Caso Elisabeth von R,
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Caso Elisabeth Von R. Studi sull’isteria

Breuer aveva scritto, negli Studi sull’isteria: “Quanto più abbiamo continuato ad occuparci di questo fenomeno -isterico- tanto più sicura è divenuta la nostra convinzione che quella scissione della coscienza… esiste in stato rudimentale in ogni isteria, e che la tendenza a tale dissociazione e quindi al manifestarsi di stati anormali della coscienza, che chiameremo congiuntamente ‘ipnoidi’ è il fenomeno basilare di tali nevrosi’.

Era infatti opinione di Breuer che le esperienze traumatiche avessero luogo in un momento in cui il paziente era in uno di questi stadi ipnotici dissociati, che dissociavano la stessa esperienza traumatica e spezzavano i suoi legami associativi con il resto dell’attività conscia: il contenuto di questo segmento dissociato non era accessibile all’introspezione conscia.

Detto in altre parole, Breuer riteneva che i ricordi inconsci fossero esclusi dalla parte conscia della psiche come una stanza chiusa e isolata, nella casa della psiche: tutto ciò che bisognava fare era aprire la porta che separava la camera chiusa ed essa sarebbe stata comunicante con il resto della casa. Ristabilendo i legami associativi, i ricordi perduti sarebbero stati richiamati alla mente.

Sembra che Freud avesse accettato l’ipotesi degli stati ipnoidi di Breuer con qualche riserva.

Il caso di Elisabeth von R. segnò, per Freud, il definitivo abbandono delle tesi di Breuer e dell’ipnosi, con un cambiamento radicale della sua tecnica. Trattando Elisabeth, Freud arrivò ad una ben definita formulazione del concetto di difesa. Le associazioni della paziente, in risposta alla tecnica della pressione delle mani esercitata su di lei, chiarì molto bene che alla radice del problema vi era il conflitto fra i suoi impulsi sessuali ed i suoi timori morali. L’ipotesi dello stato ipnoide non era più sufficiente per giustificare la malattia.

Così Freud faceva dei passi avanti verso la nozione fondamentale di conflitto e verso il bisogno di difesa dai pensieri e desideri ripugnanti, significato di fondo dell’isteria.

Il passaggio dall’ipotesi degli stati ipnoidi all’ipotesi difensiva fu molto importante: per Freud lo stato dissociato non era prodotto da uno stato ipnoide, ma da un’attività della psiche. La scissione della parte inconscia della psiche era dovuta ad un conflitto intrapsichico ed era basata su un processo psichico attivo e difensivo.

Tornando all’analogia della casa, per Freud non si trattava tanto di aprire la porta: la porta era stata chiusa per misura difensiva e poteva essere aperta nonostante la continua difesa del paziente: si doveva affrontare una forza attiva, che teneva la porta chiusa, e tanto più si cercava di aprire questa porta, tanto maggiore era la forza esercitata dalla psiche del paziente per mantenerla chiusa; più si cercava di ricordare l’esperienza traumatica, ossia di aprire la porta a forza, più ci si imbatteva in un ostacolo, una resistenza.

“Fräulein Elisabeth von R.” è lo pseudonimo che Freud dette a Ilona Weiss, una ragazza di origine ungherese: questo caso è descritto negli Studi sull’isteria (1895). Freud trattò Elisabeth dall’autunno 1892 al Luglio 1893. Elisabeth era la terzogenita di una famiglia benestante ed aveva 24 anni quando andò a farsi curare da Freud per dei dolori alle gambe e difficoltà a camminare, problemi che la affligevano da due anni. Freud confermò la diagnosi di isteria che le era stata già fatta: “Se si premeva o pizzicava la sua pelle iperalgesica ed i muscoli delle gambe, la sua faccia assumeva un’espressione peculiare, che era di piacere più che di dolore. Gridava – e non ho potuto evitare di pensare che era come se la ragazza provasse una voluttuosa sensazione di solletico. Il viso le si arrossava, tirava indietro la testa, chiudeva gli occhi e piegava il corpo all’indietro” (1895 Studi sull’isteria – n.b. Trad. non ufficiale).

Dopo un iniziale periodo di quattro settimane durante il quale Freud le aveva prescritto la elettroterapia, passarono al metodo catartico che “risultò, comunque essere tra i più difficili che avessi mai intrapreso” (1895 Studi sull’isteria n.b. Trad. non ufficiale). Resistendo all’ipnosi, la paziente chiudeva gli occhi, ma poteva muoversi, aprire gli occhi, sedersi. Freud passò allora alla ‘concentrazione tecnica’, la stessa che usava con un’altra paziente di quel tempo, Lucy R.

Freud si convinse che la ragazza nascondeva un segreto. La sua storia familiare era caratterizzata dalla malattia cardiaca e dalla morte del padre, che la ragazza adorava. La malattia alle gambe le era venuta mentre curava il padre malato, sebbene non se ne fosse resa conto fino a due anni dopo la sua morte. In seguito le era morta una sorella incinta, che soffriva ugualmente di problemi di cuore. La ragazza, per seguire la sorella malata era entrata in contatto col cognato, con il quale aveva anche litigato violentemente. La ragazza ripeteva a Freud che le confessioni che gli faceva durante la terapia non la facevano sentire meglio ed aveva nei confronti dello psicanalista un atteggiamento di sfida.

Nella primavera del 1893 il cognato venne a prendere Elisabeth nello studio di Freud e così lo psicoanalista poté intuire finalmente il ‘segreto’ della ragazza: era innamorata del cognato.
Freud ne parlò direttamente con la paziente, che inizialmente negava (e poi infine ammise) e poi con la madre di lei, che invece confermò questo sospetto. Il trattamento si concluse nel Luglio 1893 con una grande rabbia da parte di Elisabeth nei confronti di Freud, che aveva tradito il suo segreto.

Elisabeth von R., secondo le rivelazioni successive di sua figlia, descrisse Freud come uno specialista di nalattie mentali, giovane e con la barba, che aveva tentato di persuaderla di essere innamorata di suo cognato, anche se le cose non stavano in realtà così. Per il resto, sostenne la figlia di Elisabeth von R., la storia raccontata da Freud negli Studi sull’isteria sulla famiglia della paziente era sostanzialmente corretta.
Elisabeth, stando al racconto della figlia, si sposò ed ebbe un matrimonio felice.

Bibliografia citata nel testo consultato:

Ellenberger, Henri F. (1970). The discovery of the unconscious: The history and evolution of dynamic psychiatry. New York: Basic Books.
Freud, Sigmund. (1950a ). Extracts from the Fliess papers. SE, 1: 173-280.
Freud, Sigmund, and Breuer, Josef. (1895d). Studies on hysteria. SE, 2: 48-106.
Gay, Peter. (1988). Freud: A life for our time. London-Melbourne: Dent.

Fonte web: Answers.com
Psychoanalysis information about Case of Elisabeth von R.International Dictionary of Psychoanalysis.

Testo consultato:

Zetzel Elizabeth e Meissner W.W., Psichiatria psicoanalitica, Boringhieri

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

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Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

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