potere in America

Il potere – definito come la capacità di influenzare gli altri – porta le persone che abitano le diverse parti del pianeta a pensare in modo diverso. L’effetto che ha il potere sugli americani del nord, ad esempio, come riporta un nuovo studio, li porta a pensare in modo mirato ed analitico, il che poi può rivelarsi utile nel perseguimento degli obiettivi personali.

“La parte più interessante di questo studio – dice la ricercatrice – è la scoperta che il pensiero è flessibile, non rigido o pre-programmato su base genetica. Siamo in grado di sintonizzare il nostro stile del pensiero alle esigenze della situazione”, spiega Li-Jun Ji, co-autrice dello studio e psicologa sociale, che studia i rapporti tra cultura e pensiero. “Tuttavia, i modi specifici in cui riusciamo a sintonizzare il nostro pensiero sembra dipendano dal nostro background culturale.”

Per la maggior parte delle persone, essere in una posizione di potere significa che si può influenzare gli altri per raggiungere i propri obiettivi. Negli USA, questi obiettivi tendono ad essere auto-definiti e indipendenti dal contesto sociale più ampio. Di conseguenza, il pensiero – concentrandosi sul proprio obiettivo e su come raggiungerlo, senza distrazioni dovute al contesto circostante – può portare dei vantaggi. (Questa almeno è l’opinione dei ricercatori).
La Dr. Ji ha anche scoperto che gli americani con elevato status socioeconomico hanno un maggiore pensiero analitico rispetto ad individui di scarso tenore sociale. La ricercatrice crede infatti che le persone che hanno un maggiore status economico abbiano anche “feelings of agency”, cioè la sensazione di autocontrollo, che è un precursore al potere.

Al fine di indurre la sensazione di potere, i ricercatori hanno chiesto ai partecipanti dello studio di ricordare le occasioni della loro vita in cui hanno potuto influenzare gli altri. Il tipo di ricordi dei partecipanti ha riguardato i rapporti con il compagno di scuola timido, la vendita di prodotti per una raccolta di fondi, l’aver allenato la propria squadra di calcio fino a portarla alla vittoria, ecc.

I partecipanti sono stati poi invitati a completare un certo numero di compiti diversi, ideati per valutare se stavano pensando in modo analitico o olistico. Il pensiero analitico si caratterizza per l’elaborazione di un particolare pensiero, in modo indipendente dal contesto circostante (ad esempio, per descrivere una palla si usano aggettivi come ‘rossa’ o ‘rotonda’). Il pensiero olistico comporta invece una concentrazione sulle informazioni contestuali e sulle relazioni tra gli oggetti (ad esempio, si possono usare parole come ‘calcio’ o ‘gioco’ per evidenziare la relazione tra la palla e il suo ambiente).

La ricerca è stata pubblicata sul Personality and Social Psychology Bulletin.

Dr. Giuliana Proietti, psicoterapeuta, Ancona

Fonte:

Psychology researcher finds that power does go to our heads, Eurekalert

Secondo me questa ricerca mostra molte altre cose, al di là di quelli che sono i suoi obiettivi. In particolare mostra come possa esserci integrazione razziale sotto la bandiera del sogno americano (forse anche noi dovremmo costruirci, se non altro per il medesimo scopo, un “sogno italiano”) e come l’egoismo, l’autoreferenzialità, la ricchezza, la mancanza di empatia siano considerati dei pregi, mentre da noi, forse a causa della nostra cultura cattolica, questi sono perlopiù considerati dei difetti, o almeno dei mali necessari. Da noi “olismo” e “olistico”, per intenderci, sono ancora delle mete valoriali cui tendere, senza se e senza ma: negli USA, come vediamo, contano invece la razionalità, l’efficienza, il decisionismo.

Ancora e sempre “Vive la differénce”!

Immagine:

Emily Taliaferro Prince, Flickr

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Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

Scrive in un Blog sull'Huffington Post


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