily

Immagine:
Wikimedia

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Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona Civitanova Marche, Fabriano
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
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● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

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