Eva True Love Enigma 150x150 La coppia lesbica

 

di Walter La Gatta

La coppia lesbica è una coppia composta da due donne che si amano, sia in senso affettivo, sia sessuale. Il nome deriva dall’isola di Lesbo, dove visse la poetessa Saffo nel VII secolo A.C., che si dedicava a questo genere di amori e che viene ricordata per i suoi versi, esaltanti il rapporto fra donne (saffismo). Le lesbiche non amano essere definite omosessuali, in quanto si sentono diverse dai gay maschi: dichiararsi lesbiche anziché omosessuali è dunque per le donne che amano le donne la rivendicazione di una loro propria specificità.

Secondo varie ipotesi psicoanalitiche, alla base del lesbismo vi sarebbero o un narcisismo esasperato, che promuove una ricerca della propria identità sessuale attraverso un rispecchiamento nella partner, o un’ostilità materna che impedirebbe alla figlia un’adeguata identificazione femminile, con conseguente accettazione del proprio ruolo, o anche un rifiuto paterno nei confronti della figlia, che indurrebbe la stessa ad alimentare una marcata ostilità nei confronti del sesso opposto (con il quale il soggetto potrebbe anche identificarsi, secondo il meccanismo di ‘identificazione con l’aggressore’).

Le lesbiche hanno la stessa apparenza fisica delle altre donne e non sono affatto riconoscibili: vi sono infatti molti luoghi comuni sulle donne omosessuali, che sono in genere falsi e fuorvianti. Si pensa ad esempio che le lesbiche abbiano un aspetto tipicamente maschile, oppure che siano iper- femminili, o anche che nel loro rapporto di coppia svolgano l’una un ruolo attivo e l’altra un ruolo passivo. In realtà questi sono tutti falsi miti perché all’interno della coppia lesbica i ruoli non sono così rigidi ed anche perché le lesbiche possono avere realmente tutti i tipi di apparenza sociale.

Un altro stereotipo abbastanza diffuso è che le lesbiche siano tutte femministe: in realtà molte lesbiche non aderiscono all’ideologia femminista (così come, del resto, le femministe non sono tutte lesbiche: altro luogo comune, diffuso specialmente fra i maschi).

Non è vero inoltre che le lesbiche detestino gli uomini per partito preso: come nella popolazione eterosessuale, ci sono a volte delle propensioni o delle occasioni per permettersi una esperienza omosessuale, altrettanto accade nel mondo omosessuale, quando, inaspettatamente, ci si sente attratti da un partner di sesso opposto.

Un altro luogo comune è che le donne, essendo più fedeli degli uomini, formino delle coppie assolutamente mongame: non è vero. Esistono nelle grandi città dei rinomati locali dove le lesbiche possono incontrarsi e conoscersi, cosa che ormai fanno di frequente, anche in forum specializzati su Internet. Dunque le occasioni di incontro per avventure fuori del rapporto di coppia davvero non mancano e le proposte sono molteplici.

Due recenti ricerche, pubblicate nel numero di gennaio 2008 della rivista Developmental Psychology in cui vi è un dossier interamente dedicato all’orientamento sessuale, vengono messe a confronto le relazioni fra coppie gay, lesbiche e eterosessuali. I risultati della ricerca condotta da Glenn I. Roisman e la sua équipe presso l’Università delll’Illinois mostrano che ci sono davvero poche differenze nel rapporto di coppia fra soggetti dello stesso sesso o di sesso opposto. Molte sono invece le somiglianze: ad esempio, i partners, omo o eterosessuali riescono a risolvere molto meglio i conflitti tra di loro se la relazione dura da tempo, rispetto a coppie appena costituite, anche se eterosessuali. Inoltre, nel confronto fra coppie sposate, gay e lesbiche che vivono una solida relazione di coppia, sembra che i partners siano soddisfatti della loro relazione, tanto quanto le coppie eterosessuali.

Un secondo studio delle Università di Washington, San Diego e del Vermont ha mostrato la stessa similitudine fra coppie omo ed eterosessuali. Anche qui si è visto che la qualità delle relazioni nelle loro interazioni quotidiane erano simili sia fra le coppie dello stesso sesso, sia fra le coppie di sesso opposto. Si è voluto inoltre comparare queste unioni a quelle di coppie normalmente sposate o legate da un contratto civile. In questo caso è addirittura emerso che, qualunque sia il lo stato giuridico, le coppie omosessuali si dichiarano più soddisfatte della loro relazione rispetto alle coppie eterosessuali. Sembra vi siano più sentimenti positivi e meno conflitti. I ricercatori ritengono che questo effetto potrebbe essere dovuto al fatto che le coppie eterosessuali vivono un rapporto di coppia solamente se si amano, mentre le coppie eterosessuali sono spesso costrette a rimanere unite, anche se l’amore non c’è più.

Forse le coppie lesbiche somigliano di più ad una coppia eterosessuale che ad una gay. Le coppie gay infatti, in numerose ricerche, appaiono più trasgressive e promiscue di quelle lesbiche: ricordiamo ad esempio uno studio (Mary Ellen Reilly e Jean Lynnch – Power sharing in lesbian partnership- Journal of Homesxuality 3, 1990) nel quale risultava che fra le donne omosessuali la tendenza alla promiscuità fosse assai minore rispetto ai gruppi gay. Altre ricerche sull’argomento hanno evidenziato che la frequenza dei rapporti sessuali all’interno delle coppie lesbiche sembrerebbe di livello piuttosto scarso, con una frequenza di rapporti minore rispetto sia alle coppie gay, sia a quelle eterosessuali. Forse confermando qualche aspettativa di alcuni ricercatori, l’espressione dell’affettività all’interno della coppia lesbica è sembrata, in questi studi, più facile e completa rispetto a qualsiasi altro tipo di coppia.

In realtà la situazione non è così idilliaca. Per molto tempo si è infatti pensato che all’interno della coppia lesbica vi fossero solo sentimenti di amore, affetto e comprensione empatica: della violenza domestica all’interno della coppia lesbica si comincia a parlare da poco tempo, così come dei conflitti fra partners lesbiche sui rapporti fra denaro e potere, o sui problemi relativi ai compiti domestici.

E’ solo di recente che le donne hanno iniziato a dare un nome alla violenza domestica all’interno della coppia lesbica ed a parlarne. Ad esempio, a Toronto è attivo un Centro di Consulenza per le lesbiche e i gay. I consulenti di questo Centro, non senza sorpresa, hanno cominciato a ricevere un numero sempre maggiore di donne che denunciavano casi di violenza, sperimentati all’interno delle loro relazioni omosessuali, tanto che si è reso necessario costituire dei gruppi di sostegno per lesbiche abusate dalle loro partner.

Il Centro, per valutare l’entità del pèroblema, ha distribuito 550 questionari a donne lesbiche, ottenendo 189 risposte. Le domande riguardavano eventuali maltrattamenti subiti all’interno della relazione lesbica, i tipi di violenza a cui le donne erano state esposte, le reazioni della comunità, i servizi ai quali esse avevano potuto accedere, ecc. Questa indagine, che tuttavia non riguarda un campione rappresentativo della popolazione, ha rilevato che il 30% dei soggetti intervistati ritiene che l’omofobia e isolamento sociale nel quale le coppie lesbiche vivono, siano fattori capaci di alimentare la violenza domestica. Ad esempio, paura e rabbia possono essere indirizzate a torto nei confronti di una partner che può rappresentare alcuni aspetti misogini della cultura eterosessuale. Anche le donne infatti possono essere cresciute in famiglie maltrattanti, con modelli genitoriali violenti ed anche le donne possono avere delle concezioni razziste nei confronti di altre donne o avere sete di potere così come il desiderio di una posizione dominante nella loro relazione di coppia.

Esempi di violenza e di abuso segnalati dal Centro di Toronto sulla violenza domestica nella coppia lesbica: pestaggi, punzonatura, calci, schiaffi, strangolamento, morsi, ustioni, spinte, lancio di oggetti, limitazione del cibo o del sonno, limitazione della libertà della partner o della mobilità, nel caso di una partner disabile; controllo finanziario, furto di denaro, distruzione di beni o effetti personali. Maltrattamenti psicologici riportati: critiche eccessive e ripetute, umiliazione e atti di sfida, insulti, espressioni di disprezzo, maltrattamento di animali domestici, ecc. Esistono poi degli abusi sessuali veri e propri: rapporti sessuali forzati, aggressioni sessuali, ecc.

L’indagine del Centro di Toronto rileva che il 66% delle donne (125 su 189 intervistate) ha sentito parlare di lesbiche abusate dalla loro partner e che 37 soggetti, fra i 189 intervistati, ritiene di aver subito abusi dalla propria compagna, soprattutto di tipo psicologico. Tra i casi in esame, 20 hanno riferito abusi fisici e psicologici e 4 hanno subito aggressioni a sfondo sessuale nella coppia.

Tra le donne che hanno ammesso di aver subito abusi nei loro rapporti, il 38% ha consultato un consulente per imparare a reagire alla violenza. Tuttavia, poche donne si sono rivolte ai tradizionali servizi medici, sociali o legali. Per esempio, nessuna delle intervistate si è rivolta a linee telefoniche di supporto, a rifugi per donne maltrattate o alle forze di polizia. Solo 6 donne (16%) tra coloro che avevano riconosciuto manifestazioni di violenza nel loro rapporto, ha cercato l’aiuto di medici e servizi legali. Va tenuto presente il dato non secondario che questo campione, limitato e non rappresentativo della popolazione generale, comprende solo donne lesbiche, senza disabilità fisica, bianche e di buon livello sociale ed economico. E’ prevedibile che in gruppi maggiormente svantaggiati i dati possano essere ben peggiori.

Come nelle coppie eterosessuali, la maggior parte delle donne abusate nella coppia lesbica, ritiene di aver provocato tali reazioni da parte della compagna e si sente in colpa per non essere stata capace di creare un buon rapporto di coppia: ansia, tensione, mancanza di energia, depressione, insonnia, cambiamenti nell’appetito, sensi di inferiorità o indegnità sono i vissuti più frequentemente sperimentati. Alcune donne hanno già una cattiva immagine di sé in quanto lesbiche: anche per questo non hanno il coraggio di denunciare gli abusi, temendo che la divulgazione di tali notizie possa aumentare lo stigma sociale sulla loro coppia lesbica.

Tanta odiosa somiglianza alle coppie eterosessuali può essere però di aiuto nell’abbattere uno dei più grossi pregiudizi contro la coppia lesbica: quello di essere un nucleo familiare troppo diverso dalla famiglia tradizionale e dunque incapace di allevare dei figli. Molte ricerche dimostrano che i figli all’interno della coppia lesbica possono crecere sanissimi. Sicuramente anche sulla maternità lesbica vi sono ancora moltissimi pregiudizi, come se una madre non rimanesse tale, a prescindere dal suo orientamento sessuale. Del resto, una propensione sessuale verso il sesso maschile anziché femminile non è, in sé stessa, garanzia di stabilità psico-affettiva e di affidabilità materna: quante donne eterosessuali uccidono o trattano in modo pessimo i loro figli?

Adolescenti allevati da madri lesbiche non mostrano invece dei problemi nello sviluppo, né nel rapportarsi a coetanei cresciuti all’interno di famiglie eterosessuali. Russell, Patterson e Wainright dell’Università della Virginia hanno ad esempio intervistato 12.000 adolescenti americani e le loro famiglie: ogni adolescente di famiglia omosessuale è stato messo a confronto con un altro adolescente di famiglia eterosessuale che aveva stessa età, sesso, stato di adozione, razza, reddito ecc. E’ risultato che non ci sono differenze fra i due gruppi in termini di depressione, ansia, autostima e rendimento scolastico.

Mucklow e Phelan (1979, Lesbians and traditional mothers’ responses to adult response to child behavior and self-concept Psychological Reports 44, 880-882) esaminando 34 madri lesbiche e 47 eterosessuali trovarono che i due gruppi di madri non differivano affatto nelle attitudini materne o nel self-concept.

La preoccupazione principale è quella che la maternità lesbica possa rappresentare un handicap per i figli, specialmente maschi, in quanto verrebbero privati di un modello di identificazione paterna o, più in generale, maschile. Sembra che nella pratica non sia così: lo studio di B. Hoeffer (1981- Children’s acquisition of sex role behavior in lesbian-mothers families- American Journal of Orthopsychiatry 51, 536-544) ha mostrato che, indipendentemente dall’orientamento sessuale della madre, i figli di entrambi i sessi si orientavano preferibilmente verso i giocattoli tradizionalmente associati al loro sesso. I maschi in particolare cercavano giocattoli solo maschili, mentre le femmine erano orientate verso giocattoli associati ad entrambi i sessi (dunque, se vi fosse un pericolo nell’identificazione sessuale, questa riguarderebbe più le figlie femmine che i figli maschi). Tale risultato comunque è sembrato dipendere più all’influenza dei modelli esterni, che all’incoraggiamento diretto della madre a comportarsi in un modo o nell’altro. (Non esiste solo la famiglia nucleare: i figli frequentano la famiglia allargata, con nonni, zii ed altri parenti, oltre ad altre agenzie educative, fra le quali la scuola, la palestra, la chiesa ecc.)

Inoltre, anche da questa ricerca si evince che tra le due donne della coppia lesbica non c’è una sostanziale ripartizione di ruoli in senso tradizionale e che le funzioni sono ripartite sulla base delle predisposizioni personali delle due mamme verso la cura o la crescita dei figli.

Sembra invece confermata l’ipotesi che i figli di genitori omosessuali abbiano una minore adesione ai ruoli tradizionali maschili e femminili, ma questa distanza dai modelli tradizionali di comportamento non sembra necessariamente spingere verso l’omosessualità.

Sono stati studiati gli effetti dell’età in cui i bambini vengono a conoscenza dell’omosessualità genitoriale: sembra che essi fronteggino meglio questa conoscenza quando arriva nell’infanzia o nella prima adolescenza. Altre ricerche mostrano inoltre come la madre lesbica sia più orientata verso il proprio figlio di quanto non lo sia la madre omosessuale.

Si potrebbe dunque concludere che, almeno secondo i dati disponibili al momento, i pregiudizi ed i radicati timori sociali sullo stile educativo della coppia lesbica siano infondati e che la coppia lesbica sia, nel bene e nel male, davvero molto simile alla coppia eterosessuale.

Bibliografia:
Galimberti, Dizionario di Psicologia
Guida, Guerra, Paternità e maternità nelle coppie omosessuali: quando i genitori sono dello stesso sesso, ed. Rivista di Sessuologia, n. 31/1 41-43

Siti consultati:

Centre National d’information sur la violence dans la famille
Transisters.net

Walter La Gatta

Psicolinea.it © Apr. 08

 La coppia lesbica

Dr. Walter La Gatta

Psicoterapeuta-Sessuologo at Ellepi Associati Ancona

Libero professionista ad Ancona

Si occupa di:

Psicoterapie individuali e di coppia
Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia) 
Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

Riceve ad Ancona, su appuntamento.

Per appuntamenti: 348 – 331 4908

Qui trovi tutte le modalità per ricevere una consulenza dal Dr. Walter La Gatta

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