le suore

In the name of GodLa sessualità e le suore: quante curiosità in merito… Un libro tenta si svelare il mistero.

Quella che un tempo era Suor Jane oggi è la dottoressa Fran Fisher, una “sessuologa” californiana. Fran è cresciuta nello Yorkshire, in Gran Bretagna, per poi entrare in un convento francescano, nel Derbyshire, a soli 18 anni. La vita da suora è per lei durata solo due anni: a quell’epoca infatti conobbe e sposò un intellettuale, con il quale si stabilì negli Stati Uniti.

Dopo aver cresciuto due figli, la Fisher un giorno vide la pubblicità di un corso per diventare consulente sessuale e si iscrisse immediatamente. Era infatti molto interessata ad avere informazioni sulla sessualità e a riflettere sulla sua esperienza giovanile in convento. Da sessuologa, le è poi venuto in mente di scrivere un libro-inchiesta su altre ex suore, per capire se anche altre donne avevano avuto una storia simile alla sua.

Nel libro, la Fisher intervista 28 donne che, come lei, in giovane età avevano fatto voto di povertà, castità e obbedienza e che poi avevano lasciato i loro ordini religiosi per tornare alla vita laica. Nelle interviste si parla della sessualità di queste donne, prima, durante e dopo il loro periodo in convento. “La maggior parte delle donne che ho intervistato è stata allevata in severe famiglie cattoliche. Molte avevano un padre alcolizzato. Non poche avevano una storia di abuso fisico e / o sessuale. Molte di loro hanno descritto il convento come un luogo sicuro dove andare.”

La Fisher, che ha da poco compiuto sessanta anni, si è resa conto che alcune caratteristiche della sua infanzia erano comuni alle altre donne: in particolare il fatto che entrambi i suoi genitori, irlandesi e cattolici, avevano atteggiamenti del tutto negativi nei confronti del sesso. Suo padre, dice, quasi sempre descriveva le donne in termini peggiorativi, mentre la madre pensava che il sesso fosse “pericoloso, sporco, vile, brutto e sporco”. Quando la Fisher, che allora aveva 14 anni, temette di essere incinta, dopo un episodio di petting, in cui non c’era stato un vero rapporto,  la madre contribuì ad alimentare le sue paure, lasciandola con il desiderio di “non avere nulla a che fare con gli uomini”.

Il convento aveva il fascino di un luogo in cui le donne erano pure e misteriose e – cosa più importante – era un luogo sicuro. Ma una volta all’interno delle sue mura, la sessualità, per la ex suora, cominciò ad emergere. La Fisher divenne sempre più infelice, perse peso, e alla fine, un sabato mattina, decise di lasciare il convento, mentre tutte le altre sorelle erano a messa. Lei era ancora molto ingenua sul sesso. Non così le altre donne intervistate: “Tutte coloro che hanno trascorso decenni in un convento hanno sempre avuto un risveglio sessuale. Alcune hanno avuto rapporti con altre suore, alcune con  sacerdoti, alcune con laici”.

Quanto agli abusi sessuali, alcune ex suore hanno affermato di essere a conoscenza degli abusi sessuali che erano in corso nella chiesa cattolica, ma la maggior parte di loro non era in grado, o non voleva, fare nulla. “Quando sei una suora, non hai più la capacità di giudicare le situazioni”, dice. L’obbedienza significava infatti non prendere iniziative e non mettere in discussione coloro che erano in posizioni di autorità, come i sacerdoti di sesso maschile.

Alcune delle donne descrivono nel libro le relazioni sessuali di sfruttamento e la disuguaglianza con i sacerdoti. Molte delle donne intervistate hanno scoperto il sesso abbastanza tardi nella vita. “Una donna ha raccontato di aver avuto un rapporto sessuale per la prima volta all’età di 52 anni. Un altra mi ha detto che, quando ha avuto un uomo, a 50 anni, ha fatto sesso ogni notte per i primi due o tre mesi.

La Fisher è oggi ferocemente critica verso il sistema cattolico, che a suo dire fa si che donne giovani e ingenue si facciano suore (oggi succede più spesso in Africa o in Asia, piuttosto che in Europa o Nord America) sradicandosi dalle loro famiglie ed entrando in convento.

La pratica di prendere giovani donne (o uomini) che sono stati indottrinati in giovane età, per farli impegnare in una vita di castità a soli 20 anni è chiaramente sbagliata”, dice la sessuologa, riconoscendo comunque alla vita di convento la capacità di rispondere alle domande difficili sul sesso, l’istruzione, le opportunità. “Ma è una fuga dalla vita, e comporta un tributo enorme in termini di ricaduta individuale, su tutta la linea. La Chiesa non dovrebbe permettere che ciò accada” conclude la Fisher, nell’articolo che le ha dedicato The Guardian, per presentare il suo libro, In the Name of God, Why? (Nel nome di Dio: perché?)

Dr. Giuliana Proietti

Fonte:
The nun who became a sex therapist, The Guardian

Immagine:
Copertina del libro e Pexels

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Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona Civitanova Marche, Fabriano
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

Scrive in un Blog sull'Huffington Post


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