Freud vita e morte
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Teoria della Libido

Jung  non era d’accordo con Freud riguardo al ruolo della sessualità. Credeva che la libido non fosse solo energia sessuale, ma piuttosto energia psichica generalizzata. Per Jung lo scopo dell’energia psichica era motivare l’individuo in molti modi: a livello spirituale, intellettuale e creativo. La libido per Jung  è anche la fonte della motivazione dell’individuo nella ricerca del piacere e nel ridurre i conflitti. Dice Jung: “Ciò che Freud ci dice sugli istinti sessuali dell’adulto e del fanciullo, sul conflitto che ne consegue con il “principio della realtà”, sull’incesto e su simili cose, può essere preso come la piú giusta espressione della sua psicologia personale. Egli ha dato forma adeguata a quanto ha osservato in se stesso”.

Teoria dell’Inconscio
Come Freud (ed Erikson), Jung considerava la psiche come composta da un numero di sistemi separati ma interagenti. I tre principali erano l’Io, l’inconscio personale e l’inconscio collettivo.

Secondo Jung, l’Io rappresenta la mente cosciente in quanto comprende i pensieri, i ricordi e le emozioni di cui una persona è consapevole. Esso è in gran parte responsabile dei sentimenti di identità e continuità. Come Freud, Jung (1921, 1933) ha sottolineato l’importanza dell’inconscio in relazione alla personalità. Ritiene tuttavia che esso si componga di due strati.

Il primo strato  è chiamato inconscio personale ed è essenzialmente uguale alla versione dell’inconscio di Freud. L’inconscio personale contiene informazioni dimenticate della temporalità e anche ricordi rimossi. Jung (1933) delineava un’importante caratteristica dell’inconscio personale chiamata complessi. Un complesso è una raccolta di pensieri, sentimenti, atteggiamenti e ricordi incentrati su un singolo concetto.

Più elementi sono collegati al complesso, maggiore è la sua influenza sull’individuo.
Jung credeva inoltre che l’inconscio personale fosse molto più vicino alla superficie di quanto Freud pensasse e per questo la terapia junghiana si preoccupa relativamente delle esperienze represse dell’infanzia. È il presente e il futuro, che a suo avviso sono le chiavi per l’analisi della nevrosi e per il suo trattamento.

Però, la differenza più importante tra Jung e Freud è di gran lunga la nozione di inconscio collettivo (o transpersonale) di Jung. Questo è il suo contributo più originale e controverso alla teoria della personalità.
Si tratta di un inconscio condiviso con altri membri della specie umana; esso comprende memorie latenti dal nostro passato ancestrale ed evolutivo. “La forma del mondo in cui nasce è già innata in lui, come un’immagine virtuale” (Jung, 1953, p 188).

Secondo Jung, la mente umana ha caratteristiche innate “impresse” su di essa come risultato dell’evoluzione. Queste predisposizioni universali derivano dal nostro passato ancestrale. La paura dell’oscurità o dei serpenti o dei ragni potrebbe esserne un esempio. Tuttavia più importanti delle tendenze isolate sono quegli aspetti dell’inconscio collettivo che si sono sviluppati in sottosistemi separati della personalità. Jung chiamava archetipi queste memorie e immagini ancestrali.

Gli archetipi (Jung, 1947) sono immagini e pensieri che hanno significati universali attraverso le culture e possono essere mostrati nei sogni, nella letteratura, nell’arte o nella religione.

Jung crede che i simboli di diverse culture siano spesso molto simili perché sono emersi dagli archetipi condivisi dall’intera razza umana. Per Jung, il nostro passato primitivo diventa la base della psiche umana, che
dirige e influenza il comportamento attuale. Jung ha affermato di aver identificato un gran numero di archetipi ma ha prestato particolare attenzione a quattro:

La “persona” (o maschera) è il volto esteriore che presentiamo al mondo. Nasconde il nostro sé reale e Jung lo descrive come l’archetipo della “conformità”. Questo è il volto o il ruolo pubblico che una persona presenta agli altri come qualcuno diverso da quello che siamo realmente (come un attore).

L’anima / animus. E’ l’immagine speculare del nostro sesso biologico, cioè il lato femminile inconscio nei maschi e le tendenze maschili nelle donne. Ogni sesso manifesta atteggiamenti e comportamenti dell’altro sesso, in virtù di tanti secoli di convivenza. La psiche di una donna contiene aspetti maschili (l’archetipo dell’animus), e la psiche di un uomo contiene aspetti femminili (l’archetipo dell’anima).

L’ombra. Questo è il lato animale della nostra personalità (come l’Es di Freud). È la fonte delle nostre energie creative e distruttive. In linea con la teoria evolutiva, gli archetipi di Jung riflettono le predisposizioni che un tempo avevano un valore di sopravvivenza.

Il Sé fornisce un senso di unità nell’esperienza. Per Jung, lo scopo ultimo di ogni individuo è quello di raggiungere uno stato di individualità e in questo senso, Jung si muove con un orientamento più umanista.
Questa era certamente la credenza di Jung e nel suo libro “Presente e Futuro” sosteneva che molti dei problemi della vita moderna sono causati dalla “progressiva alienazione dell’uomo dal suo fondamento istintivo”. Un aspetto di questo è il suo punto di vista sul significato dell’anima e dell’animus.

Jung sostiene che questi archetipi sono prodotti dell’esperienza collettiva di uomini e donne che vivono insieme. Tuttavia, nella moderna civiltà occidentale gli uomini sono scoraggiati dal vivere il loro lato femminile e le donne dall’esprimere tendenze maschili. Per Jung, il risultato è stato che il pieno sviluppo psicologico di entrambi i sessi è stato compromesso. Insieme alla prevalente cultura patriarcale della civiltà occidentale ciò ha portato alla svalutazione delle qualità femminili e alla predominanza della persona (la maschera), che ha innalzato la mancanza di sincerità a uno stile di vita che la maggior parte delle persone non prende neanche in esame.

Le idee di Jung non sono così popolari come quelle di Freud. Questo potrebbe essere perché  le sue idee erano un po’ più mistiche e oscure, e meno chiaramente spiegate. Nel complesso, la psicologia moderna non ha guardato la teoria degli archetipi di Jung con benevolenza. Ernest Jones (il biografo di Freud) racconta che Jung “è disceso in una pseudo-filosofia dalla quale non è mai emerso” e per molte sue idee assomiglia più alla speculazione mistica New Age che a un contributo scientifico alla psicologia.

Però, mentre la ricerca di Jung su antichi miti e leggende, il suo interesse per l’astrologia e  la religione orientale può essere visto in quella luce, si potrebbe pensare che, in linea con la teoria evolutiva,  gli archetipi di Jung riflettano le predisposizioni che un tempo avevano un valore di sopravvivenza.

Il lavoro di Jung ha anche contribuito alla psicologia dominante in almeno un importante aspetto. Jung fu il primo a distinguere i due principali atteggiamenti o orientamenti della personalità: l’estroversione e l’introversione. Ha inoltre identificato quattro funzioni di base (pensare, sentire, percepire e intuire) che producono a loro volta otto tipi di personalità.

Pertanto, oltre ad essere un’icona culturale per generazioni di studenti di psicologia, Jung ha proposto idee importanti per lo sviluppo della moderna teoria della personalità.

Fonte:
Jung, Simply Psichology

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Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

Scrive in un Blog sull'Huffington Post


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