Il Determinismo Psichico in Freud

Il determinismo psichico in Freud

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Freudiana

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Quali situazioni mostrano la presenza di un determinismo psichico?

Ad esempio i lapsus linguae, le dimenticanze, gli atti mancati, o qualsiasi altra associazione che abbia un significato psicologico. Lo psicoanalista analizza questo materiale alla ricerca di indizi che rivelino connessioni inconsce.

Dove viene citato questo concetto?

Nel 1901 Sigmund Freud pubblicò La psicopatologia della vita quotidiana in cui descrisse l’importanza di dettagli considerati generalmente banali o trascurabili.

Fu in questo lavoro che Freud iniziò a usare il termine “Fehlleistungen” per riferirsi a lapsus linguistici apparentemente non intenzionali. Freud ha interpretato questi atti come il risultato di desideri o impulsi inconsci.

Freud è infatti convinto che vi sia una ‘lacunosità nella serie degli atti coscienti’, per cui ‘lo psichico è in sé inconscio’: questi due concetti poggiano su un presupposto deterministico operante nella scienza naturale, ovvero che il reale esiste sempre e soltanto in nessi causali rigorosi e senza lacune.

Ne L’inconscio, in Metapsicologia, Freud scrive:

“L’ipotesi (dell’inconscio) è necessaria perché i dati della coscienza sono molto lacunosi; nei sani non meno che nei malati si verificano spesso atti psichici che possono essere spiegati solo presupponendo altri atti che non sono invece testimoniati dalla coscienza (…).

Tutti questi atti coscienti restano slegati e incomprensibili se ci ostiniamo a pretendere che ogni atto psichico che compare in noi debba essere sperimentato dalla nostra coscienza; mentre si organizzano in una connessione ostensibile se li interpoliamo con gli atti inconsci di cui abbiamo ammesso l’esistenza.

Ma guadagnare in significato e in connessione è una ragion perfettamente legittima per andare al di là dell’esperienza immediata. Se poi risulterà altresì che l’ipotesi dell’inconscio ci consente di costruire un efficace procedimento con cui influenzare utilmente il decorso dei processi consci, tale successo costituirà un’inoppuganibile testimonianza della validità di quel che abbiamo assunto”

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In quali altri casi si fa riferimento al determinismo psichico in psicoanalisi?

Il determinismo psichico è una caratteristica estremamente importante nella libera associazione, metodo che porta i pazienti  a dichiarare ciò che viene loro in mente durante la sessione di terapia, senza censurarsi. Nell’analisi, lo psicoanalista cerca di determinarne la causa sottostante, che nella dottrina freudiana riguarda un impulso inconscio.

Jung accettò questo concetto di determinismo psichico?

No. Jung fu nettamente contrario. Nella prefazione ai Collected Papers on Analytical Psychology 1916-17 Jung scrive:

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Non dobbiamo mai perdere di vista il fatto che la causa è un modo di vedere. Essa afferma il rapporto necessario e costante della serie di eventi a-b-c-d-z.

Ma anche la finalità è un modo di vedere. Giustificato sul piano puramente empirico dal fatto che esistono una serie di eventi il cui nesso causale è si evidente, ma il cui significato diviene comprensibile solo attraverso l’effetto finale (…).

Se vogliamo lavorare veramente da psicologi, allora dobbiamo conoscere il ‘senso’ dei fenomeni psichici. E per questo (…) è assolutamente impossibile considerare la psiche in senso ‘solo causale’, dobbiamo considerarla anche in ‘senso finale’.

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Oggi la concezione deterministica della psiche è ancora un concetto valido?

Oggi la concezione deterministica della psiche è mantenuta da quanti intendono portare la psicoanalisi al livello metodologico delle scienze esatte, mentre è abbandonata da quanti hanno spostato la comprensione dei fenomeni psichici dal piano della causa a quello del significato.

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Bibliografia

AAVV Enciclopedia della Filosofia, Garzanti
Galimberti, Dizionario di psicologia, De Agostini
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