alunno
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Un alunno difficile

gentile dottoressa lavoro in una scuola elementare e in una prima c’è un bambino, quindi di 6 anni, proveniente da una famiglia con delle difficoltà, che non sembra capace di accettare il rimprovero e sopportare piccole frustrazioni. Vuole sempre sembrare bravo a costo di copiare tutto dal vicino. Non accetta se gli si dice che ha sbagliato qualcosa, risponde all’adulto con insistenza che è giusto quello che ha fatto, fa dispetti ai compagni, loro si lamentano e lui subito “non è vero”..quando lo si rimprovera un po’ di più per qualche comportamento (ha rotto un oggetto, vuole correggere il voto dell’insegnante, litiga coi compagni..) a volte reagisce sbattendo il quaderno a terra e nascondendosi dietro ai cappotti in fondo all’aula, striscia a terra, una volta ha cercato di uscire dall’aula..e niente riesce a farlo tornare al banco al lavoro..quale può essere una strategia da usare? lo si lascia là ignorandolo per non rinforzare questi comportamenti che mi sembrano volti a venire compatito e fare l’offeso..? o cosa? grazie per l’attenzione

Gentilissima,

Complimenti anzitutto per il suo interesse e la sua motivazione nel volersi impegnare a modificare gli atteggiamenti di questo bambino, che manifesta notevoli difficoltà di inserimento scolastico e di socializzazione. Credo però che lei non possa fare molto per lui se non coinvolge anche la famiglia, perché chiaramente questi comportamenti sono il sintomo di qualche malessere. Occorrerebbe dunque capire meglio quali siano le reali condizioni di vita e i disagi familiari che vive attualmente il suo alunno, ma ancora più importante sarebbe comprendere se i genitori si rendono pienamente conto delle difficoltà del loro figlio a scuola e se siano o meno interessati a collaborare con lei per produrre qualche cambiamento. La prima cosa da fare dovrebbe essere dunque quella di parlare con i familiari del bambino e cercare insieme a loro di mettere a punto un piano in cui scuola e famiglia possano fare ciascuno la propria parte. Per cominciare si potrebbe pensare a coinvolgere il bambino in un lavoro di gruppo, assegnandogli delle responsabilità, in modo che possa sentirsi amato ed apprezzato dall’insegnante e dai compagni di scuola ed accrescere così la sua autostima e le sue abilità sociali.

Dott.ssa Giuliana Proietti

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Author Profile

Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

Scrive in un Blog sull'Huffington Post


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