La disfunzione erettile: un problema di coppia
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La disfunzione erettile: un problema di coppia

La disfunzione erettile: un problema di coppia


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Anche se la disfunzione erettile (DE) si manifesta nel corpo di una sola persona, le sue conseguenze si riflettono spesso su entrambi i partner. Si tratta di un problema che può coinvolgere la relazione nel suo complesso, influenzando l’intimità, la comunicazione e il benessere emotivo di entrambi. Cerchiamo di saperne di più.

Cosa si intende per Disfunzione Erettile?

Per disfunzione erettile (DE) si intende l’incapacità dell’uomo di ottenere o mantenere un’erezione del pene sufficiente per un rapporto sessuale soddisfacente per entrambi i partners.

Quanto è diffusa?

E’ la causa più frequente di richiesta andrologica dopo i 50 anni.

Quali sono le tipologie di DE?

Ce ne sono di tre tipi: organica, psicogena e mista.

– Organica

  • Arteriogenica. Le arterie cavernose presentano una condizione patologica che non ne permette la vasodilatazione;
  • Venogenica. I meccanismi della veno-occlusione non sono efficaci;
  • Neurogenica. A causa di patologie neurologiche coinvolgenti sia il sistema nervoso centrale (sclerosi multipla, Parkinson, lesioni midollari), sia il sistema nervoso periferico (soggetti diabetici con problemi al SNA);
  • Ormonale. In caso di squilirbi ormonali (iperprolattinemia, ipogonadismo, distiroidismi);
  • Iatrogena/post-traumatica. Si verifica dopo interventi demolitivi oncologici sulla pelvi (prostata, vescica, retto) o eventi traumatici sul bacino, pelvi-perineo;
  • Altre. Utilizzo di farmaci lesivi della funzione erettile, abuso di sostanze.

– Psicogena

Consegue a una inibizione centrale senza un danno organico evidenziabile.

– Mista

Si osserva quando un paziente presenta dei fattori organici, complicati da elevati livelli di ansia prestazionale.


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Quanto è importante, sul piano psicologico, una disfunzione erettile nell’uomo?

E’ un evento che diventa importante quando si ripete con una certa frequenza, perché può indurre sia disturbi emotivi che di relazione, con riduzione dell’autostima e un rafforzamento dei problemi disfunzionali.

Sul piano psicologico, l’uomo anziano si adatta facilmente alla D.E.?

Non molto. Si stima infatti che fino al 70% degli uomini fino a sessanta anni di età abbiano rapporti sessuali con cadenza almeno settimanale. Il 59% degli uomini fra i 50 e gli ottanta anni ritiene il sesso fondamentale per una vita pienamente soddisfacente. L’attività sessuale risulta correlata con la sensazione di benessere psico-fisico dell’individuo a qualsiasi età.

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Quali sono i fattori organici di rischio della disfunzione erettile?

Tra i più significativi si registrano:

  • Età. Nella popolazione anziana è presente più frequentemente erezione ritardata, diminuzione della rigidità e della sensibilità peniena, aumento del tempo refrattario, minore frequenza di erezioni notturne, diminuzione della forza nell’eiaculazione e diminuzione del volume dell’eiaculato.
  • Fumo di sigaretta. Correla con un minor numero di erezioni notturne, minore rigidità del pene, promuove la DE arteriogenica. Dipende sia dalla durata del tabagismo, sia dal numero di sigarette/giorno.
  • Stile di vita. Ciclismo (traumatismo ripetuto al nervo putendo), consumo di alcol (diminuiscono i livelli di testosterone), abuso di sostanze (metadone, eroina, cocaina)
  • Comorbilità. Diabete (diminuiscono: erezioni notturne, tempo di tumescenza, rigidità peniena), ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolaricoronaropatie, disordini epatici, insufficienza renale cronica.
  • Obesità. Aumento del rischio di sviluppo di aterosclerosi.
  • Disfunzioni ormonali. Ipertiroidismo, ipotiroidismo, iperprolattinemia, ipogonadismo.
  • Farmaci. Anti-ipertensivi, psicofarmaci, antiblastici, anticolinergici, cimetidina, finasteride e dutasteride, ormoni antiandrogeni.
  • Patologie neurologiche. Disturbi al SNC, morbo di Alzheimer, Parkinson, sclerosi multipla.
  • Condizioni iatrogene e/o post-traumatiche. Prostatectomia, cistectomia radicale, TURP, chirurgia vascolare, radioterapia pelvica, traumi pelvici.

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Autori: Dr. Giuliana Proietti - Dr. Walter La Gatta
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Quali sono le cause psicogene della DE?

Soprattutto problemi di ansia e depressione, oltre che problemi relazionali.

L’invecchiamento comporta sempre la disfunzione erettile?

L’invecchiamento in se stesso non causa la disfunzione erettile, anche se certamente comporta cambiamenti di tipo fisiologico: molti uomini hanno bisogno di maggiore stimolazione del pene, l’erezione diventa meno rigida e qualunque distrazione può comportare la perdita dell’erezione, spesso difficile da raggiungere nuovamente.

Quali sono i criteri diagnostici per la DE?

In primis occorre dire che spesso il deficit erettile può essere spia di altre patologie fino a quel momento misconosciute. Nella parte medica occorre dunque occorre anzitutto una anamnesi approfondita (patologica remota e prossima, familiare, farmacologica, sessuale), un accurato esame obiettivo dei genitali e della prostata, misurazione della PAO, vlutazione dei polsi periferici, eventuale determinazione della glicemia capillare. Si passa dunque agli esami ematochimici e allo screening ormonale, eventuale elettrocardiogramma.

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Quale è la terapia medica per la DE?

Grazie all’introduzione di nuovi farmaci e al miglioramento delle tecniche chirurgiche, il medico è in gradi di offrire diverse opzioni terapeutiche: terapia orale, farmacoerezione intracavernosa, vacuum device, terapia chirurgica.

Quali sono i farmaci per la terapia orale?

I farmaci approvati per il trattamento orale della DE appartengono alla classe degli inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5 (PDE5-i). I principali principi attivi sono:

  • Sildenafil (Viagra )è un “condizionatore” dell’erezione, inibitore selettivo della fosfodiesterasi di tipo 5. Nell’organismo umano sono presenti diversi tipi di fosfodiesterasi: la 5 è quella del corpo cavernoso. Il Sildenafil, inibendo la fosfodiesterasi 5, promuove la permanenza del cGMP per un periodo di tempo più lungo, favorendo di conseguenza l’erezione. Questo farmaco è efficace nel 70-75% dei casi, ma è sempre ovviamente necessaria una stimolazione sessuale perché si abbia un risultato in termini di erezione. I rapporti sessuali vanno programmati.

  • Tadalafil (Cialis) Appartiene alla categoria di farmaci inibitori della 5PDE. IL meccanismo d’azione è sostanzialmente lo stesso del Sildenafil, ma in questo caso il farmaco rimane attivo nell’organismo fino a 36 ore dall’assunzione, per cui è sufficiente assumerlo 2-3 volte alla settimana per poter avere rapporti sessuali senza doverli programmare.

  • Vardenafil (Levitra, Vivanza) Simile al Sildenafil per quanto riguarda l’emivita (6-10 ore), ma ha il vantaggio di dare meno effetti collaterali.

  • Avanafil (Spedra) Permette un rapidissimo onset di azione e ha una durata intermedia fra Sildenafil/Vardenafil/Tadalafil. Si utilizza spesso on demand.

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In cosa consiste la farmacoiniezione introcavernosa?

Si pratica su pazienti che non rispondono alla terapia orale. Si tratta di una iniezione all’interno dei corpi cavernosi di sostanze di azione vasodilatatoria. Dopo circa 10 minuti dall’iniezione del farmaco vasodilatatore il paziente manifesta l’erezione, indipendentemente da altri stimoli eccitatori, a meno che non vi sia un grave problema vascolare. Può essere utilizzata al bisogno tramite autosomministrazione.

Cosa è il vacuum device?

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E’ un dispositivo costituito da un cilindro cavo al cui interno, una volta introdotto il pene, viene creata una pressione negativa mediante un meccanismo di aspirazione. Tale fenomeno favorisce un progressivo iperafflusso di sangue all’interno dei corpi cavernosi, permettendo il raggiungimento dell’erezione.. L’erezione viene poi mantenuta posizionando un anello costrittore in lattice alla base del pene. Questo dispositivo è molto usato negli USA, meno in Europa, per la sua macchinosità.

In cosa consiste la terapia chirurgica?

Consiste nell’utilizzo di protesi peniene. Queste possono essere non idrauliche o idrauliche. Le prime sono costituite da cilindri semirigidi formati da un’anima metallica malleabile rivestita di silicone. Essi vengono applicati nei corpi cavernosi e garantiscono uno stato di erezione tale da permettere la penetrazione. Il pene, in questo caso, rimane costantemente eretto, la durata dell’impianto è di lungo termine.

Le protesi idrauliche tricomponenti sono composte da un serbatoio preriempito con soluzione fisiologica che viene inserito nello scavo pelvico in sede paravescicale. All’interno dei corpi cavernosi vengono posizionati due cilindri gonfiabili, nel tessuto sottocutaneo scrotale viene posto un meccanismo di attivazione/disattivazione rappresentato da una micropompa e da un pulsante.

Quando il paziente desidera avere un rapporto sessuale attiva la micropompa scrotale e il liquido del serbatoio intra-addominale passa nei cilindri protesici, posti a livello di ciascun corpo cavernoso, creando una erezione “idraulica”. Le protesi peniene hanno percentuali di soddisfazione molto elevata (>85%), specialmente se viene coinvolta la partner nel processo terapeutico.

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In che modo la DE può influire sulla relazione di coppia?

Può generare frustrazione, insicurezza, senso di rifiuto o distanza emotiva. Chi ne soffre può sentirsi inadeguato o colpevole, mentre il/la partner può provare confusione, tristezza o la sensazione di non essere più desiderato/a. Questi vissuti, se non affrontati, possono alimentare silenzi, incomprensioni e un circolo vizioso che peggiora la situazione.

È normale che il/la partner si senta coinvolto/a emotivamente?

Assolutamente sì. La sessualità è una dimensione condivisa e la sua alterazione può avere un impatto emotivo su entrambi. È importante riconoscere questi vissuti senza colpevolizzarsi né colpevolizzare. Il coinvolgimento emotivo del/la partner è legittimo e spesso riflette il desiderio di mantenere la connessione affettiva e sessuale.

La coppia può contribuire al superamento del problema?

Sì. Affrontare insieme la difficoltà può rafforzare l’alleanza nella coppia. Parlare apertamente del problema, senza giudizi, e cercare insieme un aiuto professionale, può ridurre la pressione individuale e aumentare la probabilità di superare la disfunzione.

Qual è il ruolo della comunicazione nella gestione della DE?

La comunicazione è centrale. Esprimere i propri vissuti, ascoltare quelli dell’altro/a e riconoscere i limiti senza vergogna o aggressività può prevenire incomprensioni e ridurre lo stress. Una comunicazione empatica e non colpevolizzante crea un terreno favorevole alla cooperazione e al supporto reciproco.

Cosa si intende per approccio terapeutico di coppia alla disfunzione erettile?

Si tratta di un percorso psicologico in cui entrambi i partner sono coinvolti, anche se non necessariamente in ogni seduta. L’obiettivo è esplorare insieme i fattori relazionali, emotivi e sessuali che contribuiscono alla disfunzione, e costruire nuove modalità di intimità e connessione. A volte, questo percorso si affianca a un trattamento medico o farmacologico.

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In cosa consiste, nel concreto, la terapia psico-sessuologica della disfunzione erettile?

Quando il paziente con DE arriva all’esame dello psico-sessuologo è necessario anzitutto indagare la qualità del rapporto di coppia. Ad esempio, può essere utile sapere se vi è desiderio sessuale da parte dell’uomo nei confronti della partner e se la partner presenta, a sua volta, disfunzioni sessuali.

Sul piano della relazione è importante sapere se vi sono conflitti: i partners infatti spesso trasferiscono i loro conflitti della quotidianità sulla vita sessuale. Possono dunque esservi tensioni a causa di tradimenti, realizzati o semplicemente sospettati, sensi di colpa, ansia da prestazione, errate credenze sulla sessualità, esperienze sessuali vissute in modo traumatico, stati depressivi, mancanza di autostima, ecc.

Il messaggio principale da consegnare al paziente con DE è che lui sta avendo un problema di erezione, ma che non per questo deve considerarsi “impotente”, o sentirsi diminuito, come persona e come uomo. Sebbene l’erezione sia una importante variabile per definire la sessualità maschile e la virilità, è importante che il paziente e la sua partner comprendano che quella non è la sola variabile da prendere in considerazione. Si può infatti avere una vita sessuale abbastanza soddisfacente anche in assenza di una piena funzionalità erettile.

È possibile vivere una sessualità soddisfacente anche durante la DE?

Sì. La sessualità non si esaurisce nell’erezione o nella penetrazione. Molte coppie scoprono nuove modalità di intimità e piacere, sviluppando una sessualità più creativa, meno centrata sulla performance e più orientata alla connessione reciproca.

Esistono fattori relazionali che possono contribuire all’insorgenza della DE?

Sì. Conflitti irrisolti, mancanza di comunicazione, crisi di coppia o difficoltà nel desiderio reciproco possono contribuire a innescare o mantenere la disfunzione. In questi casi, affrontare il problema solo da un punto di vista medico può risultare insufficiente.

La DE può essere un segnale di altro nella relazione?

Talvolta sì. Può emergere in momenti di cambiamento, stress, crisi individuali o di coppia. Può rappresentare una “voce del corpo” che esprime un disagio più profondo o un bisogno di rinegoziare i codici della sessualità nella relazione.

Cosa si può fare, concretamente, come coppia?

  • Parlare del problema, senza accusare né minimizzare.

  • Evitare il silenzio o l’evitamento dell’intimità.

  • Spostare l’attenzione dalla performance al piacere condiviso, favorendo la complicità.
  • Riconoscere che affrontare insieme un momento di vulnerabilità può rafforzare il legame.

  • Consultare un/a sessuologo/a 

Dr. Giuliana Proietti

Intervento del 14-09-2024 su Sessualità e Terza Età
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Dr. Giuliana Proietti Psicoterapeuta Sessuologa TERAPIE INDIVIDUALI E DI COPPIA ONLINE La Dottoressa Giuliana Proietti, Psicoterapeuta Sessuologa di Ancona, ha una vasta esperienza pluriennale nel trattamento di singoli e coppie. Lavora prevalentemente online. In presenza riceve a Ancona Fabriano Civitanova Marche e Terni.

  • Delegata del Centro Italiano di Sessuologia per la Regione Umbria
  • Membro del Comitato Scientifico della Federazione Italiana di Sessuologia.
Oltre al lavoro clinico, ha dedicato la sua carriera professionale alla divulgazione del sapere psicologico e sessuologico nei diversi siti che cura online, nei libri pubblicati, e nelle iniziative pubbliche che organizza e a cui partecipa. Per appuntamenti: 347 0375949 (anche whatsapp) mail: g.proietti@psicolinea.it Visita anche: www.giulianaproietti.it Pagina Facebook Profilo Facebook Instagram

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