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Mathilde FreudA sinistra: Mathilde Freud

Freud, nei suoi primi anni di professione privata, cercò di avvalersi, oltre che dell’ipnosi, anche di altre medicine, che oggi definiremmo ‘alternative’: l’idroterapia e l’elettroterapia.

La storia dell’idroterapia (bagni e docce di acqua calda e fredda), è strettamente legata a quella di un parroco bavarese vissuto dal 1826 al 1897.
Il giovane seminarista Sebastian Kneipp contrasse una tubercolosi che l’avrebbe portato, secondo la diagnosi di tutti i medici consultati, a morte sicura. Si mise così alla ricerca di testi antichi per trovare una cura alla sua malattia e scoprì l’esistenza di una tradizione millenaria, presente in quasi tutte le culture e popolazioni, che consisteva nel curarsi con l’acqua. Sperimentata questa forma di cura e guarito dalla sua malattia, Kneipp studiò le varie possibilità per utilizzare al meglio la tecnica idroterapica. A lui si deve la scoperta del ‘principio degli stimoli’: più lo stimolo è blando, più è efficace,s oprattutto nelle persone di costituzione delicata. Per tutta la vita il parroco Kneipp si impegnò a lenire le ferite dell’anima e del corpo delle molte migliaia di persone che si rivolgevano a lui per ricevere un consiglio. Le applicazioni idroterapiche da lui tramandate sono circa 160, accompagnate da numerosi consigli dietetici e fitoterapici.

L’elettroterapia (da non confondersi con l’elettroshock), era un’altra cura molto utilizzata a metà dell’ottocento: gli studi sull’elettricità venivano utilizzati anche in campo medico, specialmente per la cura dei reumatismi. In questa materia eccellevano gli italiani (vedi Manuale teorico pratico di Elettroterapia – Plinio Schivardi 1864. Lo stesso Meucci scoprì il funzionamento del telefono mentre stava praticando una seduta di elettroterapia)

Queste due forme di terapia però non gli sembrarono efficaci e presto le abbandonò.

Ben presto Freud riprese i contatti, anche professionali, con Joseph Breuer, con cui era legato da un’ antica amicizia. Nasce intanto la prima figlia di Freud, Mathilde, il cui nome le viene dato in onore della moglie dell’amico Breuer, Mathilde.

Fonti: Lifegate
Ellenberger, La scoperta dell’inconscio, Boringhieri

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

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● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

Scrive in un Blog sull’Huffington Post


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