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Moana Pozzi

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Moana Pozzi

Moana Pozzi

Moana Pozzi era ligure, nata a Genova il 27 aprile 1961 da una famiglia molto cattolica e di buon livello sociale: la madre, Rosanna, faceva la casalinga ed il papà Alfredo lavorava in un centro di ricerca nucleare, lavoro che lo portava a periodici trasferimenti all’estero: con la famiglia infatti si trasferì per brevi periodi in Spagna, Canada, Brasile ed Argentina.

Il nome ‘Moana’ significa :’laddove il mare è più profondo’ in lingua polinesiana e fu scelto dai genitori in dolce attesa della loro primogenita sull’atlante geografico; un nome non comune che forse incise sulla personalità di Moana, al punto da farle decidere già da giovanissima che anche la sua vita doveva essere fuori del comune. Dopo il liceo Scientifico, frequentato presso le Suore Marie Pie e Scolopie e sei anni di chitarra classica in Conservatorio, nel 1979, a soli 18 anni Moana sentì infatti il bisogno di sganciarsi dalla sua famiglia e andarsene a Roma, per provare a farcela da sola.

Era una ragazza ambiziosa, testarda, determinata; cercava il successo ed aspirava a diventare un personaggio famoso in tutto il mondo. Il suo obiettivo era quello di riuscire a guadagnare tanto denaro, perché era convinta che solo quello avrebbe potuto renderla veramente felice. ‘Il denaro – diceva – mi piace guadagnarlo, toccarlo, spenderlo e metterlo in banca.

Per lei avere soldi significava poter fare ed avere quasi tutte le cose che potesse desiderare: l’idea di vivere senza denaro non la rendeva né tranquilla né felice. Tre cose la spaventavano più delle altre: la sofferenza fisica, la vecchiaia e la dipendenza affettiva da un’altra persona; per questo forse non voleva perdere tempo, desiderava arrivare presto al successo e non legarsi veramente a nessuno.

Moana scelse di puntare sul suo corpo, di ragazza giovane, alta, bionda, con occhi verdi, un bellissimo sorriso e delle curve mozzafiato; avrebbe potuto contare anche sulla sua intelligenza e sensibilità, ma la strada era troppo lunga da percorrere e la ragazza aveva un’inspiegabile fretta di raggiungere il successo.

Cominciò posando come modella e poi, piano piano, ebbe proposte sempre più vantaggiose da un punto di vista economico, per cui dal 1981 al 1985, in soli quattro anni, riuscì a fare di sé stessa un personaggio abbastanza conosciuto, anche se doveva passare da una cosa all’altra, da una cosa ‘seria’ ad una ‘porno’, ma per Moana era la stessa cosa: entrambe producevano denaro.

Lavorò alla trasmissione per ragazzi di Raidue, Tip Tap (1981) ebbe una porticina in Borotalco di Carlo Verdone (1982 – è la ragazza che esce nuda dalla vasca da bagno), un’altra in Ginger e Fred di Fellini (1985) ed ancora su Raitre, in Jeans 2, insieme a Fabio Fazio.

Nello stesso periodo cominciavano ad arrivare anche le copertine sui giornali: la prima, nel 1984 su Blitz (un giornale di nudo soft), poi la prima “seria” su l’Europeo nel 1985. Nel frattempo i genitori di lei erano venuti a sapere dell’attività artistica della loro figlia e pensavano che, date le qualità che indubbiamente aveva, si stesse un po’ buttando via, per cui cercarono di spingerla verso il teatro, la recitazione, visto anche il piacere che la figlia diceva di provare nell’esibirsi. Moana si iscrisse dunque alla scuola di recitazione “Alessandro Fersen”, ma la frequentò con scarsi risultati,in quanto mancava totalmente di motivazione; nello stesso periodo si presentò ad un provino dove cercavano una giovane attrice per un piccolo ruolo in una commedia musicale con Antonella Steni (1983): venne scelta e per due mesi recitò al teatro Parioli di Roma in “L’Adorabile Imputata”.

Ben presto però Moana capì che non era quella la sua strada, perché il teatro non le consentiva di diventare velocemente una protagonista e non sopportava di perdere del tempo in una lunghissima gavetta. Inoltre, il mestiere di attrice non la gratificava: in realtà non amava interpretare dei ruoli, ma solamente sé stessa, per cui si stava facendo strada in lei l’idea di fare qualcosa di ‘poco tradizionale e scioccante’ nel mondo dello spettacolo.

Nel 1986 Moana decise quindi di entrare a far parte dell’agenzia di Riccardo Schicchi, il manager di Ilona Staller, ed insieme costruirono il suo primo live-show: “Sesso telcomandato”. Fu un successo, cui seguì ‘Curve deliziose’, dove si esibiva con Cicciolina fra lo scandalo generale.

Le due pornostars furono infatti denunciate per atti osceni in luogo pubblico, processate e condannate a sette mesi, senza condizionale. Ma Moana non era solo una pornostar: quello che la rendeva personaggio era il fatto di non essere mai veramente volgare, qualsiasi cosa dicesse o facesse. La sua abilità nel gestire la sua immagine ne fece in breve tempo un personaggio ammirato, dagli uomini e dalle donne, perché nelle sue castissime apparizioni televisive dimostrava sensibilità, autoironia, gusto artistico, cultura e stile.

Moana Pozzi non amava la mondanità e, se usciva, le piaceva andare in locali poco frequentati, tipo bar e discoteche per gay, club privati conosciuti solo da un piccolo giro di persone. Era molto attratta dal mondo dei gay : le piaceva averli come amici, guardarli mentre facevano l’amore. Sentiva di avere dentro di sé una componente maschile molto forte e quindi le piaceva fantasticare di essere un uomo e poter ‘prendere’ un altro uomo. Della sessualità aveva infatti una visione molto maschile, del tipo ‘mordi e fuggi’: non le piacevano i legami lunghi, le storie con implicazioni sentimentali, anche perché, come abbiamo detto, la spaventavano. I suoi amori nella vita privata duravano al massimo un anno, ma in queste storie Moana era dolce, femminile, fedele (a parte che nel lavoro).

Moana era anche una donna molto religiosa, cresciuta fino all’età di tredici anni, per sua ammissione, con una grande paura dei possibili castighi divini, poi superata; credeva negli angeli e nei diavoli, nella vita dopo la morte e pregava spesso, leggendo la Bibbia o le Confessioni di Sant’Agostino, che apriva a caso, con la speranza di trovarvi il conforto.

Una vita insomma, piena di enormi contraddizioni, che si rifletteva anche nei suoi sogni, come quello di camminare in equilibrio su una corda tesa sopra un mare immenso e minaccioso, dove in ogni momento sentiva di poter cadere, (anche se non succedeva mai). Un altro sogno era quello di trovarsi di fronte ad un’ enorme bilancia con il diavolo e Dio che la tenevano per mano, quasi in una posizione di equilibrio fra il bene ed il male.

Nel 1991 Moana decise di svelarsi pubblicamente anche nella sua intimità e pubblica: la ‘Filosofia di Moana’, un memoriale scritto in forma di dizionario, nel quale la pornostar parla di sé e dei tanti uomini con i quali ha avuto rapporti sessuali, fra cui alcuni famosissimi, come Renzo Arbore, Grillo, Tardelli, Craxi, De Crescenzo, ecc.

Il suo motto era: “vivi come se dovessi morire domani e pensa come se non dovessi morire mai”. Ed invece la morte è arrivata anche per lei, ma di questo evento sappiamo ancora molto poco.

La sua scomparsa fu infatti annunciata il 17 Settembre 1994, ma secondo le fonti ufficiali il decesso era già avvenuto due giorni prima, presso l’ospedale Hotel de Dieu di Lione.

La causa della morte rimane ancora sconosciuta: c’è chi parla di AIDS, chi di un’infezione fulminante al fegato contratta in occasione di un suo viaggio in India, chi di cancro.

Alla sua morte il suo attico all’Olgiata, pieno di collezioni di pellicce, vestiti, scarpe, preziosi oggetti di arredo in stile neoclassico e barocco, oggetti di arte sacra come statue, inginocchiatoi e acquasantiere, fontane seicentesche, macchine sportive ecc. è stato oggetto di lite giudiziaria fra la famiglia di lei ed il marito, ex autista, da lei sposato a Los Angeles.

Sulla sua vita è stato girato anche un film, ‘Guardami’, che non è un film pornografico, anche se parla del mondo del porno, e forse per questo non ha avuto molto successo.

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