Oscar Wilde

Oscar Wilde

Oscar Fingal O’Flahertie Wilde nacque a Dublino, il 6 ottobre 1854, figlio di Sir William Wilde, un oculista famosissimo in tutta Europa, protestante e appassionato di antichità irlandesi e da Jane Francesca Elgee, poetessa impegnata nel movimento indipendentista irlandese con il nome di Speranza. Aveva un fratello, William, maggiore di tre anni. Malgrado la famiglia fosse molto benestante, le cose cambiarono quando il padre, grande libertino, fu incriminato per un caso di stupro: alla sua morte, nel 1876, la famiglia Wilde era in condizioni economiche precarie.

Oscar studiò alla Portora Royal School di Enniskillen e poi nel Triníty College di Dublino, dove si distinse nelle materie classiche, vincendo una borsa di studio per andare a studiare nel prestigioso Magdalen College di Oxford. A 24 anni si laureò in materie classiche con il massimo dei voti. L’anno successivo si trasferì a Londra, dove iniziò a frequentare il bel mondo, presto segnalandosi per le sue pose stravaganti: abiti eccentrici, capelli lunghi, paradossi sempre a fior di labbra, amore per il bello. Nel 1881 pubblicò la sua prima raccolta, Poems e si fece paladino di una crociata per la bellezza, contro le brutture dell’industrializzazione.

Quando Gilbert e Sullivan decisero di esportare in America la loro operetta satirica, Patience, che si ispirava alla vita di un esteta, il produttore dello spettacolo offrì a Oscar Wilde la possibilità di andare in America per illustrare il ‘movimento estetico’ in un ciclo di conferenze. Il viaggio negli Stati Uniti ed in Canada fu un grande successo personale, che gli permise finalmente di migliorare le sue precarie finanze e di trasferirsi a Parigi.
Nella capitale francese, Oscar rinnegò il suo periodo estetico, si stabilì all’Hotel Voltaire ed entrò in contatto con i salotti letterari parigini, affascinandoli con la sua conversazione, brillante e inconsueta.

Tornato in patria, riprese per un anno l’attività di conferenziere, pubblicò una tragedia d’ispirazione elisabettiana, The Duchess Of Padua (rappresentata con scarso successo a New York nel 1891), fino a che, nel 1894, a Dublino, rivide Constance Lloyd, la figlia di un avvocato irlandese.Dopo un breve fidanzamento andò con lei a vivere a Tite Street, dove nacquero i suoi due figli, Cyril nel 1885 e Vyvyan nel 1886. Sempre immersa nel gran mondo dell’arte e della mondanità, la famiglia Wilde aveva un tenore di vita piuttosto elevato, grazie alla dote di Constance e ai proventi dell’attività giornalistica di Oscar, che recensiva libri per la Pall Mall Gazette ed altri periodici e dirigeva una rivista femminile The Woman’s World (1885-89).

In questi anni Wilde espresse il meglio della sua creatività: su varie riviste uscirono dei racconti molto spiritosi, (riuniti poi in Lord Arthur Savile’s Crime And Other Stories – Il delitto di Lord Arthur Savile e altri racconti, 1891) le delicatissime fiabe di The Happy Prince And Other Tales – Il principe felice e altre fiabe, 1888, A House Of Pomegranates (Una casa di melograni, 1891) ed il famoso romanzo The Picture Of Dorian Gray (Il ritratto di Dorian Gray, 1891), che fu subito un successo ed insieme un enorme scandalo perché giudicato immorale. Questo romanzo racconta del giovane Dorian, che si lascia corrompere da un patto magico che gli consente di vivere le peggiori dissolutezze senza mai guastarsi i bellissimi e giovanili lineamenti: un suo ritratto, dipinto da un amico pittore, s’incarica infatti di registrare le rughe ed i segni del vizio, al posto del suo volto. Dorian tiene nascosto a tutti il quadro, anche se torna spesso, segretamente, a guardarlo, affascinato dalla rappresentazione sensibile della propria decadenza morale. Infine, non resistendo più all’angoscia di quella visione, lo trafigge; i suoi servi troveranno il ritratto incontaminato, ed un irriconoscibile, precocemente avvizzito Dorian, morto ai suoi piedi.

Nel 1891 Oscar conobbe l’avvenente giovane Lord Alfred Douglas, uno studente di Oxford, con cui iniziò una lunga e rovinosa relazione, che gli segnerà la vita e lo porterà, per una serie di eventi, ad una morte prematura. Scrisse in quel periodo, in francese, la commedia Salomé, la cui rappresentazione venne però vietata in Inghilterra, in quanto ritenuta eccessivamente scabrosa. Improvvisamente arrivarono anche i successi: Lady Windermere’s Fan (Il ventaglio di Lady Windermere, 1893), A Woman Of No Importance (Una donna senza importanza, 1894), e An Ideal Husband (Un marito ideale, 1895). Wilde era ormai riuscito a trasferire sulla scena la sua scintillante conversazione, che lo aveva reso noto in società ed aveva un grande successo di pubblico.Proprio in questo periodo però si diffuse la notizia della sua relazione omosessuale con l’amico Bosie, Lord Douglas, che venne mandato dai genitori in Egitto, per salvarlo dallo scandalo.
Nel 1894 uscì il libro Salomé, illustrato dal giovane Aubrey Beardsley e tradotto in inglese dall’amico Alfred Douglas.In questo periodo di grande successo Wilde soggiornò, con l’amico Bosie, prima a Firenze e poi ad Algeri, dove incontrarono il giovane Gide, che li seguì sulla strada dell’omosessualità.

Lord Queensberry, padre di Bosie, decise a questo punto di porre fine alla storia del figlio con il famoso scrittore e dunque lasciò un biglietto aperto presso il Club frequentato da Wilde, dove lo si accusava apertamente di omosessualità (severamente proibita nella vittoriana Inghilterra del tempo). Queensberry venne arrestato per diffamazione, mentre il figlio e Oscar Wilde se ne andarono nuovamente in vacanza a Montecarlo, inseguiti da un nuovo scandalo.
Al processo vi fu uno scambio di ruoli: l’imputato Queensberry fu prosciolto e Wilde fu imprigionato, per poi essere rilasciato su cauzione. Vi fu poi un secondo processo, che condannò l’imputato a due anni di lavori forzati per gross indecency. Le disgrazie non finirono con l’umiliazione del carcere. Infatti, mentre era detenuto a Wandsworth, Wilde fu processato in contumacia anche per bancarotta, dal momento che non riusciva a pagare a Queensberry le spese processuali. I suoi proventi infatti, tutti provenienti dalla rappresentazione delle commedie e dalla vendita dei libri, improvvisamente si congelarono: le sue locandine sparirono dai teatri, così come i suoi libri dalle librerie e i suoi beni finirono all’asta.

Oscar venne trasferito nel carcere di Reading. Sua moglie Constance a questo punto chiese il divorzio ed i figli assunsero il cognome di Holland. L’anno successivo morì la madre di Wilde, Speranza. Durante la detenzione nel carcere di Reading, Wilde scrisse all’amico Bosie una lunga lettera, accusandolo di esser stato la causa della sua rovina. Questa lettera verrà pubblicata solo dopo la sua morte, con il titolo di De Profundis.
Scontata la pena, senza una casa, Wilde partì per Dieppe, in Francia, si trasferì poi a Berneval-sur-Mer. A Rouen, incontrò nuovamente Bosie e dimenticò il proposito di non volerlo mai più rivedere. I due si stabilirono a Napoli, alla Villa Giudice di Posillipo, poi andarono in Sicilia, dove si lasciarono definitivamente.

Wilde tornò in Francia, a Parigi, dove all’Hotel d’Alsace lo raggiunse la notizia della morte della moglie, Constance. Viaggiò molto, in Svizzera, Francia e Italia, fino a che tornò a Parigi, dove morì all’ Hotel d’Alsace il 30 novembre del 1900, dopo aver ricevuto i sacramenti cattolici.

Finì così l’uomo che più d’ogni altro era stato il vanto, lo stupore e lo scandalo dell’Inghilterra vittoriana, che dopo soli cinque anni dalla morte ne decretò di nuovo il grande e definitivo successo.

Gli aforismi più brillanti di Oscar Wilde, per i quali andava famoso:

  • – Che cosa è un cinico? Uno che sa il prezzo di tutte le cose, ma non conosce il valore di nessuna
  • -L’unico modo per resistere alle tentazioni, è cedervi
  • -Per riavere la propria giovinezza basta ripetere le proprie follie
  • -Nella vita moderna il superfluo è tutto
  • -Niente rovina l’amore quanto lo spirito in una donna, o la mancanza di spirito in un uomo
  • -Molte unioni felici finirebbero male se le donne capissero davvero i loro mariti
  • -Nella vita coniugale l’affetto viene quando le persone si detestano profondamente
  • -Ogni uomo uccide la cosa che ama
  • -L’amicizia è di gran lunga più tragica dell’amore, dura molto di più
  • -E’ assai pericoloso conoscere i propri amici
  • -L’opinione pubblica esiste soltanto laddove non ci sono idee
  • -Nella vita moderna non c’è nulla che faccia più effetto di un luogo comune: riesce a unire fraternamente persone di ogni razza
  • -Nella vita esistono solo due drammi. Uno è non ottenere ciò che si desidera, l’altro è ottenerlo.
  • -Il male non è che fuori si invecchia, è che molti non rimangono giovani dentro
  • -So resistere a tutto tranne che alle tentazioni
  • -Le cose vere della vita non si studiano ne si imparano ma si incontrano
  • -Ci sono molte cose che butteremmo via volentieri se non temessimo che qualcun altro le raccogliesse
  • -Si dovrebbe essere sempre innamorati. Ecco perché non bisognerebbe mai sposarsi.
  • -Quale rovina per l’uomo è il matrimonio! Esso lo abbruttisce quanto le sigarette, e costa molto di più.
  • -Il dovere è ciò che pretendiamo dal prossimo, non quello che facciamo noi
  • -Felicità non è avere tutto ciò che si desidera, ma desiderare tutto ciò che si ha.
  • -Le peggiori cose sono sempre fatte con le migliori intenzioni
  • -La società perdona spesso al delinquente, non perdona mai al sognatore
  • -La felicità di un uomo ammogliato dipende dalle donne che non ha sposato
  • -Adoro i partiti politici: sono gli unici luoghi rimasti dove la gente non parla di politica
  • -La vita è terribile. Essa ci domina; non siamo noi a dominarla.
  • -Vale sempre la pena di fare una domanda, ma non sempre vale la pena di dare una risposta.
  • -La base logica del matrimonio è il malinteso reciproco.
  • -Oggigiorno tutti hanno uno spirito. Dovunque si va, non si può fare a meno di incontrare persone intelligenti. E’ divenuta una vera peste.
  • -Le sensazioni sono i dettagli che compongono la storia della nostra vita.
  • -E’ sempre sciocco dare consigli: ma dare buoni consigli è fatale.
  • -L’uomo è tanto meno perfetto quanto più parla in prima persona; dategli una maschera e vi dirà la verità.
  • -L’uomo non incontra mai due volte l’ideale; sono rari coloro che l’incontrano una volta. Il malcontento è il primo passo verso il progresso per l’individuo e la nazione.
  • -L’uomo si sposa perché è stanco, la donna perché è curiosa. Entrambi rimangono disillusi.
  • -Vi sono due tipi veramente affascinanti: coloro che sanno tutto e coloro che ignorano tutto.

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