Presidente Schreber

Il Presidente Schreber, alias Daniel Paul Schreber (sopra), Presidente della Corte di Appello di Dresda, pubblicò un libro – nell’anno 1903 – intitolato Denkwürdigkeiten eines Nervenkranken (Memorie di un malato di nervi).

Sigmund Freud giudicò molto interessanti queste memorie di Schreber, per cui come aveva già fatto con Leonardo da Vinci, interpretò il caso clinico del magistrato, anche senza aver mai analizzato Schreber, né averlo mai conosciuto. Da questo lavoro nacque lo scritto: Osservazioni psicoanalitiche su un caso di paranoia (dementia paranoides) descritto autobiograficamente (Caso clinico del presidente Schreber), 1910.

L’interesse di Freud al caso Schreber non era quello di approfondire la biografia dell’autore del libro, ma di leggere queste memorie in chiave psicoanalitica, per illustrare le sue teorie. In questo senso si è parlato di “patografie” freudiane.

La teoria che Freud illustra nella descrizione del caso clinico del Presidente Schreber era stata da lui elaborata nel 1908 ed era incentrata sul collegamento fra sindrome paranoide e libido omosessuale repressa.

Ma veniamo al caso Schreber. Il soggetto era un magistrato tedesco di capacità eccezionali, anche se una malattia mentale lo aveva costretto a circa dieci anni di internamento in un ospedale psichiatrico. Dopo le dimissioni, aveva pubblicato, nel 1903, le sue memorie, con il racconto dettagliato dei propri deliri ed il testo dei rapporti legali scritti su di lui dagli esperti.

Il libro era sicuramente interessante per la descrizione della malattia mentale, ma mancava di dettagli importanti : non venivano infatti rivelati alcuni dati circa la famiglia del magistrato, la sua infanzia, la storia della sua vita prima del ricovero.

Anche la malattia non veniva descritta nel libro nella sua evoluzione cronologica, giorno dopo giorno, ma rappresentata solo nella sua forma finale, quella che aveva provocato la necessità del ricovero.

Schreber racconta dei suoi dialoghi col sole, gli alberi, gli uccelli, immaginandoli come frammenti di anime di persone decedute ed anche dei suoi dialoghi con Dio, il quale si rivolgeva a lui in un tedesco nobile e gli chiedeva di ristabilire l’Ordine del Mondo.

Ogni essere umano, riteneva Schreber durante il suo periodo di malattia, è attraversato da sottilissimi nervi, posti nel corpo da Dio al momento della nascita. Essi sono destinati a ricongiungersi alla divinità dopo la morte della persona. Questi nervi sono dunque il principio costitutivo dell’intelletto umano e delle sue facoltà spirituali, nonché la sede dell’anima. Le anime sono in comunicazione tra loro: parlano in una lingua simile al tedesco arcaico, mentre Dio subisce la forza attrattiva di alcuni uomini, tanto da rischiare in questi casi di perdere la sua sopravvivenza.

Tra tutti questi deliri Freud si concentrò su due in particolare: Schreber sosteneva di essere coinvolto in un processo di trasformazione da uomo in donna e di aver subito molestie sessuali dal suo medico, il Dr. Flechsig.

Per Freud l’omosessualità rimossa era la causa della malattia paranoide di Schreber. Secondo l’interpretazione psicoanalitica, primo oggetto d’amore del magistrato era stato il padre, poi lo psichiatra, in seguito Dio. Freud spiegò che nell’omosessualità rimossa la frase “io lo amo” poteva essere negata in diversi modi, ciascuno capace di originare un delirio (di persecuzione, di gelosia, di erotomania, di grandezza). La frase negata “io lo amo” veniva sostituita dalla frase “io non lo amo, io lo odio, perché egli mi odia e mi perseguita”: alla base dei deliri di persecuzione vi sarebbe dunque il meccanismo di difesa della “proiezione“.

Questa audace incursione freudiana nel campo degli oscuri processi della follia fu poi molto discussa nella letteratura psichiatrica posteriore.

Dott.ssa Giuliana Proietti

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Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona Civitanova Marche, Fabriano
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
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● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

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