Le pornostar: chi sono perché lo fanno

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Le pornostar: chi sono, perché lo fanno


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Le pornostar: chi sono, perché lo fanno? Per parlare di questo argomento dovremmo anzitutto dire che la pornografia è un affare da miliardi di dollari e che si tratta di una questione sociale intensamente dibattuta, a tutti i livelli, con diverse opinioni in merito. Alcuni, infatti,  sostengono che la pornografia sia pericolosa per i soggetti più deboli, mentre altri ritengono che la preoccupazione riguardo alla pornografia nasconda in realtà un desiderio di censura.
Queste posizioni, inevitabilmente, si sono riflesse anche sulla ricerca scientifica, che è stata molto carente in questo tipo di studi, per varie ragioni:
  • Le persone coinvolte nel settore non sono moltissime, dato che la carriera media di un attore del porno dura solo 18 mesi (un periodo troppo breve per permettere la creazione di un campione di soggetti da seguire con una ricerca),
  • Gli attori del porno temono gli attivisti anti-pornografia e dunque preferiscono non si parli di loro, per la paura di perdere il lavoro
  • L’industria del porno ha sede a Los Angeles, luogo dove pochi ricercatori possono permettersi la permanenza,
  • Nessuno propone finanziamenti per studiare questa categoria di persone.

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Dati non accademici sulla pornografia ci vengono dal blogger  Jon Millward, il quale ha pubblicato, nel 2013, le statistiche relative alle biografie delle pornostar, analizzando 10.000 profili dall’Internet Adult Film Database.

Dai suoi dati si scopre che la pornostar-donna è:

  • Bruna (solo il 32,7% delle attrici porno ha i capelli biondi, naturali o tinti),  circa il 39 per cento di loro ha i capelli castani, il 22,5 per cento ha i capelli neri, e solo circa il 5 per cento li ha di colore rosso.
  • Ha un seno relativamente piccolo (34B, rispetto alla 36C misura più comune per la donna americana).
  • E’ in genere magra (53 kg) rispetto ai 75 kg della donna media americana
  • Il nome più comune è Nikki

Gli uomini del porno:

  • Pesano in media 76 kg (contro gli 89 kg degli uomini medi americani) e sono dunque molto in forma rispetto alla media della popolazione americana, ampiamente in sovrappeso,
  • Il nome più comune è David

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Per quanto riguarda la ricerca sugli attori del porno è stata raccolta una quantità limitata di informazioni, che riguardano le relazioni personali (Lovelace & McGrady, 1980), casi di studio (Faludi, 1999), prove aneddotiche (Campbell, 1990; Gittler, 1999 ; Strossen, 1995; Wilkenson, 1994) e studi qualitativi con campioni di piccole dimensioni (Abbott, 2000; Stoller, 1991; Stoller & Levine, 1993). L’ostacolo principale per i ricercatori è stata la possibilità di accesso a questo gruppo di individui.
Evans-DeCicco e Cowan (2001) hanno suggerito che le descrizioni degli attori porno riflettono le idee pro o contro questo genere di produzioni: (i sostenitori dicono che le attrici sono donne libere e indipendenti, i contrari che sono persone sfruttate sessualmente).
Dworkin, (1989) e MacKinnon (1993) hanno affermato che le attrici pornografiche sono in condizioni disperate e lavorano perché sono costrette a farlo.
Strossen (1995) ritiene invece che la pornografia liberi le donne, consentendo loro di esplorare aspetti meno tradizionali della loro sessualità e respinge l’opinione che le donne siano costrette a entrare nel settore.

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Una serie di studi (Evans-DeCicco & Cowan, 2001; Polk & Cowan, 1996)  hanno esaminato il modo in cui gli studenti universitari percepivano gli attori della pornografia. Il primo studio (Polk & Cowan) ha riportato tre risultati rilevanti:

 

  • Le pornostar vengono considerate migliori delle prostitute, ma peggiori delle star del cinema e della donna media.
  • Le caratteristiche negative attribuite a queste attrici erano legate ad atteggiamenti negativi dei partecipanti nei confronti della pornografia.
  • Coloro che consideravano la pornografia pericolosa avevano maggiori probabilità di credere che le performer del porno fossero costrette a esibirsi e non amassero il loro lavoro, rispetto a chi non aveva un atteggiamento negativo nei confronti della pornografia.

 

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Uno studio di follow-up (Evans-DeCicco e Cowan) ha esaminato le differenze di genere sugli atteggiamenti nei confronti delle star della pornografia. I partecipanti di questo studio ritenevano che le attrici provenissero da contesti in cui erano comuni abusi sessuali e fisici ed erano fuggite da casa da adolescenti. Inoltre, queste donne erano valutate in modo maggiormente negativo rispetto alla donna media  (ad esempio, salute psicologica, autostima, malattie a trasmissione sessuale, ecc.).

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Questo studio ha anche cercato di valutare le percezioni degli studenti universitari su quali fossero le motivazioni primarie per entrare nel settore dell’intrattenimento per adulti. I risultati hanno riportato che le motivazioni, in ordine decrescente, sono:
  • il denaro,
  • il piacere del lavoro,
  • la coercizione,
  • la liberazione sessuale,
  • la mancanza di altre opportunità di lavoro.
Infine, è stata replicata la relazione che dimostra l’associazione tra atteggiamenti negativi nei confronti della pornografia e convinzioni negative nei confronti delle attrici che lavorano nella pornografia.

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Philaretou (2006) ha riassunto le motivazioni delle ballerine esotiche femminili, che sono:
  • Il guadagno,
  • Lavoro considerato interessante
  • Sentimenti illusori di potere femminile
  • Eccitazione sessuale
  • Sostegno sociale dei colleghi.

Altri ricercatori hanno studiato perché alcune donne erano entrate nella prostituzione e hanno indicato quattro possibili ragioni:

  • Il denaro. Brock (1998) ha suggerito che le donne con poche opzioni di lavoro praticabili percepiscono la prostituzione come una possibile opportunità.
  • La tossicodipendenza a fornire una motivazione ad entrare in questo mondo (Porter & Bonilla, 2000) per comprarsi la droga.
  • La conoscenza di altre persone coinvolte nella prostituzione e possono essere incoraggiate da loro a vendere i loro corpi in cambio di denaro (Raphael & Shapiro, 2002).
  • Combinazione di caratteristiche psicologiche (ad es. Sentimenti di inutilità) e crisi personali (ad es. Violenza sessuale) possono fornire una condizione per la quale le donne sono più suscettibili a iniziare a lavorare come prostitute (Cobbina & Oselin, 2011).



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Sebbene siano state studiate le motivazioni per entrare nella danza erotica e nella prostituzione, le motivazioni per entrare nella pornografia non sono state al centro di molte ricerche. Al momento, si sa molto poco sulle reali caratteristiche della pornografia femminile.

Alcune informazioni provengono da singole attrici e sono di natura aneddotica (ad esempio, Campbell, 1990; Gittler, 1999; Wilkenson, 1994). Questo tipo di ricerche si concentrano solo sulle motivazioni delle attrici intervistate a fare questo mestiere e i loro dati vengono generalizzati.

Diversi studi qualitativi hanno tentato di ottenere una valutazione più obiettiva degli attori della pornografia. Stoller (1991) e Stoller e Levine (1993) hanno condotto studi etnografici utilizzando interviste su un campione molto piccolo di individui nel settore della pornografia (ovvero attori, produttori, scrittori).

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I risultati hanno suggerito che i partecipanti coinvolti nell’industria della pornografia sono:

  • Persone ostili o ambivalenti nei confronti delle convenzioni sociali,
  • Prive di opzioni di lavoro
  • Avevano subito abusi sessuali nell’infanzia.

Dati più estesi raccolti sulle attrici pornografiche femminili sono stati raccolti da Abbott (2000), che ha condotto interviste approfondite su 31 interpreti. L’obiettivo principale dello studio era sulle motivazioni per entrare nel settore dell’intrattenimento per adulti. Secondo Abbott, le cinque ragioni principali per cui le donne sono entrate nel settore della pornografia sono state:

  • il denaro,
  • la fama / il glamour,
  • la libertà / indipendenza,
  • l’opportunità / la socievolezza
  • desiderio di trasgressione/ fare sesso.

Sebbene abbia fornito uno strumento importante nella comprensione delle attrici pornografiche femminili, la dimensione del campione di questo studio era piuttosto piccola, per cui non è possibile classificare l’importanza delle varie motivazioni.

Griffith et al. (2012) hanno riproposto le domande sulla motivazione ad entrare in questo particolare mondo, coinvolgendo un numero maggiore di persone, 176 attrici del settore dell’intrattenimento per adulti, che hanno risposto a domande riguardanti i motivi per cui sono entrate nell’industria della pornografia, nonché i loro gusti e antipatie nei confronti del lavoro che svolgevano.

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Le ragioni più frequenti per entrare a far parte di questo settore erano:

  • Denaro,
  • Sesso
  • Desiderio di attenzione.

Su 176 persone, solo una ha dichiarato di essere stata costretta a diventare un’attrice porno. Gli aspetti più favorevoli del loro lavoro riguardavano:

  • Denaro,
  • Incontri con persone interessanti,
  • Sesso e libertà
  • Indipendenza,

Gli aspetti negativi del lavoro riguardavano:

  • Incontri con persone non piacevoli
  • Malattie a trasmissione sessuale
  • Sfruttamento.

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Per concludere questa breve rassegna, vorrei attrarre l’attenzione su questo aspetto, che è ancora meno studiato delle motivazioni ad entrare nel porn biz: i suicidi delle pornostar, come quello delle due attrici indicate nella foto di questo post (tratta da Vice).

Tra novembre 2017 e gennaio 2018, almeno cinque pornostar sono decedute a causa di presunte overdose di droga o per suicidio. Shyla Stylez, 35 anni, è stata trovata morta nella casa di sua madre, Yuri Luv, 31 anni, è morta nel sonno a causa di una overdose, August Ames, 23 anni, si è impiccata in un parco vicino a casa sua, in California, pochi giorni dopo essere stata molestata sui social media, la ventenne Olivia Nova è stata trovata morta in una proprietà privata a Las Vegas, per complicazioni dovute all’abuso di alcol, come rivelato dalla autopsia, Olivia Lua, 23 anni, conosciuta come Olivia Voltaire, è deceduta dopo aver esagerato con una combinazione di droghe e alcol in una struttura di riabilitazione della California.

Probabilmente capire meglio chi sono le pornostar aiuterebbe a salvare vite umane o, quanto meno, a migliorare la qualità della vita di molte di loro.

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Fonti:

The Porn Myth: Uncovering the Truth about Sex Stars, LiveScience

WHY BECOME A PORNOGRAPHY ACTRESS? James D. Griffith et al., International Journal of Sexual Health, 24:165–180, 2012

Mental Illness Is Killing Porn Stars and the Industry Is Taking Action, Vice

Immagine
Pexels

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