conferenza
Share Button

Prima Conferenza sulla Psicoanalisi. In Freudiana puoi trovare le cinque conferenze

(Sopra: Worcester, 1909. In prima fila riconosciamo William James, terzo da sinistra e Jung e Freud, rispettivamente terzo e quarto da destra)

Le cinque conferenze che Freud fu invitato a tenere a Worcester, presso la Clark University erano fissate per le ore 11 di ogni giorno, per cinque giorni consecutivi, dal martedì al sabato. Freud aveva pensato di prepararsele sul piroscafo, ma la mattina del 6 Settembre 1909, giorno della prima conferenza, non aveva ancora nulla di pronto.

Sapeva però con chiarezza che avrebbe offerto agli americani una specie di compendio della psicoanalisi: così non gli restava che dividere la materia in cinque parti e presentarne una al giorno. Freud oltre tutto doveva parlare in tedesco: la lingua non costituiva un grosso ostacolo, perché fra gli ascoltatori si trovavano molti dei più accreditati accademici americani, che avevano trascorso lunghi periodi in Europa. Inoltre, non era solito seguire delle tracce scritte.

Nelle cinque conferenze egli delineò dunque la base di tutta la psicoanalisi, esponendo con rigore didascalico i concetti e i termini fondamentali. Ne diamo qui una breve sintesi, con qualche commento.

La prima conferenza si aprì con queste parole:

Signore e signori, è per me un’esperienza nuova, direi quasi imbarazzante, tenere una conferenza davanti a un pubblico di studiosi del Nuovo Mondo. Credo di dovere tale onore al fatto che il mio nome è associato al tema della psicoanalisi e, di conseguenza, è della psicoanalisi che vi parlerò. Cercherò, dunque, di darvi in forma succinta un panorama storico delle origini e dei successivi sviluppi di questo nuovo metodo di ricerca e di cura. Posto che sia un merito l’aver creato la psicoanalisi, questo merito non è mio. Io ero solo uno studente, tutto preso a superare gli ultimi esami, quando un altro medico viennese, il dottor Joseph Breuer, applicò per la prima volta questo metodo al caso di una ragazza isterica (1880-1882). Dobbiamo perciò occuparci subito della storia e del trattamento di detto caso, che troverete descritto in dettaglio in Studi sull’isteria, che Breuer e io pubblicammo in un secondo tempo”.

Freud parlò del caso di Anna O. (Bertha Pappenheim), affetta da paralisi e altri disturbi, in netto contrasto con lo stato di salute degli organi interni.

La paziente del dottor Breuer era una ragazza ventunenne di notevole intelligenza che, nel corso della sua malattia durata due anni, aveva presentato una serie di disturbi fisici e mentali, i quali meritavano un’attenta considerazione. Essa soffriva di una grave paralisi con anestesia di entrambi gli arti di destra, che a volte interessava anche quelli del lato sinistro del corpo, di disturbi della motilità oculare, con notevole danno della vista, di difficoltà nella postura del corpo, di forte “tussis nervosa”, di nausea ogni volta che cercava di alimentarsi e, una volta, di incapacità di bere, durata molte settimane, nonostante la sete tormentosa. Anche la sua capacità di linguaggio si era deteriorata, fino ad arrivare all’impossibilità di parlare e di capire la sua lingua madre; infine, la paziente andava soggetta a stati di “assenza”, di confusione, di delirio, di alterazione dell’intera personalità”.

I disturbi di questa paziente, raccontò Freud, erano insorti quando questa doveva prestare assistenza al capezzale del padre malato.

“Si era notato che, quando cadeva nei suoi stati di “assenza” e di confusione psichica, la paziente soleva mormorare tra sé parecchie parole, che sembravano provenire da associazioni che occupavano i suoi pensieri. Una volta afferrate queste parole, il medico mise la paziente in una specie di ipnosi e gliele ripeté in continuazione, in modo da far affiorare tutte le associazioni che potessero avere. La paziente si attenne alle istruzioni e fu in grado di riprodurre le creazioni psichiche che dominavano i suoi pensieri durante le “assenze” e che si tradivano nelle specifiche parole pronunciate. Si trattava di fantasie, di una profonda tristezza, spesso di una bellezza poetica, sogni ad occhi aperti, potremmo definirle, che di solito prendevano lo spunto dalla situazione di una ragazza al capezzale del padre malato. Dopo aver riferito un certo numero di tali fantasie, la paziente era, per così dire, come liberata, e riportata alla sua vita psichica normale. Questo benessere soleva durare parecchie ore, per essere poi seguito, il giorno dopo, da una nuova “assenza” che poteva essere risolta allo stesso modo, col riferire cioè le fantasie più recenti”.

A questo punto Freud parlò della ‘talking cure’, la ‘cura del parlare’ su cui fu costruita la psicoanalisi.

“Non ci si poteva sottrarre alla sensazione che l’alterazione psichica manifestata nell'”assenza” fosse una conseguenza delle eccitazioni provenienti da quelle immagini fantastiche dotate di intensa carica emotiva. La paziente stessa, che in quel periodo della malattia, cosa piuttosto strana, capiva e parlava solo l’inglese, battezzò questo nuovo tipo di trattamento col nome di “talking cure” (cura con le parole) e qualche volta lo chiamava scherzosamente “chimney sweeping” (spazzare il camino). Ben presto il medico venne a scoprire che mediante tale “ripulitura” della psiche, si poteva realizzare qualcosa di più di una temporanea eliminazione dell'”offuscamento” mentale continuamente ricorrente. I sintomi della malattia cioè scomparivano allorché la paziente, sotto ipnosi, riusciva a ricordare in quale circostanza e con quali legami associativi essi si erano manifestati per la prima volta, a patto che venissero espresse le emozioni concomitanti”.

Freud descrisse poi come, in una specie di dormiveglia, la ragazza avesse visto un serpente nero che si allungava vicino al letto dell’ammalato per morderlo: Anna aveva cercato di colpire il serpente, ma si era trovata il braccio paralizzato.

“Una notte essa vegliava nella più grande ansia il malato che era in preda a una febbre altissima, tutta in tensione perché da Vienna doveva arrivare un chirurgo per operarlo. La madre era uscita, e Anna sedeva accanto al letto, col braccio destro penzolante lungo la spalliera della sedia. Cadde così in una ‘rêverie’, e vide un serpente nero come sbucare dalla parete e avvicinarsi al malato per morderlo. (E’ molto probabile che la ragazza avesse visto realmente parecchi serpenti nel prato dietro casa e ne fosse rimasta spaventata, e che queste pregresse esperienze fornissero il materiale per l’allucinazione). Cercò di scacciare la bestia, ma sembrava paralizzata. Il braccio destro, che penzolava dietro la sedia, si era ‘addormentato’ diventando insensibile e paretico, e quando lei lo guardò, le dita si trasformarono in tanti serpentelli con teschi (le unghie). E’ probabile che lei abbia cercato di allontanare il serpente con la mano destra paralizzata, così che l’anestesia e la paralisi dell’arto vennero ad associarsi con l’allucinazione del serpente. Quando questa svanì, essa, in preda all’angoscia, cercò di parlare ma non vi riuscì. Non poteva esprimersi in nessuna lingua, finché non le vennero in mente le parole di una filastrocca inglese e da quel momento poté pensare e parlare solo in quella lingua”.

Il relatore fece poi una generalizzazione, uscendo per un momento dal caso clinico di Anna O., per dire una frase molto importante:

” I nostri pazienti isterici soffrono di reminiscenze. I loro sintomi sono i residui e i simboli mnestici di certe esperienze (traumatiche)”.

Poi Freud dette una definizione dell’inconscio, con queste parole:

“Lo studio dei fenomeni ipnotici ci ha ormai familiarizzati con l’idea, per quanto strano possa apparire a prima vista, che in un unico individuo possono esistere vari raggruppamenti psichici, in grado di mantenersi relativamente indipendenti tra loro, di “ignorarsi” a vicenda, i quali possono provocare una “scissione” della personalità lungo linee da essi fissate.
Casi di questo genere, noti come “doppia personalità” (“doppia coscienza”), qualche volta si manifestano spontaneamente. Ora, se in una tale scissione della personalità la coscienza rimane legata permanentemente a uno dei due stati psichici, quest’ultimo viene denominato “stato psichico conscio”, mentre l’altro prende il nome di stato psichico “inconscio”. Un ottimo esempio per comprendere come lo stato inconscio possa influenzare quello conscio, benché quest’ultimo ignori completamente l’esistenza dell’altro, ci è offerto dal ben noto fenomeno della suggestione post-ipnotica, in cui un comando impartito sotto ipnosi viene eseguito successivamente in condizioni normali, quasi sotto un impulso imperioso”.

Breuer, raccontò ancora Freud, giunse dunque alla conclusione che i sintomi isterici si sviluppano in stati psichici particolari che egli chiamò “Stati ipnoidi”: le esperienze affettive che si verificano in tali stati ipnoidi diventano patogene, poiché non consentono la normale scarica degli affetti legati ai processi eccitativi. Il risultato del processo di eccitazione è il sintomo, che penetra come un corpo estraneo nello stato psichico normale.

Freud parlò poi della terapia applicata da Breuer: dove insorge un sintomo, troviamo anche un’amnesia, una lacuna mnestica, e per riempire questa lacuna, bisogna eliminare le condizioni che diedero origine ai sintomi stessi.

A questo punto Freud si rese forse conto di aver un po’ affaticato i suoi ascoltatori, per cui si sentì in dovere di dire:

“Giunti a questo punto, temo che questa parte della mia esposizione non vi sia sembrata troppo chiara, ma dovete tener presente che si tratta di ipotesi nuove e difficili, e che forse non possono venir rese con chiarezza maggiore. Tutto ciò sta a dimostrare che le nostre conoscenze in questo campo non sono ancora molto progredite”.

Questa frase potrebbe incuriosire: Freud sta presentando in America la sua prodigiosa scoperta scientifica e dice che le conoscenze in merito non sono ancora troppo progredite… Come mai? Lo si capisce leggendo il passo successivo:

“Per di più la teoria di Breuer degli stati ipnoidi si è rivelata non solo superflua, ma addirittura di ostacolo a ulteriori ricerche, per cui è stata abbandonata dall’attuale concezione della psicoanalisi. Cercherò in seguito di accennarvi almeno quali altri influssi e quali altri processi sono stati scoperti oltre quello degli stati ipnoidi, che rappresentano per Breuer l’unico momento etiologico”.

E ancora:

“Avete forse avuto l’impressione, e giustamente, che le ricerche di Breuer non potevano fornirvi che una teoria molto incompleta e una spiegazione insufficiente dei fenomeni osservati”.

Ed infine, una degna conclusione:

Ma le teorie esatte non ci cascano dal cielo, e a maggior ragione avreste diffidato di qualcuno che vi avesse presentato fin dall’inizio delle sue osservazioni una bella teoria a tutto tondo, senza la minima lacuna; una siffatta teoria potrebbe essere solo il prodotto di speculazioni personali e non il frutto di un’imparziale ricerca dei fatti.

Fonti:
Donn L., Freud e Jung, Leonardo
Ellenberger, La scoperta dell’inconscio, Boringhieri
Freud, Cinque Conferenze sulla psicoanalisi, Boringhieri

Dott.ssa Giuliana Proietti

Sabina Spielrein

Sabina Spielrein

Sabina Nikolaevna Spielrein nacque a Rostov sul Don (Russia) nel 1885, da un commerciante ebreo e da sua moglie che, ...
Leggi Tutto
spiritualità

Jung, l’accettazione e la spiritualità

Nel 1931, uno dei pazienti di Jung si mostrava ostinatamente resistente alla terapia. Roland H era un alcolista americano, che ...
Leggi Tutto
sincronicità

Jung e la sincronicità

Continuiamo a parlare di Jung, in occasione dell'anniversario della sua scomparsa, cinquanta anni fa. Oggi parliamo della sua particolare scoperta ...
Leggi Tutto
tipi psicologici

Jung e i tipi psicologici

Oggi, sempre seguendo gli articoli del Guardian, parliamo ancora di Carl Gustav Jung, affrontando questa volta l'argomento dei Tipi psicologici ...
Leggi Tutto
archetipi

Jung e gli archetipi

Continuiamo a presentare un'ampia sintesi della serie di articoli apparsi recentemente sul Guardian per ricordare Carl Gustav Jung, a cinquanta ...
Leggi Tutto
inconscio

Carl Gustav Jung: incontrare l’inconscio

Quando Jung si allontanò da Freud nel 1913 fu per lui una scelta dolorosa. Era di nuovo solo, un'esperienza che ...
Leggi Tutto
Freud e Jung

Carl Gustav Jung, a 50 anni dalla morte

Per i 50 anni dalla morte di Jung (6 giugno 1961), abbiamo pensato di proporvi una lunga intervista a Jung ...
Leggi Tutto
libro rosso Jung

Il libro rosso di Carl Gustav Jung

Qualche giorno fa (il 7 Ottobre) è stato presentato, con grande clamore, presso il Rubin Museum, un libro che si ...
Leggi Tutto
Terzo Congresso di Psicoanalisi

1911 Terzo Congresso di Psicoanalisi

Sopra: foto-ricordo del Congresso L’avvenimento più significativo del 1911 fu il Terzo Congresso di Psicoanalisi, che ebbe luogo il 21 ...
Leggi Tutto
Freud

Quinta Conferenza sulla psicoanalisi – Freud 1909

Ricordiamo in questo post la quinta delle cinque conferenze che Freud tenne a Worcester, Mass., presso la Clark University, nel ...
Leggi Tutto
squalo tigre

La libido

Sopra: squalo tigre Libido è un termine latino, che significa 'desiderio'. Fu impiegato da Sigmund Freud per designare l'energia corrispondente ...
Leggi Tutto
conferenza

Prima Conferenza sulla Psicoanalisi (Freud, 1909)

Prima Conferenza sulla Psicoanalisi. In Freudiana puoi trovare le cinque conferenze (Sopra: Worcester, 1909. In prima fila riconosciamo William James, ...
Leggi Tutto
Carl Gustav Jung

Carl Gustav Jung

Carl Gustav Jung: "La mia vita è la storia di un'autorealizzazione dell' inconscio" Anni giovanili Carl Gustav Jung nacque a Kesswil, ...
Leggi Tutto
George Wahington, Freud Jung e Ferenczi

Freud Jung e Ferenczi: ricordi e sogni di una traversata indimenticabile (1909)

Sopra: Il piroscafo George Washington, che Freud Jung e Ferenczi utilizzarono per andare in America Nel 1909 sia Freud che ...
Leggi Tutto
kraepelin

Emil Kraepelin ed Eugen Bleuler

Molto prima che Freud cominciasse il suo lavoro, vi erano già state molte riflessioni e speculazioni riguardo alla parte inconscia ...
Leggi Tutto
libro rosso Jung

Libri di Carl Gustav Jung

Jung: i libri CARL GUSTAV JUNG, Le cose che si vedono in cielo, 1958 In questo saggio Carl Gustav Jung ...
Leggi Tutto
Facebook Comments

● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

Scrive in un Blog sull’Huffington Post


Contatti e Consulenza con la Dr. G. Proietti

Per appuntamenti e collaborazioni professionali: 347 – 0375949 Ancona, Terni, Civitanova Marche e via Skype
Tweets di @gproietti

Visita il nostro Canale
YouTube

Per le collaborazioni con i media visita la pagina Media e Social Media

Perché sceglierla come Terapeuta: Visita la pagina 9 ragioni per sceglierci come Terapeuti

ARTICOLI CORRELATI:

Stile di vita in casa Freud
Frau Freud. Nei ricordi della cameriera Paula Fichtl, la signora Freud era una donna calma e gentile, piuttosto timida. Martha amava curare la casa ...
Mi sento psicoanalizzata a distanza – Consulenza on Line
Buon giorno, mi chiamo Lucia ho un rapporto affettivo che dura da 4 anni con un uomo che soffre di depressione e per la ...
Freud dopo il 1900: un saggio, un eroe
Freud fu considerato presto un saggio e un eroe Foto: Freud 1907 In quel periodo la personalità di Freud fu trasformata dalla sua fama mondiale e ...
Storia dell’ipnosi: La scuola psicologica francese al tempo di Freud
Freudiana: Storia dell'ipnosi Parallelamente agli sviluppi nella psichiatria descrittiva della scuola tedesca, la scuola francese nell’ultima metà dell’Ottocento cominciò ad orientarsi verso una profonda comprensione ...
La pazzia? E’ la regola, non un’eccezione
Darian Leader, psicoanalista britannico, insegna alla Leeds Metropolitan University e alla Brunel University di Londra. Collabora con la Croce Rossa nell'area infantile, è membro ...
Anna Freud
  Anna Freud. Sesta e ultima figlia di Sigmund e Martha Freud, Anna nacque a Vienna il 3 Dicembre del 1895. Fu una bambina vivace e ...
Tre volte alla settimana sul lettino per almeno un anno e…
In un nuovo studio, che ha preso in considerazione 23 ricerche precedenti (1.053 pazienti) sugli effetti del trattamento psicoanalitico, i ricercatori sono giunti alla ...
Quarta Conferenza sulla psicoanalisi – Freud 1909
Sopra: Edipo e la Sfinge Continuiamo a parlare delle conferenze tenute da Freud presso la Clark University di Worcester, USA. Come si sa, Freud tenne ...

2 thoughts on “Prima Conferenza sulla Psicoanalisi (Freud, 1909)”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *