Tutto (o quasi) sulla nevrosi ossessiva

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nevrosi ossessiva

Nel primo numero della rivista Zeitschrift für Religionspsychologie (1907) Freud pubblicò un testo, relativamente breve, nel quale parlava delle pratiche e dei cerimoniali religiosi, a cui accostò le azioni ossessive, prospettando la tesi che la nevrosi ossessiva (Zwangsneurose), dal momento che induce il soggetto ad agire secondo certi schemi obbligati (gesti, parole, cerimoniali), sia una sorta di religione privata («la nevrosi ossessiva non è che la caricatura, per metà comica e per metà tragica, di una religione privata»).

La religione avrebbe invece il carattere di una ‘nevrosi ossessiva universale’.

Altri autori.

P. Janet ha descritto con il termine psicastenia l’equivalente della nevrosi ossessiva, da lui attribuita ad uno stato deficitario, a una debolezza delle sintesi mentali, a un’astenia psichica.

A. Adler ravvisa negli ossessivi un eccesso di soggettivismo che esalta il valore del proprio pensiero, anche se parzialmente avvertito come assurdo, in contrapposizione all’ambiente, all’obiettività e al sentimento sociale. La volontà di potenza assume un ruolo impositivo e aumenta la ‘distanza nevrostica’ fra il soggetto ed i suoi simili.

Per i Comportamentisti i meccanismi ossessivi derivano da condizionamenti patologici appresi nei confronti di stimoli sterni.

In ambito psichiatrico si distingono quattro forme principali di ossessioni:

1. semplici (immagini, parole, motivi musicali che si impongono automaticamente alla coscienza)
2. interrogative (tematiche religiose, filosofiche, morali che portano il soggetto alla ‘follia del dubbio’)
3. inibitrici (sensi di colpa, fobie, scrupoli, ecc. paralizzano ogni attività del soggetto)
4. impulsive (il soggetto si sente spinto ad effettuare propositivi aggressivi, sessuali, criminosi, da lui stesso considerati sconvenienti)

Il DSM-IV definisce le ossessioni come pensieri egodistonici ricorrenti, riferendosi alla loro qualità intrusiva ed inappropriata e riconducendole alla sensazione dell’individuo che il contenuto delle ossessioni sia estraneo e non sia sotto il proprio controllo, pur riconoscendo che sono il prodotto della sua mente e non vengono imposte dall’esterno.

Tra le ossessioni più frequenti troviamo:
– la contaminazione (per es. essere contaminati quando si stringe la mano a qualcuno),
– dubbi ripetitivi (per es. chiedersi se si è compiuto correttamente un gesto, di aver compreso una parola o una frase, di aver danneggiato qualcuno guidando),
– impulsi aggressivi (per es. aggredire o uccidere qualcuno, essere veicolo di contagio, gridare oscenità in chiesa), la necessità di disporre gli oggetti con un certo ordine e/o simmetria, fantasie sessuali (per es. ricorrenti immagini pornografiche),
– ossessioni varie, come la paura di dire cose sbagliate, il dubbio che alcuni oggetti siano perfettamente sovrapponibili e così via. La quantità dei contenuti delle ossessioni è pressoché infinita.

Dal punto di vista del trattamento psicologico non è rilevante il contenuto di tali ossessioni.

Classificazione DSM-IV (A.P.A., 1994). Il disturbo ossessivo compulsivo è inserito nel all’interno della categoria dei disturbi d’ansia, insieme al disturbo da attacchi di panico, le fobie, il disturbo post-traumatico da stress ed il disturbo d’ansia generalizzato.
Per una diagnosi positiva è necessario che siano presenti i seguenti 5 criteri:

A. Ossessioni (definizioni)

1) pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti, vissuti, in qualche momento nel corso del disturbo, come intrusivi e inappropriati, e che causano ansia o disagio marcati

2) i pensieri, gli impulsi o le immagini non sono semplicemente eccessive preoccupazioni per i problemi della vita reale

3) la persona tenta di ignorare o di sopprimere tali pensieri, impulsi o immagini, o di neutralizzarli con altri pensieri o azioni

4) la persona riconosce che i pensieri, gli impulsi, o le immagini ossessivi sono un prodotto della propria mente (e non imposti dall’esterno come nell’inserzione del pensiero).

Compulsioni (definizioni)

1) comportamenti ripetitivi (per es. lavarsi le mani, riordinare, controllare), o azioni mentali (per es. pregare, contare, ripetere le parole mentalmente) che la persona si sente obbligata a mettere in atto in risposta ad un’ossessione, o secondo regole che devono essere applicate rigidamente

2) i comportamenti o le azioni mentali sono volti a prevenire o ridurre il disagio, o a prevenire alcuni eventi o situazioni temuti; comunque questi comportamenti o azioni mentali non sono collegati in modo realistico con ciò che sono designati a neutralizzare o prevenire, oppure sono chiaramente eccessivi.

B. In qualche momento nel corso del disturbo la persona ha riconosciuto che le ossessioni o le compulsioni sono eccessive o irragionevoli. (Questo non si applica ai bambini).

C. Le ossessioni o le compulsioni causano disagio marcato, fanno consumare tempo (più di un’ora al giorno), o interferiscono significativamente con le normali abitudini della persona, con il funzionamento lavorativo (o scolastico) o con le attività o relazioni sociali usuali.

D. Se è presente un altro disturbo sull’Asse I, il contenuto delle ossessioni o delle compulsioni non è limitato ad esso (per es. preoccupazione per il cibo in presenza di un Disturbo dell’Alimentazione, tirarsi i capelli in presenza di Tricotillomania, preoccupazione riguardante le sostanze nel Disturbo da Uso di Sostanze, etc)

E. Il disturbo non è dovuto agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per es. una droga di abuso o un farmaco) o di una condizione medica generale.

ICD-10: si distingue in base al fatto che si tratti di pensieri, idee o immagini (ossessioni)oppure atti (compulsioni). L’ICD-10 stabilisce una durata minima dei sintomi di almeno 2 settimane.

Epidemiologia. Fino a non molto tempo fa il disturbo era considerato relativamente raro, con dati che stimavano un’incidenza nella popolazione generale intorno allo 0,05%. Tuttavia, studi epidemiologici recenti indicano che il DOC colpisce dal 2 al 3% della popolazione ed è il quarto disturbo più comune negli Stati Uniti (Savron, 1998). Colpisce in modo pressochè uguale uomini e donne; nella distribuzione non emerge alcuna differenza razziale.

Familiarità. Tratti ossessivi di personalità sono stati riscontrati in oltre il 40% dei casi in genitori di soggetti con DOC (Savron, 1998). La concordanza per il disturbo è più alta nei gemelli omozigoti che dizigoti. La frequenza del DOC è più alta nei consanguinei di primo grado affetti da disturbo di Tourette.

Esordio e Decorso. L’esordio del DOC è generalmente antecedente ai 30 anni (74%), In genere il disturbo inizia con un occasionale senso di disagio di fronte ad oggetti o situazioni, reali o immaginate, e le prime strategie messe in atto per ridurlo sono l’evitamento dell’oggetto o della situazione che lo scatena, o il tentativo di ignorare i sintomi, considerandoli normali atti della vita quotidiana.

Questi tentativi non riducono la sensazione di malessere, che, al contrario, aumenta e l’unica fonte di sollievo temporaneo è data dall’esecuzione di atti o rituali preventivi, senza eliminare definitivamente il problema.

Nel corso del tempo le manifestazioni dei sintomi diventano sempre più evidenti, sia per il soggetto che per i familiari, ed emerge la consapevolezza della difficoltà di controllarli, fino a non provare più il desiderio di resistervi ed includere le compulsioni nelle proprie abitudini quotidiane.

Decorso. Il decorso del disturbo è generalmente cronico, mentre la gravità dei sintomi può fluttuare nel tempo, con periodi di remissione parziale, o con un andamento intermittente.

Fonti:

Adler, la nevrosi coatta in Prassi e Teoria della psicologia individuale (1920) Astrolabio
Freud, Psicopatologia della vita quotidiana, Boringhieri, 1904
Freud, Osservazioni su un caso di nevrosi ossessiva (Caso clinico dell’uomo dei topi) 1909
Janet, Les obsessions et la psychastenie, Alcan 1903
Galimberti, Dizionario di Psicologia, De Agostini

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11 Replies to “Tutto (o quasi) sulla nevrosi ossessiva”

  1. Anonymus

    FACCIO PSICOTERAPIA AD INDIRIZZO PSICOANALITICO DA PIU DI UN ANNO ,HO AVUtO MOLto MIGLIORIE , MA I PENSIERI OSSESSIVI ALLE PRIME REGRESSIONI DELLA TERAPIA SPESSO RITORNANO MANDANDOMI IN CRISI , IL DOTTTORE DICE CHE SONO FASI EVOLUTIVE CHE SERVONO PER MIGLIORARSI …….. CHE SONO PENSIERI FUNZIONALI A NASCONDERE CONFLITTI INCONSCI …TUTTO QUESTO L HO CAPITO MA UN GIORNO QUESTE PREOCCUPAZIONI QUESTI PENSIERI …SPARIRANNO DEL TUTTO ?

    Reply
  2. Anonymus

    buonasera.. sono una giovane ragazza di 25 anni.. sono un po di anni che soffro di questa patologia a livello sia di azioni comportamentali e soprattutto mentali.è un problema che diventa una vera e propria malattia. una patologia che esternamente puo sembrarci una sciocchezza ma all’INTERNO della mente e del corpo del malato logora e uccide. i medici possono certamente aiutare ma e’ per prima il soggetto interessato che con una forza incredibile, giorno per giorno, un po per volta dovrebbe smettere di farsi del male. Sostituiamo i nostri pensieri ossessivi con tante attività,hobby,lavoro che possa prendere il posto delle nostre FISSE.O addirittura possiamo sostituire il tutto con altri pensieri.. pensieri positivi..!!!!! che ci diano una OSSESSIONE di GIOIA!

    Reply
  3. luigi r.

    Ho una moglie perfezionista, affetta da una mania ossessivo compulsiva per l’ordine.
    Nella nostra casa ogni oggetto ha un posto che lei ha stabilito e solo quel posto. In cucina, in camera da letto, nel bagno ogni oggetto visibile ha un posto che lei gli ha trovato e quello deve essere. Se non sono d’accordo, o lo muovo, lei dice che non le piace, e che io sono un cialtrone.
    Se, ad esempio, le chiavi di casa o gli occhiali da sole, li ripongo su un ripiano in cucina o all’ingresso su uno scaffale, lei li sposta e li rimette dove lei ha deciso.
    A me piace vivere la mia casa. Lei la ordina come se avessimo importanti ospiti in arrivo e tutto deve essere come se venissero dei fotografi di una rivista di arredamento.
    E’ come se avesse memorizzato ogni singolo angolo dell’appartamento.
    Li cerco poi dove li ho riposti un’ora prima e non ci sono. Li cerco in giro, ma non li trovo, le chiedo se li avesse per caso spostati e, candidamante mi risponde, che li ha messi al LORO posto. Cioè al posto che lei aveva stabilito. E che io sono un cialtrone, che non la rispetta, che sono un prepotente e che come i gatti, cerco di delimitare il mio territorio, nel quale lei non può entrare.
    Se sul mio comodino ci sono 3 o 4 libri, perchè a me piace leggere più libri contemporanea, lei ne rimuove uno o due e dice che sono troppi.
    La nostra vita coniugale è spesso funestata da litigi sull’ordine maniacale che lei ha imposto alla casa.
    Anche la vita sessuale è organizzata come ha deciso lei. Ogni 4 giorni, e all’ora che lei ha fissato. E lo fa per accontentarmi. A lei basterebbe una volta alla settimana.
    Ci sono rimedi? Come si può convivere con una tale persona?

    Reply
  4. Dr. Giuliana Proietti

    Certamente dovrebbe rivolgersi ad uno psicologo, come mi sembra lei abbia già perfettamente compreso. Esistono psicologi che lavorano gratuitamente in qualche consultorio privato, ma sono in genere ragazzi neolaureati all’inizio della carriera.

    Sa, anche gli psicologi tengono famiglia…

    Reply
  5. Anonymous

    salve sono ossessiva compulsiva e solo da tipo un anno dopo aver visto un film in cui si parlaa di tale patologia ho dato un nome al mio irrazionale comportamento….credo sia iniziato intorno agli otto anni se non un pò prima non ricordo precisamente ho iniziato con la ripetizione di una frasetta ogni volta che avevo un pensiero negativo che mi spaventeva credo sia stato subito dopo la morte di mia nonna….ho cominciato a non toccare oggetti che mi ricollegavano a ricordi e immagini tristi e la mia ipocontria crescente mi portava sempre di più ad evitare azioni e accrescere la frequenza dei rituali quali da parole sono diventati gesti….ora ho 17 anni e dopo averlo detto ai miei genitori l’anno scorso ho una coscienza diversa del mio disturbo che non cresce ma non diminuisce riesco semplicemente a tenerlo più sottocontrollo se cosi si può dire e il fattostesso di ritenerlo un disturbo mi aiuta a mantenere un certo equilibrio….eppure vorrei aiuto anche perchè per i miei non è nulla di grave si rifiutano di ammettere un problema grave e io in parte glielo permetto non parlandone apertamente come dovrei perchè come ossessivo compulsivo sà non è la parte del rituale ma l’ossessione ad essere un costante fattore di ansia….cosa dorei fare? esistono psicologi pubblici che lavorano in strutture come ospedali il cui aiuto è gratuito?

    Reply
  6. Anonymous

    Buonasera. Soffro di ossessioni compulsive, o almeno ritengo di soffrirne. Ho cominciato all’età di 11 anni quando per un incidente sono stata diversi mesi ferma, con gli arti ingessati. La situazione è andata peggiorando, con rituali di ogni genere, anche solo per lavarmi le mani (dovevo risciacquarle all’infinito o non mi sentivo bene). Inoltre la mia situazione familiare era al tracollo, i miei genitori si stavano separando, io ero una specie di pacco postale e quando ero con mio padre me le prendevo per tutte queste manie. Sono stata portata da una psicologa infantile per anni con la conclusione che si peggiorava sempre più la mia situazione. Che comunque poi è diventata ciclica con gli anni. A volte non ne soffro, altre sono completamente in crisi (per esempio ho fatto un periodo in cui non mi lavavo le mani per evitare di dovermele sciacquare all’infinito, poi le docce da 3 ore…stessa cosa per le pulizie, per l’ordine ecc…) Spesso mi accade di avere forti attacchi di questo genere dopo qualche anno che passo con il mio compagno (finora 3 storie lunghe) tanto poi da portare loro a scappare perchè voglia o no li risucchio in questo vortice malsano. Vorrei sapere se ci si può curare o comunque se c’è un modo per rendere tutto un po’ più semplice

    Reply
  7. Anonymous

    Salve, volevo sapere se è possibile classificare il fatto di farsi molti problemi mentali su date situazioni accadute, come un disturbo ossessivo..o anche il semplice atto di mangiarsi le unghie quando si è ansiosi..
    Grazie!

    Reply
  8. Anonymous

    Buongiorno!
    ho nevrosi ossessivo dell’alimentazione!
    che testo mi consigliate da leggere x capire i motivi di tale disturbo e magari avere qualche soluzione???
    Grazie

    Reply
  9. Luigi

    Salve!
    Ho letto con molto interesse questa pubblicazione.
    Volevo chiedere se, secondo voi, l’ipnosi può risultare efficace (almeno in parte) per curare questo tipo di nevrosi.
    Grazie!

    Reply

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